La Dea Fortuna (2019)

La Dea Fortuna - Recensione: un film in bilico tra il riso e il pianto

La Dea Fortuna film

La commistione di generi diversi, specialmente nel mondo del cinema, è una tentazione tanto allettante quanto scivolosa. Riuscire a trovare un equilibrio tra dramma e risata richiede sensibilità artistica sotto svariati punti di vista, dalla sceneggiatura alle scelte attoriali, e in “La Dea Fortuna” Ozpetek dà prova ancora una volta di saper attingere a registri diversi per creare una commedia drammatica d’effetto.

I più nostalgici noteranno subito i rimandi a “Le fate ignoranti”, che echeggiano come un’eco familiare nelle scene più prettamente corali del film. Tuttavia quest’opera, nonostante dia spazio più che soddisfacente ai suoi personaggi secondari, senza mai trascurare di dar loro una personalità ben definita, è senz’altro più incentrata sulla vicenda dei due protagonisti.

L’intero cast ha le sue occasioni per splendere, per “rubare” la scena di tanto in tanto, e spesso sono proprio i personaggi a prima vista meno essenziali a fornire una chiave di lettura, o una battuta divertente. Tutto questo va a creare un solido background, costruito sapientemente e dosato con riserbo, per fare da sfondo alla vicenda di Alessandro e Arturo.

L’unico ruolo quasi sublimato, che a tratti sembra essere più allegoria che persona in carne e ossa, è quello di Annamaria, cara amica di Alessandro. Annamaria è un vettore attraverso il quale la trama e il caso, due concetti diametralmente opposti, vengono a coincidere. È lo strumento di cui si serve Ozpetek per tessere la sempre più intricata relazione tra Alessandro e Arturo, ma allo stesso tempo stravolge le loro vite attraverso il caos di una Fortuna intesa nel senso latino del termine, ovvero la neutralità della sorte.

La Dea Fortuna: la potenza dell’affetto

La Dea Fortuna pellicola

Sta a chi la sorte la subisce decidere se abbandonarsi a essa o se cercare di riscattarsi, o riscattare i propri affetti, ed è grazie a un messaggio così semplice che il film è in grado di concentrarsi su una storia profondamente intimista e introspettiva, una storia interessata soprattutto al sentimento dell’affetto.

Tornando al mondo della latinità, presente in “La Dea Fortuna” non solo attraverso i riferimenti al santuario di Palestrina ma anche a causa del retaggio culturale di Arturo, gli antichi romani erano i primi a distinguere tra l’erotismo e il voler bene, il famoso “bene velle” di cui parla Catullo nel Carme 72.

I due protagonisti della pellicola hanno esaurito il loro rapporto passionale e, dopo quindici anni di convivenza, di ciò che provavano un tempo l’uno per l’altro è rimasto un affetto profondo, silenzioso e bruciante come le braci che brillano ancora sotto la cenere di un amore finito solo in apparenza. La loro situazione, infatti, non è mai considerata come una cosa negativa, ma come un passaggio inevitabile. Quello che può davvero distruggere il rapporto tra Alessandro e Arturo sono i vecchi rancori, il non detto che viene a galla, l’incapacità di comunicare.

Si tratta di un ritratto umano capace di toccare l’animo di qualsiasi spettatore con la propria fragilità e la dinamica, già godibile di suo, viene arricchita dalla presenza di Martina e Sandro, i due figli di Annamaria a cui la coppia si ritrova a dover badare.

I bambini fanno da cartina tornasole alla precaria relazione tra i due uomini, ma allo stesso tempo portano una ventata di freschezza e umorismo che riesce a commuovere. Uno dei momenti più delicati di “La Dea Fortuna” mette in scena un Arturo distrutto da un litigio particolarmente feroce con Alessandro che mette a nudo il suo dolore davanti a Martina. La risposta della bambina, addolcita da un sorriso appena accennato, spezza la tensione con rare semplicità e onestà ed esemplifica forse una filosofia di fondo.

Gaia Sicolo

  • Regia: Ferzan Ozpetek
  • Cast: Edoardo Leo, Stefano Accorsi, Jasmine Trinca, Serra Yilmaz, Cristian Di Sante, Filippo Nigro, Ed Hendrik, Loredana Cannata, Barbara Chichiarelli, Dora Romano, Barbara Alberti, Sara Ciocca
  • Genere: Commedia, colore
  • Durata: 118 minuti
  • Produzione: Italia, 2019
  • Distribuzione: Warner Bros Italia
  • Data di uscita: 19 dicembre 2019

La Dea Fortuna poster

Dopo il successo di "Napoli Velata" (2017), Ferzan Ozpetek torna alla regia con una commedia dai toni graffianti riguardo le vicende di una coppia omosessuale.

La Dea Fortuna: la trama

"La Dea Fortuna" segue le vicende di Arturo e Alessandro, due fidanzati che stanno insieme da quindici anni. La loro relazione prosegue amorevolmente e cresce sempre di più, anche se caratterizzata da molta monotonia; ma ciò che appare come una linea dritta e continua, presto si trasformerà in una spezzata e mista. La fortuna non sembra dalla loro parte: una delle migliori amiche di Alessandro gli affiderà in custodia i suoi due bambini per qualche giornata.

La vita dei due fidanzati subirà una brusca svolta ma da essa la loro relazione potrebbe assumere nuova linfa vitale. Arturo e Alessandro affronteranno molte prove insieme cercando di uscirne al meglio: una sfida la cui soluzione pare delle più assurde e folli, ma d'altro canto l'amore e la vita di coppia sono anche questo.

La Dea Fortuna: il cast

Alla sceneggiatura del film hanno collaborato Silvia Ranfagni, Gianni Romoli e Ferzan Ozpetek. Alessandro e Arturo sono interpretati da Edoardo Leo, famoso per il suo ruolo da protagonista nella trilogia italiana di successo "Smetto quando voglio" (2014-2017) e per "Perfetti Sconosciuti" (2016), e Stefano Accorsi, attore di numerosi film tra cui ricordiamo "L'ultimo bacio" (2001) di Gabriele Muccino "Romanzo criminale" (2005) e "Veloce come il vento" (2016).

Tra gli altri membri del cast confermati figurano Jasmine Trinca ("Nessuno si salva da solo", 2015; "Sulla mia pelle", 2018) e Serra Yilmaz, attrice che ha lavorato in numerose pellicole con il regista Ferzan Ozpetek come ad esempio in "Saturno contro" (2007) e "Rosso Istanbul" (2017).

Teaser Trailer

Trailer ufficiale

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