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L’uomo senza gravità (2019)

Recensione

L’uomo senza gravità – Recensione: la “sostenibile” leggerezza dell’essere

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“L’uomo senza gravità” di Bonfanti rappresenta l’esempio della “politica” di Netflix, uno tra i pochi colossi a credere e promuovere i lavori di nicchia italiani, con un occhio particolarmente attento ai principi di qualità e crescita.

L’uomo senza gravità (2019)

Si tratta di un lungometraggio sull’emarginazione e sulla solitudine, sul concetto di “sbagliato” e di limite. Un’idea generatrice originale, che ricorda Chagall il sognatore e gli uomini volanti oltre l’orizzonte raffigurati nei suoi quadri.

Elio Germano è Oscar, un angelo, anzi no, un bambino venuto al mondo in una notte buia e tempestosa, senza obbedire alle comuni leggi gravitazionali. Questo fatto blinda letteralmente la sua infanzia e la sua crescita tra le quattro mura domestiche, senza alcun contatto umano fino all’incontro casuale con una bambina, Agata (che da grande avrà il volto di Silvia D’Amico) che lo vede per quello che è, senza sovrastrutture e preconcetti, con l’innocenza di un’anima pura.

Oscar diventa così un antieroe, alla disperata ricerca della normalità e del lento scorrere della vita e se l’uomo elefante di David Lynch, quando stava tra la gente, indossava un sacchetto bucato in testa, l’uomo senza gravità indossa tutto il tempo uno zainetto rosa, regalatogli da Agata, che lo tiene con i piedi per terra e gli impedisce di volare.

L’uomo senza gravità: la caduta di “Dio”

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Il film mostra una visione di condanna all’oppio dei popoli raffigurato sia nella religione e nel suo oscurantismo bigotto, che nella televisione commerciale.

Oscar è un personaggio borderline che riesce a mostrare al mondo il vero se stesso e a varcare ogni confine, con la leggerezza di una piuma, in una società di macigni, per parafrasare Italo Calvino.

Elio Germano, che restituisce tutta la sua grazia e la sua dolcezza al volto di questo personaggio, ricorda la tenerezza dello sguardo di Dumbo e l’emozione di un eterno bambino. Bonfanti ci porta a riflettere sul concetto di libertà e marginalità nel nostro secolo, disegnando il ritratto di un uomo positivo e semplice, una persona dalle forti emozioni e dallo sguardo stralunato, emblema di un mondo fantastico rimasto sospeso tra follia e macchinazione. Un supereroe, come Batman e Superman, vero e proprio fil rouge del film, destinato a grandi poteri, ma anche a grandi responsabilità e dall’incredibile leggerezza restituita dagli straordinari effetti scenici, ricordo delle suggestioni visive di “Gravity” di Cuaron.

Bonfanti mostra i limiti veri di una società che ha scambiato la felicità col perbenismo e con il denaro, perdendo progressivamente il contatto con le sue radici e con il prossimo, e lo fa forse con un tono a volte esageratamente didascalico e semplicista, per trasmettere un concetto sempre di Calvino. “Per me ciò che conta nel mondo non sono le uniformità, ma le differenze” perchè lo zainetto non sarà quello di Batman, ma è bello lo stesso.

Chiaretta Migliani Cavina

Trama

  • Regia: Marco Bonfanti
  • Cast: Michela Cescon, Elio Germano, Elena Cotta, Silvia D’Amico, Vincent Scarito, Pietro Pescara, Jennifer Brokshi, Andrea Pennacchi, Cristina Donadio
  • Genere: Drammatico, colore
  • Durata: 107 minuti
  • Produzione: Italia, 2019
  • Distribuzione: Fandango
  • Data di uscita: 21 ottobre 2019

L’uomo senza gravità locandina“L’uomo senza gravità” segue la storia di Oscar un bambino nato in un piccolo ospedale di paese con un dono magnifico: lui non obbedisce alla legge di gravità. Appena nato fluttua in aria sotto gli occhi increduli della madre e della nonna e dei dottori presenti in sala. Questo però convince sua madre a tenerlo nascosto dalla gente per molti anni, solo la piccola Agata conosce il suo importante segreto. Tutto cambia quando Oscar decide un giorno che il mondo intero deve conoscere il suo segreto.

L’uomo senza gravità: una favola volante

“L’uomo senza gravità” è il primo lungometraggio di finzione del regista italiano Marco Bonfatti, dopo aver diretto i documentari “L’ultimo pastore” e “Bozzetto non troppo”.

Protagonisti della pellicola sono Elio Germano (“Il giovane favoloso” di Mario Martone, “Io sono Tempesta” di Daniele Luchetti), Michela Cescon (“Loro” di Paolo Sorrentino, “La ragazza nella nebbia” di Donato Carrisi) e Silvia D’Amico (“Hotel Gagarin” di Simone Spada, “Brave ragazze” di Michela Andreozzi).

Come ha affermato lo stesso regista anche se Oscar ha dei poteri “L’uomo senza gravità” non è un film sul “super eroismo”, bensì una storia su un uomo puro, ingenuo e leggero che vuole essere accettato dalla nostra società.

Per la realizzazione di questo lavoro sono state utilizzate tecnologie già viste in “Gravity” diretto da Alfonso Cuarón per rendere realistici i voli del protagonista.

“L’uomo senza gravità” è presentato in anteprima alla preapertura della Festa del Cinema di Roma del 2019 per poi approdare, dopo un passaggio di soli tre giorni nelle sale, sulla piattaforma streaming Netflix.

Trailer

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