Diane Keaton – Biografia
Diane Keaton, meravigliosa e eccentrica attrice hollywoodiana
(Santa Ana, 5 gennaio 1946)
“Nella vita reale, Diane crede in Dio. Ma crede anche che la radio funzioni perché ci sono dentro delle piccole persone". Così si era un tempo pronunciato Woody Allen, parlando della allora compagna Diane Keaton, riassumendone, senza tante chiacchiere, l’ingenuità, la naturalezza e l’eccentricità, tipiche dell’animo privato e professionale di questa artista, tra le più grandi che Hollywood abbia mai avuto. Paragonabile ad uno dei suoi modelli, Katharine Hepburn, in quanto a talento, autonomia e rara abilità nel conciliare commedia e dramma, Diane Keaton è, come dimostrano alcuni dei suoi più grandi successi cinematografici, la risposta a tutte le insinuazioni maschiliste che vorrebbero la comicità, una prerogativa unicamente maschile.
Diane Keaton nasce a Santa Ana in California il 5 gennaio del 1946, da mamma fotografa di origini inglesi e padre ingegnere di origini irlandesi. A catturare per sempre attimi di un’infanzia serena e agiata è l‘obiettivo della macchina fotografica della madre Dorothy, da cui Diane eredita la passione per la fotografia e il desiderio di calcare il palcoscenico come attrice. Dopo una prima formazione avvenuta in compagnie teatrali amatoriali, infatti, a soli 19 anni, lascia il college e si trasferisce a New York City, alla ricerca di un posto nell’industria dell’intrattenimento.
Giunta esultante nella Grande Mela, dopo aver modificato il cognome originario Hall in Keaton (quello della mamma) e essersi esibita come cantante in alcuni night club di Manhattan, si iscrive alla Neiborhood Playhouse School of the Theater e studia con profitto le tecniche recitative del suo fondatore Stanford Meisner, che le valgono l’entrata in una importante compagnia di Broadway e la parte di Sheila nel celeberrimo musical “Hair” (1968). Sono gli anni della contestazione, il femminismo porta in piazza le problematiche delle donne e Diane Keaton fa presto parlare di sé rifiutando di denudarsi nello strip-tease finale, mostrando sin da subito il suo spirito indipendente.
Dopo nove mesi di repliche arriva pronta l’audizione per la commedia “Provaci ancora, Sam” (1972) di Herbert Ross, con Woody Allen, per cui guadagnerà la sua prima nomination ai Tony Award. È dunque il 1972, l’anno del debutto sul grande schermo e dell’incontro con Allen, con cui inizia a frequentarsi anche nel privato, inaugurando un ventennio di collaborazioni artistiche dal successo destinato a durare nel tempo. Nel 1972 interpreta la moglie di Michael Corleone/Al Pacino ne “Il padrino” (1972) di Francis Ford Coppola, al quale seguiranno “Il padrino – Parte II” (1974) e “Il padrino – Parte III” (1990). Dalla critica per la prima volta giungono commenti al vetriolo, che in quanto a presenza scenica la giudicano ‘invisibile’ nel primo film e ‘appena pallida’ nel secondo.
Con Woody Allen lavora ne: “Il dormiglione” (1973), “Amore e guerra” (1975), il famoso “Io e Annie” (1977), “Interiors” (1978) e “Manhattan” (1979), “Radio Days” (1987) e “Misterioso omicidio a Manhattan” dell’ormai lontano 1993, in cui è la sostituta di Mia Farrow, sua rivale in amore. La Diane Keaton di questi ultimi lavori è trascinante: sbatte contro gli alberi lanciandosi con una liana, si imbarazza terribilmente al primo incontro con un uomo, è la perfetta nevrotica rovina-famiglie e la più disinibita di un villaggio russo in età napoleonica, sempre con grande stile e senza mai perdere il fascino e la femminilità che la contraddistinguono prima di tutto come donna. A premiare tale capacità arrivano per “Io e Annie”, la pseudo-parodia della sua storia con Allen, l’Oscar e due nomination ai Golden Globes, che se da un lato la scioccano, dall’altro le aprono diverse porte.
La Keaton è ormai un’attrice consolidata e una donna libera di iniziare la nuova relazione con un altro regista di valore: Warren Beatty, che la vuole nel cast di “Reds” (1981) da lui diretto ed interpretato, il quale le frutta la seconda nomination all’Oscar come Miglior Attrice Protagonista e il David di Donatello come Miglior Attrice Straniera. Ma la storia con Beatty presto finisce e la bella Diane si ‘consolerà’ successivamente con un altro collega: Al Pacino, conosciuto sul set della saga de “Il Padrino”. Intanto Diane è comunque inarrestabile e decide di dedicarsi anche a ruoli più drammatici come in: “Spara alla luna” (1982) di Alan Parker e “Crimini del cuore” (1986).
Si dedica inoltre all’attività di regista in un episodio di “Twin Peaks” (1991) e nei film “Paradiso” (1987), “Fiore Selvaggio” (1991), “Eroi di tutti i giorni” (1995) e “Avviso di chiamata” (2000), con Meg Ryan e Walter Matthau. È durante la scoperta di se stessa come cineasta e nello stesso anno de “La stanza di Marvin” (1996), dove ricopre il commovente ruolo di una malata terminale di cancro, che Hugh Wilson la coinvolge nel progetto intitolato “Il club delle prime mogli” (1996), per completare lo spumeggiante trio formato con Goldie Hawn e Bette Midler.
Il nuovo millennio viene inaugurato dall’acclamatissimo trionfo di “Tutto può succedere” (2003) dove diretta da Nancy Meyers deve scegliere tra l’amore di Jack Nicholson e Keanu Revees. Questa perla rara del cinema ha imparato i segreti della nuova commedia americana, dopo Woody Allen, giocando con Steve Martin sul set de “Il padre della sposa” (1991) ed è ora pronta a dare prova della propria professionalità, per nulla impigrita dagli anni, al fianco del mostro di bravura Jack Nicolson, un ultrasessantenne con la sindrome di Peter Pan, che riesce a farla spogliare integralmente per la prima volta sugli schermi. Con la parte della commediografa di mezza età, riservata e chiusa, in cerca di nuove emozioni, Diane Keaton si aggiudica il Golden Globe e la quarta nomination all’Oscar. Le ultime fatiche portano il titolo rispettivamente di “La neve nel cuore” (2005), “Perché te lo dice mamma” (2007) e “Tre donne al verde” (2008) e segnano il passaggio a ruoli più maturi, per cui è sempre utile coniugare sensibilità e cervello, ma stavolta con meno tensione ed eccentricità nel vestire.
Nel 2010 è protagonista in “Il buongiorno del mattino”, dove scende in campo al fianco di un da troppo assente Harrison Forde nel 2011 è nel cast di "Darling Companion". Una brillante carriera dunque quella di questa stella del gotha del cinema statunitense, nata insieme alle popolari Candice Bergen, Kahrine Ross, Ali Mac Graw, ma mai scomparsa dalle scene, a differenza delle prime. Diane Keaton rimane sempre incantevole e autentica nell’aspetto, forse proprio perché lo ha difeso strenuamente dalle mutazioni siliconiche e reso ugualmente splendido forse con una maternità che sebbene tardiva, pare essere il segreto della sua felicità.
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