Mia madre – Recensione

Mia madre: una storia al femminile dedicata agli affetti più importanti

Regia: Nanni Moretti – Cast: Margherita Buy, John Turturro, Giulia Lazzarini, Nanni Moretti, Beatrice Mancini – Genere: Drammatico, colore, 106 minuti  – Produzione: Italia, 2014 – Distribuzione: 01 Distribution – Data di uscita: 16 aprile 2015.

miamadreÈ un gioco di specchi quello che fa Nanni Moretti con Margherita Buy nella sua ultima opera “Mia madre”.

Una regista sta girando faticosamente un film mentre nello stesso periodo sua madre Ada sta morendo. Le sta accanto il fratello Giovanni/Nanni Moretti, in crisi con il suo lavoro. Lei, che si chiama Margherita come la sua interprete, si sente inadeguata e di certo non la aiuta l’egocentrismo dell’attore americano, che è la star della sua opera, e la sua vita privata non brillante. Tra set e giornate in ospedale, la protagonista scoprirà molte cose di sé, che non è mai stata capace di vedere.

“Mia madre” è cinema nel cinema ma è anche una sorta di seduta psicoanalitica per Nanni Moretti, che ricordiamo, ha perso la madre nel 2010, mentre stava montando “Habemus Papam”. Per una sua scelta specifica, Moretti ha deciso di mettersi da parte per una volta, riversando tutte le sue insicurezze su un personaggio altro: Marguerita Buy, sempre in primissima piano e molto efficace nella sua performance. Ma ritroviamo qualcosa di lui anche nel fragile e nevrotico attore americano Barry Huggins, un John Turturro che non ricorda le sue battute e dà in escandescenze sul set.

La narrazione, per quanto sia dolorosa la storia, ha dei tocchi di leggerezza e ironia, com’è nello stile del regista. Al centro del film c’è sì la morte della madre, figura essenziale per ognuno di noi, ma prima di tutto l’inadeguatezza del regista e dell’uomo in genere. Michele Apicella è cresciuto e vive ora sotto le mentite spoglie di un Papa che non vuole prendersi questa grande responsabilità e di un regista che “vuole ritornare alla realtà”.

La protagonista riconosce di non conoscere la sua stessa madre, che tanti allievi vanno a trovare. Il profumo del passato è tutto nella carezza che la Buy fa ai libri di latino, di sua madre insegnante. Ma c’è anche il futuro nelle lezioni che Ada negli ultimi giorni di vita dà alla nipote Livia. Vita vera e cinema, ovvero finzione, si fondono in questo film che fa commuovere ma anche sorridere.

Il regista Nanni Moretti/Margherita Buy altro non è colui/colei che convive con le proprie insicurezze. “Mia madre” ha un ottimo cast, da Moretti in primis, rigoroso e misurato come non mai, a Margherita Buy che buca lo schermo con i suoi occhi blu più espressivi delle sue stesse parole, per non parlare dell’eccellente interpretazione di Giulia Lazzarini/Ada, che di matrice teatrale, è riuscita, per stessa ammissione di Moretti a entrare nel personaggio della madre. Ottima anche Livia/Beatrice Mancini per la prima volta sul grande schermo. Più sopra le righe, ma ci sta tutto, John Turturro con il suo improbabile italiano. Una colonna sonora efficace enfatizza le emozioni degli attori portando alla luce quelle degli spettatori. Basti citare “Famous blue raincoat” di Leonard Cohen, una lettera che lui scrive a se stesso in una fredda notte newyorkese. Solo che questa volta la firma è di Nanni Moretti.

Ivana Faranda

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