Dolittle (2020)

Dolittle - Recensione: un revival dall’umorismo datato

Dolittle film

Quando si pensa al celebre dottore che poteva parlare con gli animali, la versione rimasta più impressa nell’immaginario collettivo è quella interpretata da Eddie Murphy, al punto che molte persone non sanno essercene altre. “Dolittle” sembra aver ben chiaro questo concetto, nel bene e (soprattutto) nel male.

Il film ha un’ambientazione diversa, che riprende quella dei romanzi originali ricreando una Gran Bretagna dalle tinte vagamente d'epoca a cui non mancano anacronismi improbabili dato che “Dolittle” non è interessato alla coerenza, ma il senso dell’umorismo che prova a evocare non potrebbe essere un rimando più chiaro alla comicità delle vecchie pellicole targate Murphy.

Per un prodotto del 2020, però, questo goffo tentativo di rievocare un passato vicino non è abbastanza per riuscire a giustificare il caos in cui la sceneggiatura sembra versare a ogni traballante passo di una trama vista e rivista.

Robert Downey Jr. è un attore dal talento ineccepibile, ma in questa occasione sembra agitarsi come un pesce fuor d’acqua tra humor escatologico portato a livelli talmente improbabili da risultare stranianti, una storia così lineare da essere priva di qualsiasi impatto emotivo e cliché a non finire.

Dolittle: molta tecnologia, poca sostanza

Dolittle pellicola

Dal punto di vista narrativo, gli animali si sono sempre prestati bene a rappresentare allegorie di qualcosa, archetipi fissi e inamovibili. “Dolittle” cerca di dar loro delle sfumature aggiunte, ma fallisce anche su quel fronte nonostante un uso smodato della CGI.

Alcuni di loro sembrano interessanti, come l’improbabile coppia formata da una volpe e una giraffa “ricercate in tre foreste diverse” o il pappagallo Poly, ma il film fa capire sin da subito quanto poco sia capace di sviluppare le loro personalità oltre pochi tratti bidimensionali. Anche gli animali che si evolvono durante il corso dell’opera lo fanno in maniera quasi trascurabile.

Questa scrittura superficiale non risparmia neanche i personaggi umani, prigionieri della loro staticità. Alla fine del film il Dottor Dolittle è cambiato, perché un viaggio spericolato verso un’isola che non esiste su nessuna mappa non può che cambiare il protagonista che lo intraprende secondo i canoni della narrativa d’avventura tanto cari alla pellicola, ma si tratta quasi di un ritorno alle origini più che un passo avanti.

Certo, il film cerca di lanciare un messaggio positivo, che la paura e il lutto sono emozioni come tutte le altre e che è perfettamente normale provarle, ma allo stesso tempo se ne libera con nonchalance quando è più conveniente, in favore di una risata più o meno guadagnata.

Gaia Sicolo

Dolittle poster“Dolittle” segue le vicende del veterinario più famoso del mondo, capace di parlare direttamente con gli animali. Il film è basato sulla serie di romanzi scritti dal britannico Hugh Lofting durante la Prima Guerra Mondiale. Il primo adattamento cinematografico risale al 1967 con un musical interpretato da Rex Harrison. Nel 1998 e nel 2001 il protagonista diviene Eddie Murphy con una commedia per famiglie che avrà anche tre sequel distribuiti solo in home video dove sarà la figlia del celebre dottore la protagonista.

Dolittle: un cast eccezionale

“Dolittle” è una commedia diretta da Stephen Gaghan, già autore di film come “Syriana” nel 2005 e “Gold – La grande truffa” nel 2016.

Per interpretare il celebre veterinario in questo sesto adattamento è stato chiamato il protagonista dell’Universo Cinematografico Marvel Robert Downey Jr. (“Avengers: Endgame” di Anthony e Joe Russo, “The Judge” di David Dobkin) affiancato da Antonio Banderas (“Dolor y gloria” di Pedro Almodóvar, “La musica del silenzio” di Michael Radford) e Michael Sheen (“40 sono i nuovi 20” di Hallie Meyers-Shyer, “L'incredibile vita di Norman” di Joseph Cedar).

Nella versione originale del film i vari animali sono stati doppiati da un cast sorprendente come Emma Thompson nel ruolo del pappagallo del Dottor Doolittle, John Cena nel ruolo di un orso polare, Marion Cotillard nel ruolo di una volpe, Ralph Fiennes in quello di una tigre e Tom Holland in quello di un cane.

“Dolittle” prodotto dall’Universal Pictures doveva uscire in principio durante il mese di maggio del 2019 ma è stato posticipato per evitare la competizione con i grandi blockbuster.



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