Tom Hooper

Thomas George Hooper, in arte Tom Hooper, è un regista britannico-australiano noto soprattutto per aver vinto l’Oscar come Miglior Regista grazie al suo film “Il discorso del re” nel 2011, oltre a svariati altri riconoscimenti di prestigio.

Tom Hooper, i giovanissimi inizi

(Londra, 1 ottobre 1972)

Tom Hooper registaIl piccolo Thomas è in un certo senso figlio d’arte. Sua madre, Meredith Hooper, è infatti un’autrice australiana e sin da subito sia lei che il padre, Richard, si assicurano che al ragazzo non possa mancare nulla dal punto di vista accademico, mandandolo a studiare alla prestigiosissima Westminster School.

Sin da giovane, la sua passione per il cinema emerge prepotentemente e Tom realizza alcuni corti girati con una Clockwork 16mm Bolex, tra cui il primo, “Runaway Dogs”, risalente a quando aveva tredici anni. Dopo aver finito la scuola, decide di prendersi un periodo di pausa per riuscire a finanziare e girare il cortometraggio “Painted Faces” (1992), presentato al London Film Festival e più avanti trasmesso su Channel 4 in Gran Bretagna.

Ricomincia poi gli studi, laureandosi in inglese presso la Oxford University, dove ha anche l’occasione di continuare a farsi le ossa come regista. A Oxford, infatti, dirige alcune produzioni teatrali in cui figurano Kate Beckinsale ed Emily Mortimer. In questo stesso periodo inizia a produrre video pubblicitari sotto compenso, tra cui una pubblicità per il videogioco “Sonic the Hedgehog 3”.

Le occasioni della televisione

Ormai lanciato verso la collaborazione con il mondo della TV, a Hooper vengono offerte ulteriori opportunità lavorative grazie alla conoscenza di Matthew Robinson. Robinson non si limita a fare da mentore al giovane cineasta, ma lo ingaggia per la realizzazione di alcuni episodi di “Quayside” nel 1997 e di “Byker Grove” ed “EastEnders” nel 1998.

I primi veri successi per Hooper sono però legati a una grande attrice britannica, Helen Mirren. Tom infatti la dirige in “Prime Suspect 6: The Last Witness”, dopo essere stato convinto dalla stessa attrice a farsi carico di una saga da lui ritenuta ormai poco interessante. Nel 2005 è sempre Mirren a chiedergli di dirigerla nella serie “Elizabeth I”, grazie a cui vince il suo primo Emmy per Miglior regia per un film, miniserie o speciale drammatico.

Il suo lavoro in “Elizabeth I” e in “Longford” (2006) fa sì che Hooper venga scelto da Tom Hanks per la direzione della miniserie “John Adams”, incentrata sulla vita del secondo presidente degli USA e sulla guerra d’indipendenza. “John Adams” viene candidata a 23 Emmy Awards e ne vince ben 13, un vero e proprio record.

Il debutto su grande schermo e i grandi successi

Mentre la sua carriera nel mondo delle serie TV procede a gonfie vele, Hooper debutta anche nel mondo del cinema con il suo primo lungometraggio, “Red Dust” (2004). Il film viene snobbato ai botteghini, cosa che il regista attribuisce ai temi forti e impegnati, in concomitanza con alcune rivelazioni shock per quel che riguarda la guerra in Iraq.

È il 2007 a portargli la sua grande occasione, quando inizia a occuparsi de “Il maledetto United”. La pellicola parla di una figura controversa del calcio, l’allenatore Brian Clough, e la sua uscita nel 2009 porta a Hooper una nuova ondata di successo.

Questo successo però non è nulla rispetto all’onda che lo travolge nel 2010, quando, in seguito a un’idea di sua madre, Tom decide di lavorare a una trasposizione de “Il discorso del re”. Il biopic, che tratta del rapporto di amicizia tra Giorgio VI e il suo logopedista, Lionel Logue, diventa un vero e proprio caso cinematografico. Tra i numerosissimi e altrettanto prestigiosi premi vinti, infatti, figurano 7 BAFTA e 4 Oscar, tra cui Miglior Film e Miglior Regista.

Un simile exploit può sembrare difficile da replicare, ma Hooper ci riesce nel 2013 con il musical “Les Misérables”, tratto dall’omonima produzione teatrale del romanzo di Victor Hugo. La pellicola ottiene 9 candidature agli Oscar, di cui ne vince 4. “Les Misérables” si aggiudica inoltre 3 Golden Globe e 3 BAFTA.

Nel 2015 il cineasta torna a dirigere Eddie Redmayne, con cui aveva collaborato in “Les Misérables”, in “The Danish Girl”, mentre nel 2019 dirige un’altra trasposizione di un musical, questa volta “Cats”.

Gaia Sicolo

Tom Hooper Filmografia - Cinema

Tom Hooper cineasta

  • Red Dust (2004)
  • Il maledetto United (2009)
  • Il discorso del re (2010)
  • Les Misérables (2012)
  • The Danish Girl (2015)
  • Cats (2019)

Televisione

  • Painted Faces – cortometraggio TV (1992)
  • Byker Grove – serie TV, 4 episodi (1997)
  • EastEnders – serial TV (1998-2000)
  • Cold Feet – serie TV, 2x01-2x02 (1999)
  • Love in a Cold Climate – miniserie TV, 2 puntate (2001)
  • Daniel Deronda – miniserie TV, 3 puntate (2002)
  • Prime Suspect – serie TV, episodi 6x01-6x02 (2003)
  • Elizabeth I – miniserie TV, 2 puntate (2005)
  • Longford – film TV (2006)
  • John Adams – miniserie TV, 7 puntate (2008)
  • His Dark Materials - Queste oscure materie – serie TV, episodi 1x01-1x02 (2019)

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *