Bruno Ganz: una carriera indimenticabile

 

Bruno Ganz è stato un attore che ha lasciato il segno nella storia del cinema europeo. Nel 2010 ha ricevuto il Premio alla Carriera agli European Film Award, e nel 2017 allo Swiss Film Award, il Premio come Miglior Attore per il film “Un Juif pour l’exemple” di Jacob Berger e il Premio Onorario per il suo continuo contributo alla cinematografia svizzera.

Bruno Ganz, un attore carismatico mitteleuropeo

Bruno Ganz: una carriera indimenticabile

Di origine svizzera, è stato con Peter Stein tra in fondatori del prestigioso teatro di ricerca “Schaubune” nel 1962. Quello che ora ricordiamo come un uomo pacato, era da giovane piuttosto irruente: famoso è l’episodio in cui giunse a fare botte con Dennis Hopper sul set di “L’amico americano” diretto da Wim Wenders nel 1977.
Bruno Ganz è nato a Zurigo da padre tedesco e madre italiana. La sua carriera decolla con il teatro, dopo un debutto non particolarmente fortunato nel cinema. L’incontro con Stein a Brema è l’inizio di una collaborazione estremamente importante, con una visione molto innovativa del teatro. Ganz non ha mai abbandonato il teatro anche dopo il successo nella settima arte, per esempio Stein lo dirige in “Sommergeste” nel 1975.

I grandi ruoli con Wenders e Soldini e “la Caduta “di Olivier Hircschbiegel

Nel 1977, Ganz inizia la fortunata collaborazione con Wim Wenders: è lui che gli regalerà il suo ruolo cult in “Il cielo sopra a Berlino”. Collabora anche con l’attore iconico tedesco Werner Herzog in “Nosferatu, il principe della notte” nel 1978. Negli anni ’90 Ganz lavora spesso in Italia e collabora con registi importanti come Giuseppe Bertolucci. Il film italiano più riuscito è “Pane e tulipani” di Silvio Soldini, in cui l’attore fa coppia con Licia Maglietta. L’interpretazione gli vale il David di Donatello come Miglior Attore Protagonista. Il 2004 è l’anno de la “La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler” di Olivier Hircschbiegel. Ganz diventa Hitler in un drammatico affresco degli ultimi giorni di vita del dittatore, raffigurato nella sua fragilità umana. Nel 2008 il nostro interpreta un’altra grande pagina della storia tedesca: nel film di Uli EdelLa banda Baader Meinhof” è Horst Herold, capo dell’unità antiterrorismo dell’epoca. Jo Beier, invece, in “La fine è il mio inizio”, lo fa diventare Tiziano Terzani. A coronamento di una grande carriera, Ganz ha ricevuto nel 2018 il Pardo alla Carriera a Locarno. Lo stesso anno, a Cannes è stato presentato fuori concorso il suo ultimo film, un thriller atipico di Lars Von Trier dal titolo “La casa di Jack”.

Ivana Faranda

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