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I figli del fiume Giallo (2018)

Recensione

I figli del fiume giallo – Recemsione: panta rei, tutto scorre

I figli del fiume giallo review

“Il film si apre in Cina all’inizio del XXI secolo e si chiude nel 2018. Ho sempre amato le storie che si sviluppano su un ampio spazio temporale: il tempo detiene i segreti della vita, le storie, le esperienze”. Questo dice Jia Zhangke parlando della sua pellicola, che snoda spazio e tempo, due fondamenti del cinema del regista, comuni anche ad Antonioni e Bresson, suoi modelli di riferimento stilistici.

I figli del fiume Giallo (2018)

Così Zhangke descrive le trasformazioni violente e crudeli della Cina contemporanea, dipingendo un affresco su un mondo che non esiste più e parte con un’immagine girata da lui stesso nel 2001, a bordo di un autobus popolato da varia umanità dove, in quella folla senza nome, emerge lo sguardo attento di una bambina. Il film trae l’incipit e la struttura da immagini scartate e la forza in un percorso dipanato per anni, sintesi ed evoluzione dei due lavori precedenti “Il tocco del peccato” e ” Al di là della montagna”.
“I figli del fiume giallo” racconta di quante volte si può tornare ad amare, leit motiv della storia e ritornello di un brano pop anni ’80 cantato in diverse scene.

I figli del fiume giallo: lealtà e correttezza capisaldi di un mondo nuovo dal sapore antico

La pellicola segue la vicenda di Bin e della fidanzata Qiao, agli inizi gangster potenti, immersi nel benessere e nella ricchezza. Quando un agguato improvviso attenta alla vita di Bin, Qiao per salvarlo spara in aria con la pistola e viene poi arrestata. Cinque anni dopo verrà scarcerata, ma Bin non ne vorrà più sapere.

La separazione tra i due innamorati crea uno spartiacque, divide la struttura della narrazione, come contenuto, senso e ambientazioni. Lo scorrere degli anni trasforma il paesaggio cinese e lo stile filmico accelera il ritmo e, dopo una parte iniziale intensa e poetica, dominata da colori saturi e da un andamento al rallentatore quasi meditativo, la storia diventa più serrata ed accattivante.

Il mondo di Qiao è evoluto in modo esasperato come recita una battuta del lungometraggio “esiste successo e fallimento e puoi tornare perdente da un momento all’altro” e dall’oscurità in cui si disciolgono i sentimenti e si nascondono traffici si passa al pieno giorno, dominato dai rumori dei trasporti e dalla quotidianità, una società che muore ed un’altra che nasce. Anche i protagonisti passano dall’essere i padroni del mondo in una storia da sogno a ritrovarsi veri emarginati, confinati dalle nuove classi sociali e segnati dalla vita che ha voltato loro le spalle, perchè come diceva Murakami ” il futuro significa perdere quello che si ha ora e veder nascere qualcosa che non si ha ancora”

Chiaretta Migliani Cavina

Trama

  • Titolo originale: Ash is Purest White
  • Regia: Jia Zhangke
  • Cast: Zhao Tao, Liao Fan, Feng Xiaogang, Yinan Diao, Zheng Xu, Yibai Zhang
  • Genere: Drammatico, colore
  • Durata: 150 minuti
  • Produzione: Cine, Francia, Giappone, 2018
  • Distribuzione: Cinema Distribuzione
  • Data di uscita: 9 maggio 2019

 

Poster i figli del fiume giallo “I figli del fiume Giallo” è un film Drammatico diretto da Jia Zhangke, regista e sceneggiatore del film “Il tocco del peccato” del 2013, che ha conquistato il premio per la Migliore Sceneggiatura a Cannes nel 2013, e “Still Life” del 2006, con cui ha vinto il Leone D’Oro a Venezia nello stesso anno e il Premio per la Miglior Regia all’Asian Film Award in quello successivo. In questo stesso festival ricordiamo anche la vittoria come Miglior Sceneggiatura nel 2016 della pellicola “Al di là delle montagne“.

I figli del fiume Giallo: un amore gangster

Qiao è una giovane ballerina che vive nella Datong degli anni Duemila, una povera città industriale non distante da Pechino, che pullula di criminalità organizzata. Qiao si innamora di Bin, un piccolo gangster del luogo, e i due iniziano a gestire insieme gli affari sporchi.

Così durante l’agguato di una banda rivale viene coinvolta e costretta, per difendere il suo amato e disperdere gli aggressori, a sparare dei colpi di pistola in aria. Per questa sua azione viene arrestata e condannata a cinque anni di prigione.

Scontata la pena e uscita dal carcere, prova invano a riavvicinarsi a Bin. Solo dopo dieci anni, quando oramai sembra essersi ricostruita una vita da single, anche se ancora legata alla criminalità, viene ricontattata dal piccolo boss della malavita, conscio del fatto che lei sia stata l’unica donna che abbia mai amato.

“I figli del fiume giallo” è stato presentato in Concorso al Festival di Cannes e poi al Torino Film Festival del 2018, dove il regista e sceneggiatore era anche presidente della giuria. Nel film il ruolo della protagonista è ricoperto dall’attrice Zhao Tao, nonché sua moglie, la cui collaborazione è iniziata nel 2000 con il film “Platform”.

Jia Zhang-ke è il fondatore del PYIFF, il nuovo Festival Cinematografico in Cina, lanciato nel 2017 insieme a Wang Huaiyu, Liang Jiayan, Wan Jiahuan e all’italiano Marco Müller.

 

Trailer

I figli del fiume giallo: Trailer italiano

I figlio del fiume giallo: Trailer originale

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