Shining

"Shining" - Recensione: Enigmatica e geniale trasposizione cinematografica di Stanley Kubrick del romanzo di Stephen King

Shining scena

La poliedrica personalità e i molteplici interessi di Kubrick gli hanno permesso di esplorare ogni orizzonte cinematografico esistente e di creare autentiche opere d’arte come “Lolita” (1962), “2001 Odissea nello spazio (1968), “Arancia Meccanica” (1971), “Full Metal Jacket” (1987) e “Eyes Wide Shut” (1999), che proprio come “Shining” sono ricchi di personaggi psicologicamente intricati e complessi.

"Shining", diretto da Stanley Kubrick nel 1980, può essere considerato a tutti gli effetti un vero e proprio capolavoro, fortemente in contrasto con la produzione sanguinolenta e splatter tipica del periodo. Nel film (tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King, che rimase irritato e sconcertato dal risultato finale del lavoro e decise in seguito di produrre un adattamento cinematografico più fedele alla sua opera) si racconta la storia di Jack Torrance (Jack Nicholson), un insegnante disoccupato a causa di un problema di alcolismo, che accetta il lavoro come guardiano invernale di un albergo in Colorado, non sapendo che questo era stato costruito sopra un cimitero indiano e che era stato teatro di un gesto di follia assassina da parte del vecchio guardiano, Mr. Grady, che aveva assassinato e tagliato a pezzi con un'accetta la moglie e le due gemelle di 8 anni.

Una volta giunti all'hotel Danny (Danny Lloyd), il figlio con doti telepatiche, entra in contatto con Mr. Halloran, il capo cuoco che gli rivela di essere anche lui in possesso della "luccicanza" (è il termine italiano che traduce la parola Shining), ovvero una sorta di magico potere tramite il quale le persone che lo padroneggiano possono prevedere eventi futuri e comunicare tra loro. Intanto Wendy (Shelley Duvall), la moglie, scopre segni di strangolamento sul collo di Danny e crede che ci sia qualcun altro nell'albergo oltre loro.

A questo punto Jack Nicholson mette in scena una delle sue performance più brillanti scatenando tutta la follia omicida del suo personaggio, regalandoci immagini e frasi inquietanti che entreranno nell’archivio della storia del grande cinema. Infatti lo scrittore completamente impazzito e indemoniato manomette radio e gatto delle nevi, compromettendo così ogni speranza di fuga, per poi cercare di uccidere moglie e figlio armato di un'accetta, proprio come aveva fatto a suo tempo Mr. Grady.

"Shining": confusione e squilibri

Shining Jack Nicholson

"Shinign" ha la capacità di esemplificare tre condizioni di squilibrio mentale: un uomo paranoico, una donna isterica e un bambino schizofrenico, circondati da un elemento soprannaturale quasi metaforico e dalla claustrofobica presenza di luoghi in cui sembra non esserci alcuna via d’uscita. L'uso sapiente della steadicam concorre a spiazzare lo spettatore nella definizione dello spazio all'interno del quale si muovono gli attori; spazio che diviene esso stesso personaggio per eccellenza, se non addirittura coprotagonista. Quella che Kubrick ci ha regalato è una pellicola enigmatica, a tratti incomprensibile, che gioca sadicamente con chi cerca di trarne interpretazioni, offrendogli spiegazioni solo parziali e confondendolo con diabolici stratagemmi.

Nel 2012 Rodney Ascher ha provato a sciogliere la matassa con il documentario "Room 237" (con riferimento alla stanza dell'albergo del film), soffermandosi sulla geometria dell'Overlook Hotel e sviluppando una serie di interessanti teorie sui possibili significati nascosti che il regista, volontariamente o no, avrebbe voluto trasmettere con la sua opera, nata sì a partire da un buon romanzo, ma poi divenuta capolavoro indipendentemente da esso.

Giusy Del Salvatore

  • Titolo originale: The Shining
  • Regia: Stanley Kubrick
  • Cast: Jack Nicholson, Shelley Duvall, Danny Lloyd, Scatman Crothers
  • Genere: Horror, Thriller, colore
  • Durata: 146 minuti
  • Produzione: USA, 1980
  • Distribuzione: Warner Bros
  • Data di uscita: 22 dicembre 1980

Shining posterIn "Shining" lo scrittore in crisi Jack Torrance (interpretato da Jack Nicholson) si trasferisce per l'inverno in Colorado, presso l'Overlook Hotel dove ha accettato il lavoro di guardiano, insieme alla moglie Wendy e al figlio Danny, che ha poteri extrasensoriali.

L'Overlook Hotel, dieci anni prima, era stato teatro di un tremendo omicidio da parte dell'ex guardiano, che aveva sterminato la sua famiglia; isolati dalla neve, i Torrance vi trascorrono le loro giornate in solitudine (dovrebbero infatti vivere li completamente isolati per cinque mesi), ma la situazione inizia ben presto a degenerare: tra visioni inquietanti, eventi inspiegabili e raptus di follia, i Torrance si ritroveranno in serio pericolo.

"Shining": horror per eccellenza

"Shining"è un film diretto da Stanley Kubrick, adattamento cinematografico del romanzo omonimo di Stephen King. Sebbene l'autore non sia rimasto particolarmente soddisfatto dalla pellicola, a causa della poca fedeltà al suo libro,  "Shining" di Kubrick è considerato un film cult e horror per eccellenza, eletto addirittura il secondo film horror migliore di tutta la storia del cinema in una classifica della rivista Time Out (il primo è "L'esorcista").

Della pellicola "Shining" esistono ben tre differenti versioni: quella originale da 144 minuti, quella da 142 minuti e quella internazionale da 119 minuti. La versione originale, la più lunga, ebbe una sola settimana di vita, dopo la quale Kubrick decise di tagliare una scena finale della durata di due minuti, che per ordine della Warner Bros è stata poi eliminata da tutte le copie esistenti della pellicola. Per quanto riguarda, invece, la versione da 119 minuti, Kubrick rimise personalmente mano al montaggio di "Shining", tagliando scene per una durata di ben 24 minuti.

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