Croce e delizia (2019)

Croce e delizia - Recensione: dividersi per ritrovarsi

Croce e delizia (2019)

Dopo il successo di “Moglie e marito”, continua per Simone Godano la collaborazione con Giulia Luise Steigerwalt, che firma la sceneggiatura del suo secondo lungometraggio.

"Croce e delizia" è una commedia silenziosamente provocatoria, che esprime una forte opinione su un tema attualissimo, quello dell'accettazione della diversità. In un momento storico in cui l'essere umano sembra stia retrocedendo verso un'ottusità di pensiero, “Croce e delizia” si inserisce con leggerezza grazie a una comicità semplice e alla portata di tutti.

Il tema dell'omosessualità passa quasi in secondo piano, scuotendo nel profondo e allo stesso modo due famiglie tra loro completamente diverse. Con la forza di una commedia francese il film sveste queste due famiglie ponendole l'una davanti all'altra, mescolandone i ruoli, le certezze e le paure.

Si evidenzia così una scrittura capace di mostrare quanto un pensiero possa rapidamente cambiare, se posto davanti a una verità fino ad allora nascosta, e quindi scoprirsi antagonisti, lottare contro i pregiudizi che rappresentano un'epoca passata ma realizzare di non esserne ancora liberi.

In questo scenario sono messe a confronto tre diverse generazioni, ciascuna delle quali segnata da una diversa società che ha imposto loro modi di vivere altrettanto diversi.
Così la Roma bene degli anni '70–'80, la vita mondana di Parigi, la piccola realtà di Nettuno e la periferia di Roma si incontrano in una location di cui non riusciamo ad avere una precisa planimetria, fatta di pavimenti in parquet, scale a vista, ampi saloni, corridori che non si contestualizzano, spazi in cui diversi modi di pensare si incontrano e si scontrano.

Croce e delizia: il protagonista è la famiglia

Difficile non voler bene a questi personaggi, che rappresentano la pluralità che oggi ci rappresenta: ognuno di loro ha una propria potenza e un proprio punto debole, ed è stato in qualche modo interrotto da una sua società che, come una centrifuga, spinge verso un obiettivo senza dare il tempo materiale di fermarsi a osservare quello che succede intorno.

Carlo, Tony, Sandro, Penny, ognuno è un personaggio chiave, è necessario e indispensabile per la rappresentazione di questa vicenda familiare, così come le altre figure non rappresentano un contorno estetico, ma servono per caratterizzare al meglio il vero protagonista della storia: la famiglia.

"Croce e delizia" è una commedia che vive attraverso le azioni-reazioni dei personaggi di fronte alla notizia del matrimonio, che piano piano si mettono a nudo confrontandosi e imparando a conoscersi, per arrivare a comprendere che da ogni male si può tirar fuori il bene.

Barbara Sebastiani

 

 

  • Regia: Simone Godano
  • Cast: Alessandro Gassmann, Jasmine Trinca, Fabrizio Bentivoglio, Filippo Scicchitano, Lunetta Savino, Anna Galiena, Rosa Diletta Rossi, Clara Ponsot
  • Genere: Commedia, colore
  • Durata: 100 minuti
  • Produzione: Italia, 2019
  • Distribuzione: Warner Bros Italia
  • Data di uscita: 28 febbraio 2019

Croce e delizia locandina“Croce e delizia” segue le vicende di due famiglie: i Petagna molto affiatati, umili e con dei valori tradizionali, e i Castelvecchio,  eccentrici, con una mentalità aperta, ma narcisisti e disuniti. I due nuclei si ritroveranno improvvisamente a passare una vacanza insieme in una villa sul mare, per un valido motivo: i capifamiglia Tony e Carlo annunceranno ai propri figli la loro intenzione di sposarsi. Questi però non la prenderanno molto bene e finiranno, nonostante tutte le loro differenze, per allearsi nel tentativo di sabotare il matrimonio dei rispettivi genitori.

 

Croce e delizia: un matrimonio improvviso

“Croce e delizia” è una commedia italiana diretta da Simone Godano che torna dietro la macchina da presa dopo l’esordio con il film “Moglie e Marito” del 2017, utilizzando sempre la stessa sceneggiatrice ovvero, Giulia Steigerwalt.

I protagonisti di questa commedia sono Alessandro Gassmann (“Non ci resta che il crimine” di Massimiliano Bruno, “Non c'è più religione” di Luca Miniero) e Fabrizio Bentivoglio (“Il capitale umano” di Paolo Virzì, “Il testimone invisibile” di Stefano Mordini). Insieme a loro nel ruolo dei rispettivi figli sono presenti Jasmine Trinca (“Fortunata” di Sergio Castellitto) e Filippo Scicchitano (“Non è un paese per giovani” di Giovanni Veronesi).

Come ha spiegato lo stesso Alessandro Gassmann questo film tratta il tema della diversità in modo divertente, senza moralismi di qualunque genere.

Prodotto da Matteo Rovere e Roberto Sessa "Croce e Delizia" vede la partecipazione delle case di produzione Groenlandia, Picomedia e Warner Bros Italia con il contributo del MiBAC. Le riprese si sono svolte tra Roma e Gaeta.

 

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1 Comment

  1. Roberto Mascolo

    Il film ambisce ad essere uno spaccato sociale alla Rossellini
    e rischia di trasformarsi nel Risveglio del Giovin Signore di Parini.

    Una carrellata di casi umani così ridotti alla superficie del senso
    dal non poter permettere l’approfondimento del personaggio,
    scomparso nella forma a macchietta.

    Di reale emerge un pervasivo e soffocante senso di stigma sociale
    e di crudeltà da rendita di potere ostentata e dalla quale traspaiono
    pochi momenti lirici.

    Nella costruzione del rapporto d’amore, alleggerendolo dall’unica
    nota originale dell’omosessualità, si ha un ricopiarsi di un genere del secondo ottocento
    europeo.

    il maturo ormai corrotto che si innamora del più giovane e ‘verace
    il giovane che si innamora del senso di sicurezza che dal maturo perviene

    e mentre i si comprende perché il maturo
    apprezzi il giovane per i valori forti e semplici che rappresenta

    sfugge a tutti – comprese le figlie di uno dei protagonisti- del perché
    il giovane trovi fascino nel maturo.

    Manca una qualsiasi descrizione nella relazione, all’infuori di un generico “sentirsi
    “liberi, sentire “che le cose sono facili” per bocca dello stesso Gassman.
    Un Gassman che ha girato Il Bagno Turco così distante dalla pellicola in recensione…

    Spogliata dalla pruderie di genere il tutto si tramuta in un anziano che esibisce ai consimili
    la giovane preda esotica
    e la scalata sociale del giovane che su altro non può far conto che capitallizzare l’eros e
    la sua esoticità

    Una splendida Anna Galiena mette a fuoco il vero centro di tutto il racconto.
    L’eredità e il capitale come unico argomento di disputa reale al netto dei vari merletti sul quotidiano.

    Sesso e denaro, in salsa arcobaleno

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