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La Prima Notte del Giudizio (2018)

Recensione

La Prima Notte del Giudizio – Recensione: quando un sperimento sociale intriso di violenza diventa uno strumento di redenzione

La prima notte del giudizio scena film

Il prequel della fortunata trilogia ribadisce che la violenza urbana è considerata, da chi detiene il potere nelle società contemporanee, un elemento funzionale al normale svolgimento sociale.

La Prima Notte del Giudizio (2018)

“La prima notte del Giudizio” è il prequel e quarto film del franchise iniziato nel 2013 con “La Notte del Giudizio“, proseguito con “Anarchia – La Notte del Giudizio” del 2014 e da “La notte del Giudizio – Election Year” del 2016. La casa di produzione Blumhouse di Jason Blum ha incassato 320 milioni di dollari complessivamente a fronte di un costo di 5 milioni per il primo film e un massimo di 10 milioni per i successivi, ma nonostante questo si è impegnata nel produrre un seguito degno delle aspettative dei fan, sia nell’ideazione della sceneggiatura che nella realizzazione tecnica.

La saga nasce con James De Monaco, che scrive e dirige le prime tre pellicole. Per questa quarta la regia è affidata a Gerard Mc Murray, alla sua seconda opera, dopo il fortunato “Burning Sands” del 2017, che dimostra di saper dirigere egregiamente i film d’azione.

La pellicola è ambientata in una ipotetica società americana in cui sta emergendo un terzo partito: i Nuovi Padri Fondatori d’America ( NFFA), che credono che la consacrazione al loro successo arriverà con l’analisi dei risultati di un esperimento sociale. Individuata una comunità sociale isolabile, in questo caso Staten Island, chiuderanno i ponti e consentiranno agli abitanti che decidono di rimanere di commettere tutti i crimini che desiderano, compreso l’omicidio, per una durata di dodici ore. L’esperimento sociale viene chiamato “Lo Sfogo“, pessima traduzione di “The Purge” (epurazione). Chi decide di partecipare, avrà una ricompensa economica e sarà fornito di un paio di lenti a contatto dall’inquietante aspetto fosforescente, che contengono al loro interno delle microcamere che riportano le loro azioni in un centro di controllo ed elaborazione dati.

Buona parte dei fatti ruotano intorno a una ex coppia costituita dalla giovane Nya (Lex Scott Davis), integra moralmente, contraria all’esperimento sociale, ma anche contraria alle condotte criminali del suo ex, e William (Y’lan Noel), che gestisce la distribuzione di droga nel quartiere. I due hanno preso strade diverse, ma un sentimento non del tutto affievolito e le vicende delle dodici ore li riporteranno ad avere un rapporto in cui prendersi cura l’uno dell’altra.

“La Prima Notte del Giudizio” scorre in maniera adrenalinica, ricco di colpi di scena, ottima regia, buone tecniche cinematografiche e alternano incisive scene d’azione complete da riprese aeree dello skyline di Staten Island illuminata dalle mille luci della notte.

La Prima Notte del Giudizio: il film denuncia alla società

La prima notte del giudizio review

Si rivela ottimo anche il montaggio con delle musiche rap a volume elevato che contribuiscono ad inserire lo spettatore nel clima terrificante di questa notte di orrori, nella quale gli scaltri manipolatori sociali hanno introdotto mercenari per esacerbare la violenza. Questi indossano divise similnaziste, maschere orrorifiche di vaga ispirazione pinkfloydiana che, una volta strappate dal nemico di turno, espongono fisionomiche teutoniche(?). Con queste scelte DeMonaco, probabilmente, ha voluto inserire nella sua sceneggiatura una denuncia sociale, paventando la nascita di una terza alternativa al consolidato sistema bipolare americano come una iattura di proporzioni cosmiche. D’altra parte ha associato sia il merchandising del film (cappellino rosso) che le frasi promozionali degli inquietanti nuovi padri fondatori ad atteggiamenti e modi di dire di Donal Trump.

La massa, il popolo di Staten Island, reagisce all’esperimento sociale, ricercando più che altro uno stato d’animo disinibito che li porterebbe a festeggiare in maniera ludica una mancanza di controllo legale. Alcune derive criminali sono fisiologiche, sono coloro che collaborano al progetto sociale con folle entusiasmo. La ripresa dei loro volti inquadrati in primissimo piano durante le interviste preliminari degli psicologi sono alcune delle scene di maggior impatto del film. Ma il genere umano emerge dal testo in maniera complessivamente positiva, meno positivamente risultano coloro che vogliono controllare i nostri comportamenti: politici, media, sociologi di regime e produttori di strumenti di guerra. Fortunatamente la loro pressante coercizione avrà un effetto insperato per loro, invece di contagiare gli animi degli abitanti verso regressioni violente, spingerà coloro già coinvolti in azioni criminali verso una redenzione e un avvicinamento ai valori familiari.

Marco Marchetti

Trama

  • Titolo originale: The First Purge
  • Regia: Gerard McMurray
  • Cast: Luna Lauren Velez, Marisa Tomei, Melonie Diaz, Mo McRae, Chyna Layne, Y’lan Noel, Lex Scott Davis, Patch Darragh, Aaron W. Williamson, Qurrat Ann Kadwani, David Breda
  • Genere: Azione, colore
  • Durata: 97 minuti
  • Produzione: USA, 2018
  • Distribuzione: Universal Pictures
  • Data di uscita: 5 luglio 2018

La prima notte del giudizio - Poster italiano

“La Prima Notte del Giudizio” è diretto da Gerard McMurray e scritto da James DeMonaco. La pellicola è il prequel della serie “The Purge”, che comprende “La notte del giudizio” (2013), “Anarchia – La notte del giudizio” (2014), “La notte del giudizio – Election Year” (2016).

La prima notte del giudizio: il prequel di “La notte del giudizio”

“La Prima Notte del Giudizio” è ambientato nel 2018, quando l’associazione NFFA decide di proporre un test per minimizzare la percentuale di criminalità. La teoria prevede uno sfogo di aggressività per una sola notte in una comunità ristretta. La prova non va, però, come previsto e la violenza degli oppressori inizia a contagiare tutta la Nazione. Il film prosegue quindi con avvincenti scene d’azione.

Ogni film della serie “The Purge” non ha mai mantenuto gli stessi interpreti: da Ethan Hawke a Frank Grillo a Elizabeth Mitchell. Il quarto capitolo della saga vede come protagonisti principali Lauren Velez (star della serie televisiva “Dexter”) e Marisa Tomei (“Chaplin”, “The Wrestler“, “Captain America: Civil War“).

Le riprese di “La prima notte del giudizio”, iniziate a settembre 2017, si sono concluse a novembre 2017 a New York. La distribuzione è affidata a Universal Pictures.

Trailer

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