Tre piani (2020)

Tre piani regista In “Tre piani” Nanni Moretti si cimenta nella trasposizione dell’omonimo romanzo scritto dall’autore israeliano Eshkol Nevo.

Tre piani: storia di un condominio

Tessere storie che ruotano attorno agli inquilini di un singolo edificio è un topos di un certo successo, specialmente nella sfera della letteratura (si pensi per esempio a famosi romanzi come “L’eleganza del riccio”, di Muriel Barbery, o “Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio”, di Amara Lakhous).

“Tre piani” mette in scena un analogo scenario: la vicenda è infatti divisa in tre filoni narrativi principali che corrispondono ai nuclei familiari che occupano i tre piani di una palazzina a Tel Aviv.

C’è la coppia di genitori con due figlie, una cagionevole e l’altra in salute, che sono costretti a lasciare la bambina più autonoma a un’anziana coppia forse non adatta al babysitting, specialmente per quel che riguarda le intenzioni del vecchio Hermann. Poi ci sono una donna sola, con un marito che viaggia molto, che ospita un cognato ricercato dalla legge e una vedova con un gran bisogno di parlare di sé.

Cast e produzione

Nanni Moretti è un interprete e regista nostrano molto divisivo a causa del messaggio politico delle sue opere, ma anche molto amato e dal talento riconosciuto. Tra i suoi film più apprezzati ci sono il documentario “Santiago, Italia” (2018) sul golpe di Pinochet; il drammatico “Mia madre” (2015), che esplora il cinema italiano attraverso la metatestualità; “Habemus Papam” (2011), commedia su una successione papale andata storta.

Moretti però non è l’unica punta di diamante sul set. All’interno del cast di “Tre piani” figurano interpreti di rilievo come Riccardo Scamarcio (“Il ladro di giorni”, 2019; “Lo spietato”, 2019) e Margherita Buy (“Io c’è”, 2018; “Moschettieri del Re - La penultima missione”, 2018).

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