settembre 03, 2015

Elio Germano – Biografia

Carisma da anti-divo, talento recitativo nonchè animo e natura eclettici, fanno di Elio Germano una promessa e un vanto del panorama cinematografico italiano.

Elio Germano, un attore dalla “magnifica presenza” scenica

(Roma, 25 settembre 1980)

elio-germanoNato a Roma il 25 settembre del 1980, Elio Germano non è certo uno di quegli attori che si potrebbero definire “belli e dannati”, di quelli che piacciono tanto alle ragazze di oggi.

Non bellissimo ma dal viso interessante, è forse proprio per quel suo viso così particolare che è molto amato dal pubblico femminile, non soltanto quello giovanissimo, oltre naturalmente per una capacità attoriale che lo rende adatto a qualsiasi ruolo, che sia drammatico o brillante.

L’esordio di Germano nel mondo del cinema avviene quando, all’età di 12 anni, Castellano e Pipolo lo scelgono come protagonista del loro “Ci hai rotto papà” (1993), commedia corale in cui raccontano le avventure di un gruppo di bulletti le cui imprese sono principalmente rivolte a danneggiare gli adulti, considerati i “nemici per eccellenza”.

Tra cinema e teatro, Germano dai Vanzina a Ettore Scola, passando per Veronesi

Amante del teatro, dove vanta una carriera di tutto rispetto (ha curato anche la regia della pièce “Ground & Ground”), Elio Germano si trova tuttavia a dover scegliere, a un certo punto, se dedicarsi di più al palcoscenico o al grande schermo.

È quest’ultimo ad avere la meglio e la carriera del giovane attore decolla: prima l’esperienza con i Fratelli Vanzina che lo selezionano per “Il cielo in una stanza” (1999), una commedia in cui Paolo (Ricky Tognazzi), padre di un adolescente, si ritrova improvvisamente catapultato negli anni della sua giovinezza (è Germano a vestire i panni del giovane Paolo), insieme al figlio Marco, che in questa sorta di limbo scopre la parte gioviale e spensierata del genitore.

Con “Mio fratello è figlio unico” Elio Germano raggiunge il picco massimo di popolarità: è un talento in ascesa

Dai Vanzina ai migliori registi del panorama cinematografico mondiale il passo è breve: Ettore Scola lo inserisce nel cast di “Concorrenza sleale” (2001), dandogli la possibilità di lavorare al fianco di Sergio Castellitto, Gérard Depardieu e Diego Abatantuono; Emanuele Crialese lo chiama per “Respiro” (2002); Giovanni Veronesi lo vuole in “Che ne sarà di noi” (2004) e Michele Placido gli dà una particina in “Romanzo Criminale”, forse uno dei casi cinematografici del 2005.

Nello stesso anno, Elio Germano viene scelto da Abel Ferrara per una piccola parte nel suo “Mary”, portato alla Mostra del Cinema di Venezia, e successivamente Gabriele Salvatores e Paolo Virzì lo fanno lavorare, rispettivamente, in “Quo Vadis, Baby?” (2005) e “N – Io e Napoleone” (2006).

La consacrazione definitiva arriva però con “Mio fratello è figlio unico” (2007), di Daniele Luchetti, ispirato al romanzo “Il fasciocomunista” di Antonio Pennacchi, dove interpreta la parte del protagonista, Accio Benassi, al fianco di Riccardo Scamarcio. La sua prova intensa gli vale il David di Donatello come Miglior Attore.

Non solo registi italiani, per Germano è tempo della produzione americana “Nine”

Nel 2007 è ancora protagonista di “Nessuna qualità agli eroi” e “Il mattino ha l’oro in bocca”, di Francesco Patierno. Il film è ispirato all’autobiografia di Marco Baldini, ex voce di Radio DeeJay e spalla di Fiorello, che Elio Germano impersona dagli anni giovanili fino ai giorni nostri, passando per il periodo buio dei debiti legati al gioco e delle pesantissime difficoltà economiche.

Gli ultimi lavori lo vedono di nuovo impegnato con Paolo Virzì in “Tutta la vita davanti” (2008), sui problemi legati al mondo del lavoro; con Salvatores in “Come Dio comanda” (2008), tratto da una storia di Ammaniti, e diretto da Daniele Vicari ne “Il passato è una terra straniera” (2008).

Nel 2009 partecipa a “Nine”, pellicola diretta da Rob Marshall, ispirata all’omonimo musical di Broadway a sua volta tratto dal celebre capolavoro di Fellini “8 e 1/2″.

Numerosi i riconoscimenti per Elio Germano, “Il giovane favoloso”

Nel 2010 è di nuovo diretto da Luchetti ne “La nostra vita”, incentrato sulla storia di un padre che perde la moglie durante il parto e si trova da solo a dover crescere i suoi figli. Tale interpretazione gli è valsa la Palma d’Oro come Miglior Attore alla 63ª edizione del Festival di Cannes. Nel 2010 recita in “Tutti al mare”, esordio alla regia di Matteo Cerami. Nel 2011 arriva un altro David di Donatello e successivamente lavorerà anche per Özpeteck nel 2012 con “Magnifica presenza”. Sempre nello stesso anno, insieme a Valerio Mastandrea, è in “Padroni di casa” di Edoardo Gabriellini, mentre nel 2013 viene scelto da Giovanni Veronesi per il film “L’ultima ruota del carro”.

Nonostante la grande popolarità, Elio Germano è uno dei pochi attori giovani che non fa parlare di sé, se non per la sua professionalità, quando, e accade molto spesso, dà prova di essere davvero un grande attore. Nel 2014 è protagonista del film “Il giovane favoloso”, diretto da Mario Martone, dove interpreta Giacomo Leopardi, per il quale ottiene il Premio David di Donatello 2015, come Miglior Attore Protagonista.

Daria Ciotti

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