Brad Pitt - Biografia
Brad Pitt, non solo uomo più sexy del mondo, ma anche attore di talento
(Shawnee, Oklahoma 18 dicembre 1963)
Per descrivere William Bradley Pitt (detto Brad) non si può prescindere dalla definizione che la rivista People ne ha dato per ben due volte, nel 1995 e nel 2000, ovvero l’uomo più sexy al mondo. Il suo sguardo magnetico, la voce calda, il fascino del suo viso arricchito da qualche piccola cicatrice, che solo un occhio attento riesce a distinguere: tutte queste caratteristiche hanno fatto di Brad Pitt, sin dagli esordi della sua carriera, un sex symbol che è comunque riuscito a dimostrare di avere talento da vendere. William Bradley Pitt nasce a Shawnee in Oklahoma da William Alvin e Jane Etta Hillhouse, il primo è manager di una ditta di trasporti, la madre lavora come impiegata in una scuola. Brad ha un fratello e una sorella minori.
Poco dopo la sua nascita la famiglia si trasferisce nel Missouri, dove il giovane completerà gli studi presso la Kickapoo High School con ottimi risultati. Pitt si iscrive all’università del Missouri per studiare giornalismo, tuttavia sente presto il richiamo del set e decide, a pochi esami dalla laurea, di trasferirsi a Los Angeles per prendere lezioni di recitazione. In questo periodo Brad Pitt confessa di avere svolto qualunque tipo di lavoro: dall’autista di spogliarellisti, al fattorino, al cameriere e inoltre, indossando un costume da pollo, invitava clienti al ristorante “El Pollo Loco”.
L’attore inizia a prender parte a serie TV famose tra cui “Dallas” (1987 – 1988) fino ad ottenere un vero e proprio ruolo per il grande schermo nel 1991 con “Thelma & Louise”, di Ridley Scott, dove interpreta il cowboy autostoppista che seduce Thelma. L’anno successivo viene direttoda Robert Redford in “In mezzo scorre il fiume” e nel 2003 da Tony Scott in “Una vita al massimo”. Nel 1994 Brad si fa notare nuovamente nei panni del vampiro Louis de Pointe du Lac in “Intervista con il vampiro”, di Neil Jordan, accanto ad attori come Tom Cruise, Antonio Banderas e Christian Slater. Nello stesso anno è uno dei tre figli del colonnello Ludlow (Anthony Hopkins) in “Vento di passioni”, di Edward Zwick, con il quale conquista la prima nomination ai Golden Globes e fa impazzire le donne di tuttoil mondo con la sua capigliatura lunga e bionda.
Nel 1995 ottiene due ruoli molto significativi per la sua carriera in “Seven”, di David Fincher, e ne “L’esercito delle dodici scimmie”, di Terry Gilliam. Per recitare nel primo rifiuta “Apollo 13”. In “Seven” è il detective David Mills, che indaga su un serial killer che sceglie le sue vittime con colpe riconducibili ai sette vizi capitali. Viene diretto qui per la prima volta da David Fincher, con il quale reciterà anche nel 1999 in “Fight Club” e quasi dieci anni più tardi ne “Il curioso caso di Benjamin Button” (2008).
Ottiene il suo primo Golden Globe come Miglior Attore Non Protagonista e una nomination agli Oscar con “L’esercito delle dodici scimmie” in cui è un detenuto psicopatico accanto a Bruce Willis. È poi nel cast del bellissimo film corale basato sul romanzo di Lorenzo Carcaterra “Sleepers” (1996), di Barry Levinson, accanto a Dustin Hoffman, Robert De Niro, Vittorio Gassman e Kevin Bacon.
Nel 1997 recita in “Sette anni in Tibet”, di Jean-Jacques Annaud, e ne “L’ombra del diavolo”, di Alan J. Pakula. Nel primo, di Jean Jacques Annaud, è l’alpinista austriaco Heinrich Harrer che visse negli anni ’30 esperienze straordinarie in Tibet ed ebbe il privilegio di incontrare l’attuale Dalai Lama. A causa dei temi esplicitamente filo-tibetani della storia, all’attore americano viene impedito l’accesso in Cina a vita. Ma poco importa se decine di altri paesi se ne contendono la presenza!
Intanto riscuote un buon successo di pubblico anche l’altra pellicola dello stesso anno, “L’ombra del diavolo”, in cui usa per la prima volta l’accento irlandese sul set per vestire i panni di Rory Devaney, terrorista dell’IRA. Successivamente si mette alla prova con il dramma romantico “Vi presento Joe Black” (1998), di Martin Brest, dove ritrova Anthony Hopkins con il quale aveva recitato in “Vento di passioni”.
Parlerà ancora con uno spiccato accento irlandese in “Snatch” (2000), di Guy Ritchie, incentrato su un gruppo di rapinatori che intende mettere a segno il colpo della vita. Nel 2001 Pitt recita con Julia Roberts in “The Mexican - Amore senza sicura”, di Gore Verbinski, commedia romantica on the road e, con Robert Redford, in “Spy Game”, diretto di nuovo da Tony Scott. Nello stesso anno è sul set con George Clooney e Matt Damon in “Ocean’s Eleven – Fate il vostro gioco”, di Steven Soderbergh, dove i tre formano, insieme ad altri, una gang di rapinatori affascinanti e raffinati. Considerato il successo planetario del film, Brad tornerà altre due volte a vestire i panni del ladro Rusty Ryan nei due sequel “Ocean’s Twelve” (2004) e “Ocean’s Thirteen” (2007). Tra l’attore e i colleghi Clooney e Damon nasce una forte e sincera amicizia, tanto che collaboreranno in futuro in manifestazioni benefiche, inoltre Pitt rifiuterà un ruolo in “The Fountain” di Darren Aronofsky perrecitare in un cameo nell’esordio da regista di Clooney in “Confessioni di una mente pericolosa” (2003).
Pitt non si fa mancare nemmeno il doppiaggio di un personaggio animato, tanto che presta la sua voce nel cartone della DreamWorks “Sinbad: La leggenda dei sette mari” (2003). Nel 2004 sul set di “Troy”, di Wolfgang Petersen, ispirato all’Iliade di Omero, si rompe il tendine di Achille interpretando l’omonimo eroe greco! L’anno successivo è il momento di “Mr & Mrs Smith” diretto da Doug Liman. Brad e Angelina Jolie sono una tranquilla coppia che in realtà nasconde un terribile segreto: entrambi sono sicari che tacciono la propria vera identità all’altro.
Pitt conquista una nuova nomination ai Golden Globes con “Babel” (2006), di Alejandro Gonzalez Inarritu. Nel 2007 produce e interpreta “L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford”, di Andrew Dominik, grazie al quale vince la Coppa Volpi al Festival di Venezia come Miglior Attore Protagonista, premio che non ritirerà fino all’anno seguente, quando sarà sulla laguna veneta per presentare “Burn After Reading – A prova di spia”. In questa pellicola dei fratelli Coen è ancora insieme all’amico George Clooney in un ruolo ironico che mette in risalto il suo talento piuttosto che la sua bellezza.
Nel 2009 è diretto ancora da David Fincher ne “Il curioso caso di Benjamin Button”, dove ritrova la collega Cate Blanchett (dopo “Babel”), e da Quentin Tarantino nel film di successo “Bastardi senza gloria”. Un capitolo a parte meriterebbero le storie d’amore (vere o presunte) dell’attore più desiderato d’America con alcune sue colleghe. Ufficialmente Brad è stato fidanzato a metà anni ’90 con l’affascinante Gwyneth Paltrow, tuttavia ufficiosamente ha avuto storie anche con Juliette Lewis, Thandie Newton e Robin Givens. Il 29 luglio 2000 sposa la collega Jennifer Aniston durante una cerimonia blindatissima per la stampa a Malibu. Pitt e la Aniston fondano nel 2002 la casa di produzione Plan B con la quale produrranno lungometraggi come “The Departed”.
Nel 2005 i due attori annunceranno la loro separazione, dovuta molto probabilmente ad una collega, Angelina Jolie, con cui Pitt ha lavorato sul set di “Mr & Mrs Smith” e con la quale nel frattempo è nata una storia d’amore dalla quale nasceranno tre figli: Shiloh Nouvel nel 2006 e i gemelli Knox Leon e Vivienne Marcheline nel luglio 2008. Brad Pitt ha inoltre adottato insieme ad Angelina altri tre bambini Maddox, Pax e Zagara provenienti da tre diversi paesi del mondo. La coppia Jolie – Pitt è tra le più paparazzate nella storia del cinema e per loro la stampa ha addirittura coniato un neologismo: sono i “Brangelina”. A chi si interroga sui motivi di tanta popolarità si potrebbe rispondere che la famiglia multietnica o l’impegno sociale che entrambi portano avanti con grande dedizione o semplicemente la loro bellezza imbarazzante fanno vendere milioni di giornali in tutto il mondo. Brad è sicuramente cambiato da quando vive affianco ad Angelina: sceglie con molta attenzione i copioni e fa in modo di avere sempre con sé sul set la numerosa famiglia.
Il 2010 vede l'attore impegnato, dopo il successo di "Bastardi senza gloria", su diversi set: "The Tree of Life" di Terrence Malick, "Moneyball", in cui veste i panni del manager di un club di baseball, e "The Lost City of Z" diretto da James Gray.
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