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Bong Joon-ho

Biografia

Bong Joon-ho è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico sudcoreano. I suoi film presentano temi sociali e una mescolanza di generi, humor nero e improvvisi cambi di tono. Nel 2017, Bong Joon-ho è stato inserito dal Metacritic statunitense al tredicesimo posto nella lista dei 25 migliori registi del 21° secolo.

Bong Joon-ho: una passione primordiale

(Taegu, 14 settembre 1969)

Bong Joon-ho

Bong Joon-ho1Bong Joon-ho nasce a Taegu, in Corea del Sud, ed è il più giovane di quattro figli. Suo padre, Bong Sang-gyun, è un grafico di prima generazione, designer industriale, professore d’arte all’Università di Yeungnam e capo del dipartimento d’arte del National Film Institute. Fin da quando ha quattordici anni, circondato dall’arte, Bong Joon-ho esprime la sua passione per il cinema e il sogno di diventare regista.

Il primo passo che compie verso il mondo cinematografico, spinto dal fascino verso i disegni del padre, è quello di praticare fumetti e storyboard, alla sola età di cinque anni!

Mentre frequenta la scuola elementare, la famiglia si trasferisce a Seul, stabilendosi a Jamsil-dong, sul fiume Han, dove Bong si iscrive alla Yonsei University e si laurea in sociologia.

Durante la sua adolescenza Bong è profondamente toccato dalla visione del film “Black Orpheus” del 1959 di Marcel Camus, così come dalla trilogia di “Qatsi” (1982-2002).

Bong Joon-ho: l’amore per la macchina da presa

Successivamente, Bong co-fonda il club cinematografico Porta Gialla insieme a studenti delle università vicine, dove realizza i suoi primi film, tra cui un cortometraggio in stop motion intitolato “Looking for Paradise” e uno in 16mm “White Man”.

Iscritto alla Korean Academy of Film Arts, ha modo di dirigere molti cortometraggi in 16 mm, tra cui le sue pellicole di laurea “Incoherence” e “Memories in My Frame”, proiettate all’Hong Kong International Film Festival e al Vancouver International Film Festival. Bong collabora a diversi lavori con i suoi compagni di classe e non, tra cui, come direttore della fotografia per l’acclamato cortometraggio “Imagine” del 1994, diretto dal suo amico Jang Joon-hwan, e come sceneggiatore per il film d’esordio di Park Ki-yong “Motel Cactus” del 1997. Bong, insieme a Jang Joon-hwan, si occupa anche della sceneggiatura di “Phantom: The Submarine” del 1999.

Nel 2000 Bong gira il suo primo lungometraggio “Barking Dogs Never Bite” che riceve scarso interesse commerciale ma alcune recensioni critiche positive: viene invitato in Spagna al Festival internazionale del Cinema di San Sebastián, allo Slamdance Film Festival e all’Hong Kong International Film Festival.

Bong Joon-ho: i primi successi

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Nel 2003 Bong dà vita al progetto molto più ampio, “Memorie di un Assassino”, adattando uno spettacolo teatrale incentrato sulla storia di un serial killer realmente esistito che ha terrorizzato una città rurale negli anni ’80 e non è mai stato catturato.

Il film ottiene la sua anteprima internazionale al San Sebastián International Film Festival, dove riceve tre premi tra cui quello per la Miglior Regia.

Successivamente, Bong impiega del tempo per contribuire alla realizzazione di cortometraggi in progetti di film antologici: “L’influenza” del 2004, medio-metraggio commissionato dal Jeonju International Film Festival e “Sink & Rise” del 2003 per il progetto “Twentidentity” realizzato in 20 parti dagli ex-alunni dell’Accademia coreana di arti cinematografiche.

Bong Joon-ho: la rivincita sudcoreana

Nel 2006 il film “The Host” segna un passo avanti nella carriera di Bong e per l’industria coreana, ricevendo un’entusiasmante premiere al Festival di Cannes 2006. La storia è incentrata su un mostro immaginario che dal fiume Han devasta il popolo e, in particolare, una famiglia di Seoul.

Nel 2008 insieme ai registi Michel Gondry e Leos Carax, Bong dirige un segmento di “Tokyo!”, trittico su tre storie della città: Bong parla di un uomo che ha vissuto per un decennio come un Hikikomori, termine giapponese che indica le persone incapaci di adattarsi alla società.

Il suo quarto lungometraggio è “Mother”, del 2009, storia di una madre che lotta per salvare il figlio disabile da un’accusa di omicidio. La pellicola viene presentata per la prima volta nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes e appare nelle liste “best-of” di molti critici cinematografici del 2010.

Bong Joon-ho4In risposta al devastante terremoto e tsunami che colpisce la regione giapponese di Tohoku l’11 marzo 2011, Bong contribuisce alla realizzazione di un altro film antologico “3.11 A Sense of Home”, firmato da 21 cineasti.

Nel 2013 Bong Joon-ho realizza il distopico “Snowpiercer”, il suo primo lungometraggio in lingua inglese, ambientato in gran parte su un treno futuristico i cui ospiti sono separati in base allo status sociale. Il film viene accolto con elogi universali e, oltre a ricevere numerosi premi e nomination, appare nelle liste dei dieci migliori film del 2014.

Nel 2015 è la volta di “Okja”, presentato al Festival di Cannes 2017, dove  gareggia per la Palma d’oro e suscita polemiche a causa della sua produzione da parte di Netflix, ma riceve una standing ovation di quattro minuti dopo la sua prima assoluta.

Bong Joon-ho: il fenomeno “Parasite”

Nel 2019, Bong dirige “Parasite”, storia di una famiglia povera che si infiltra in una casa di benestanti ottenendo un impiego come personale. Il film viene presentato in anteprima al Festival di Cannes del 2019, dove vince la Palma d’oro, diventando il primo film coreano a ricevere questo premio!

“Parasite” riceve inoltre numerosi riconoscimenti; viene nominato per la Miglior Regia e per la Migliore Sceneggiatura al 77 ° Golden Globe Awards, dove vince il Premio come Miglior Film Straniero: questa è la prima nomination e la prima vincita ai Golden Globe per un film sudcoreano. La black-comedy è successivamente presentata come voce sudcoreana per il Miglior Film Internazionale alla 92a Edizione degli Academy Awards, dove diventa il primo lungometraggio sudcoreano a ricevere una nomination all’Oscar in qualsiasi categoria (per un totale di sei nomination) e vince quattro premi: Miglior Film, Miglior Regia, Migliore Sceneggiatura Originale e Miglior Film Internazionale.

Questa è anche la prima volta che un film in lingua non inglese vince l’Oscar per il Miglior Film e la prima volta che gli scrittori asiatici vincono l’Oscar per la Sceneggiatura!

Tra i registi che maggiormente hanno influenzato i suoi lavori, Bong sottolinea l’importanza che ha avuto studiare le pellicole di Martin Scorsese e di Quentin Tarantino, che non ha mancato di ringraziare durante l’emozionante premiazione degli Oscar 2020.

Filmografia

Bong Joon-ho Filmografia

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  • Peullandaseu-ui gae (2000)
  • Memories of Murder (2003)
  • The Host (2006)
  • Shaking Tokyo, episodio di Tokyo! (2008)
  • Madre (2009)
  • Snowpiercer (2013)
  • Okja (2017)
  • Parasite (2019)

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