Shia LaBeouf

Shia LaBeouf può essere considerato uno degli attori più brillanti di Hollywood, che ha raggiunto l'Olimpio delle celebrità dopo una lunga gavetta. Ha lavorato affianco a star del calibro di Harrison Ford e Robert Redford; tuttavia la sua carriera ha subito un crollo nel corso del tempo a causa delle accuse di plagio per il suo primo cortometraggio da regista. Non hanno giovato inoltre ulteriori accuse di violenza domestica mosse dalle sue ex compagne FKA Twigs, Karolyn Pho Mia Goth. Lo stesso attore ha ammesso di avere problemi di dipendenza da alcool e droghe e proprio per questa ragione si è fermato per un anno circa per andare in rehab.

Shia LaBeouf, la giovane star 'che non dorme mai'

(Los Angeles, 11 giugno 1986)

Shia LaBeouf
(Photo by Rich Fury/Getty Images)

Shia LaBeouf nasce a Los Angeles l'11 giugno del 1986. Cresce con un padre violento e lui stesso ha definito la sua infanzia “Schifa”, ricordando come, da giovane attore in ascesa, manteneva lo stesso genitore tossico e una madre praticamente assente.

Come molti, Shia inizia dalla gavetta, non vantando nella sua famiglia nessun avo cinematograficamente famoso. Nel 1998 partecipa a “Monkey Business” e “The Christmas Path”, due film che non gli conferiscono certo la notorietà ma servono come steps per giungere nell’Olimpo Hollywoodiano.

Nel 2003 fa un passo avanti prendendo parte non a uno ma a ben cinque produzioni: “Holes – Buchi nel deserto”, “Una famiglia allo sbaraglio”, “Scemo e più scemo – Iniziò così”, “Charlie’s Angels: Più che mai” e “La battaglia di Shaker Heights”.

L’anno successivo è nel cast del colossal “A.I. Intelligenza artificiale”, dove lavora accanto a Jude Law, mentre nel 2005 affianca Keanu Reeves in “Costantine”. “Il più bel gioco della mia vita” e “Bobby” sono le due pellicole che realizza nel 2006 insieme a “Guida per riconoscere i tuoi santi”, dove interpretata con Robert Downey Jr. Dito Montiel, nel suo film autobiografico.

Nel 2007, grazie alle diverse prove recitative degli anni precedenti, viene scelto per “Disturbia”. Mai titolo fu più nefasto! L'interprete sembra disturbato seriamente, tanto che nel novembre dello stesso anno viene arrestato per violazione di domicilio, non voleva allontanarsi da un Walgreens di Chicago. É il primo scivolne della giovani star, ma LeBeouf si riprende subito vestendo i panni di Sam Witwicky nel primo episodio della trilogia dei robot alieni “Transformers”.

La consacrazione

Successo assicurato, tanto che viene scelto come il figlio di Harrison Ford in “Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo” nel 2008, anno in cui gira anche “Eagle Eye” e “New York I Love You”. Nel 2009 gira il sequel al fianco di Megan Fox, e diretto da Micheal Bay, “Transformers – La vendetta del caduto”, per poi vederlo sul grande schermo in “Wall Street: il denaro non dorme mai” (2010).

L'anno seguente torna ad essere diretto da Michael Bay in "Transformers 3", ma questa volta al suo fianco non c'è più Megan Fox bensì la modella inglese Rosie Huntingto -Whiteley, qui alla sua prima esperienza sul grande schermo.

Nel 2012 lo troviamo invece protagonista di ben due pellicole: "Lawless", film ambientato all'epoca del proibizionismo con Jessica Chastain, e nel thriller diretto da Robert Redford "La regola del silenzio - The Company You Keep". Nel 2013 viene scelto da Lars Von Trier nel cast di “Nymphomaniac”. Nel 2014 è nel cast di "Fury", film di David Ayer, accanto a Brad Pitt, mentre nel 2015 partecipa al video musicale del singolo "Elastic Heart" di Sia.

Il crollo dopo il grande successo

Nel 2012 esordisce alla regia con “Howard Cantour.com” presentato al Festival di Cannes. Il cortometraggio sembra essere una copia della graphic novel “Justin M. Damiano”, ideata da Daniel Clowes. In risposta alle accuse mossegli, l’attore il 1° gennaio del 2014 noleggia un aereo a Los Angeles e fa scrivere al pilota in cielo “I am sorry Daniel Clowes”. È una delle varie stranezze, tra cui sfilare sul red carpet della Berlinale con un sacchetto in testa con su scritto “I am not famous anymore” alla presentazione di “Nymphomaniac” diretto da Lars Von Trier. In conferenza stampa si presenta vestito male e non risponde ai giornalisti.

In seguito, diventa in rete protagonista di una serie di "body installation" e spesso e volentieri viene coinvolto in provocazioni di vario genere, litigi e disturbi della quiete pubblica che nel 2016 lo fanno finire addirittura in carcere. Gli anni a venire sono difficili ma LaBeouf riesce in un qualche modo a superare la crisi e viene scelto come protagonista di “Honey Boy” del 2019 diretto da Alma Har'el, in cui figura anche come autore della sceneggiatura. Shia interpreta il padre, lo stesso che gli ha rovinato la vita, approfittando della sua ricchezza da giovane star.

Nel 2020  Shia LaBeouf è accusato di comportamenti violenti nei confronti della sua compagna. Superata la crisi, il nostro sembra abbia ritrovato la sua serenità ed essersi convertito al cattolicesimo. Non è un caso che il suo lavoro successivo è “Padre Pio” di Abel Ferrara, in cui interpreta il santo. Un ruolo che potrebbe quasi apparire catartico per combattere i suoi demoni.

Ivana Faranda

Shia LaBeouf Filmografia - Cinema

Shia LaBeouf macchina
Shia LaBeouf in una scena del film d'azione fantascientifico "Transformers" di Michael Bay
  • Monkey Business, regia di Michael Radford (1998)
  • The Christmas Path, regia di Bernard Salzmann (1998)
  • Holes - Buchi nel deserto, regia di Andrew Davis (2003)
  • Scemo e più scemo - Iniziò così, regia di Troy Miller (2003)
  • Charlie's Angels - Più che mai, regia di McG (2003)
  • La battaglia di Shaker Heights, regia di Efram Potelle e Kyle Rankin (2003)
  • Io, Robot, regia di Alex Proyas (2004)
  • Constantine, regia di Francis Lawrence (2005)
  • Il più bel gioco della mia vita, regia di Bill Paxton (2006)
  • Guida per riconoscere i tuoi santi, regia di Dito Montiel (2006)
  • Bobby, regia di Emilio Estevez (2007)
  • Disturbia, regia di D.J. Caruso (2007)
  • Transformers, regia di Michael Bay (2007)
  • Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, regia di Steven Spielberg (2008)
  • Eagle Eye, regia di D.J. Caruso (2008)
  • New York, I Love You, di registi vari (segmento di Shekhar Kapur) (2009)
  • Transformers - La vendetta del caduto, regia di Michael Bay (2009)
  • Wall Street - Il denaro non dorme mai, regia di Oliver Stone (2010)
  • Transformers 3, regia di Michael Bay (2011)
  • Lawless, regia di John Hillcoat (2012)
  • La regola del silenzio - The Company You Keep, regia di Robert Redford (2012)
  • Charlie Countryman, regia di Fredrik Bond (2013)
  • Nymphomaniac: volume I, regia di Lars Von Trier (2013)
  • Nymphomaniac: volume II, regia di Lars Von Trier (2013)
  • Fury, regia di David Ayer (2014)
  • Man Down, regia di Dito Montiel (2015)
  • American Honey, regia di Andrea Arnold (2016)
  • Borg McEnroe, regia di Janus Metz Pedersen (2017)
  • Honey Boy, regia di Alma Har'el (2019)
  • In viaggio verso un sogno - The Peanut Butter Falcon, regia di Tyler Nilson e Michael Schwartz (2019)
  • The Tax Collector, regia di David Ayer (2020)
  • Pieces of a Woman, regia di Kornél Mundruczó (2020)

Shia LaBeouf Filmografia - Televisione

  • Colazione con Einstein (1998)
  • Caroline in the City (Serie TV, episodio: “Caroline and the Bar Mitzvah”) (1998)
  • Jesse (Serie TV, episodio: “Momma Was a Rollin' Stone”) (1999)
  • Susan (Serie TV, episodio: “A Day in the Life”) (1996-2000)
  • Il tocco di un angelo (Serie TV, episodio 6x06) (1994-2003)
  • X-Files (Serie TV, episodio 7x06) (1993-2002)
  • Freaks and Geeks (Serie TV, episodio: “We've Got Spirit”) (1999-2000)
  • E.R. - Medici in prima linea (Serie TV, episodio 6x12) (1994-2009)
  • Even Stevens (Serie TV, 65 episodi) (2000-2003)
  • Una famiglia allo sbaraglio, regia di Sean McNamara (Film TV) (2003)
  • Attenti al volpino, regia di Neal Israel (2001)
  • The Nightmare Room (Serie TV, episodio 1x02) (2001)
  • Tru Confessions, regia di Paul Hoen (2002)
  • Saturday Night Live (Programma TV) (2008)

Shia LaBeouf Filmografia - Regista e sceneggiatore

  • Let's Love Hate, co-diretto con Lorenzo Eduardo (2004)
  • I Never Knew (Video musicale di Cage) (2009)
  • MANIAC (2011)
  • Born Villain (Cortometraggio) (2011)

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.