Bérénice Bejo

L'attrice del cinema muto che abbraccia il sonoro, Bérénice Bejo è riuscita a incantare critica e pubblico nella pellicola "The Artist". Nonostante l'assenza della parola, ha saputo dare quella tensione emotiva e interpretativa che un'attrice, in un film parlato, avrebbe potuto offrire.

Bérénice Bejo, la star in ascesa del nuovo cinema francese

(Buenos Aires, 7 luglio 1976)

Bérénice Bejo sdraiataBérénice Bejo nasce da una famiglia di cineasti di origine argentina a Buenos Aires il 7 luglio del 1976. A soli tre anni si trasferisce in Francia.

Il suo debutto risale al 1993 quando recita in un cortometraggio al quale seguiranno vari film tv. Al cinema arriva, invece, nel 1996 con “Les soeurs Hamlet” di Abdelkrim Bahloul, cui seguono molti lavori in televisione e piccole parti in pochi film.

Primi lavori importanti per Bérénice Bejo

Il suo primo ruolo importante risale al 2000 in “Meilleur espoir féminin” di Gèrard Jugnot. Bérénice è un’aspirante attrice che deve lottare con suo padre per poter prendere il volo. La buona performance le vale una nomination ai César. L’anno dopo è nel cast del mediocre lavoro di Brian Helgeland “Il destino di un cavaliere”, che tuttavia ha un cast estremamente importante.

Nel 2002 Bérénice Bejo è diretta da Laurent Bouhnik in “24 ore nella vita di una donna” tratto da un romanzo di Stefan Zweig. È bello e inteso il ruolo di Bérénice nel film agrodolce di Michel Serrault “Le Grand Role” accanto al bello e bravo Stèphane Freiss, attore di matrice teatrale.

L’incontro con Michel Hazanavicius, l’amore e ‘l’artista’ nella vita di Bérénice Bejo

È sul set di “Oss 117, Le Caire nid d’espions” parodia di 007 del 2006 che la giovane attrice incontra il suo futuro marito Michel Hazanavicius, regista di cui diventerà musa ispiratrice e che le regalerà il successo internazionale. I due si sposeranno in tempi record e dall’unione nasceranno due figli.

Nel 2010, la Bejo fa parte del cast dell’horror atipico di Antoine Blossier “Prey”, ispirato vagamente a “Un tranquillo week end di paura”. Il 2011 è un anno magico per l’attrice: il marito Hazanavicius si cimenta in un film muto “The Artist” che colpisce al cuore lo spettatore e la critica tutta. Bérénice riesce con efficacia ad esprimere un mondo di emozioni pur senza proferire parola. Accanto a lei recitano Jean Dujardin e un cane eccezionale. Il film stravince agli Oscar del 2012 e Bérénice Bejo è insignita del César come Miglior Attrice Protagonista.

Bérénice Bejo, un’attrice da Palma d’Oro

Oramai star conclamata, la Bejo gira film a raffica, da “Tutti pazzi per Rose” (2012) di Régis Roinsard a “Il paradiso degli Orchi” (2013) di Nicolas Bary. Il regista iraniano Asghar Farhadi la dirige nel 2013 nell'intenso “Il passato”, ritratto di donna contemporanea, grazie al quale l’interprete vince a Cannes la Palma d’Oro per la Miglior Attrice. Bérénice Bejo, per l’occasione veste i panni di una donna divisa tra l’amore per il suo attuale compagno e il suo ex marito arrivato a Parigi per formalizzare la loro separazione.

Nel 2014, la Bejo recita ancora una volta per il marito in “The Search” ambientato nel 1999 in una Cecenia colpita dalla guerra. La pellicola presenta qualche imperfezione, ma poco conta per questa giovane attrice che non ha più nulla da dimostrare.

La sua presenza nel cinema internazionale viene confermata negli anni successivi. La ritroviamo nel dramma storico "The Childhood of a Leader" (2015), esordio alla regia per Brady Corbet, liberamente ispirato a "Infanzia di un capo" (1939), romanzo di Jean-Paul Sarte e a "Il mago" (1965) di John Fowles. Bérénice veste i panni della madre del protagonista Prescott.

Del 2016 sono altre due presenze, una nel cinema francese, con il dramma familiare "Dopo l'amore" di Joachim Lafosse, e una nel cinema nostrano con "Fai bei sogni", pellicola drammatica di Marco Bellocchio. Nel 2017 reciterà ne "Il mio Godard" dove interpreta Michèle Rosier.

Giorgio Bartoletti

Bérénice Bejo Filmografia

Bérénice Bejo Peppy Miller The Artist

 

  • L'@mour est à réinventer, regia di François Dupeyron (1996)
  • Les Sœurs Hamlet, regia di Abdelkrim Bahloul (1998)
  • Passionnément, regia di Bruno Nuytten (1999)
  • Meilleur Espoir féminin, regia di Gérard Jugnot (2000)
  • La Captive, regia di Chantal Akerman (2000)
  • Il destino di un cavaliere, regia di Brian Helgeland (2001)
  • Comme un avion, regia di Marie-France Pisier (2002)
  • 24 heures de la vie d'une femme, regia di Laurent Bouhnik (2002)
  • Dans le rouge du couchant, regia di Edgardo Cozarinsky (2003)
  • Sans elle, regia di Anna da Palma (2003)
  • Le Grand Rôle, regia di Steve Suissa (2004)
  • Cavalcade, regia di Steve Suissa (2005)
  • OSS 117: Le Caire, nid d'espions, regia di Michel Hazanavicius (2006)
  • La Maison, regia di Manuel Poirier (2007)
  • 13 m² de Barthélémy Grossman (2007)
  • Modern Love, regia di Stéphane Kazandjian (2008)
  • Bouquet final, regia di Michel Delgado (2008)
  • L'Enfer d'Henri-Georges Clouzot, regia di Serge Bromberg e Ruxandra Medrea (2009)
  • La Traque, regia di Antoine Blossier (2010)
  • The Artist, regia di Michel Hazanavicius (2011)
  • Tutti pazzi per Rose, regia di Régis Roinsard (2012)
  • Il paradiso degli orchi, regia di Nicolas Bary (2013)
  • Il passato, regia di Asghar Farhadi (2013)
  • The Search, regia di Michel Hazanavicius (2014)
  • The Childhood of a Leader, regia di Brady Corbet (2015)
  • Dopo l'amore, regia di Joachim Lafosse (2016)
  • Fai bei sogni, regia di Marco Bellocchio (2016)
  • Il mio Godard, regia di Michel Hazanavicius (2017)

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