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Hammamet (2020)

Recensione

Hammamet – Recensione: la fine di Bettino Craxi raccontata da Gianni Amelio

Hammamet review

Esce poco prima del ventennale della morte del discusso statista socialista “Hammamet” diretto da Gianni Amelio. In realtà, sembra che il regista sia partito con l’idea di fare qualcosa su Cavour, per approdare a questo lavoro con un monumentale Pierfrancesco Favino irriconoscibile, tanto è somigliante a Craxi. Merito in gran parte del trucco di Andrea Leanza, che è pari a quello fatto su Gary Oldman nei panni di Churchill per “L’ora più buia“.

Hammamet (2020)

Il regista sceglie una strada che non è quella documentaristica, ma devia molto sull’uomo caduto, per cui si finisce per provare empatia. Craxi subisce la sua lunga agonia con una salute devastata nella sua casa, protetto da guardie dell’esercito tunisino e chiamato da tutti con devozione “presidente”. É assistito amorevolmente dalla figlia Anita (Livia Rossi) che ha con sé il figlio, che gioca con il nonno a fare il giovane garibaldino. La moglie Anna (Silvia Cohen) vive con lui, pur sapendo che il marito ha ancora una relazione con l’attrice Patrizia Caselli che gli fa spesso visita. A rompere questo apparente equilibrio arriva Fausto un giovane strano, figlio del suo ex collaboratore Vincenzo (Giuseppe Cederna) morto suicida.

Questo personaggio vorrebbe essere la chiave di rottura in una storia di cui si sa tutto o quasi. É davanti alla sua camerina amatoriale che il potente decaduto si mette a nudo e lascia il suo testamento spirituale che non vedremo mai.

Un’occasione persa per raccontare uno statista e uomo che ha lasciato il segno

Hammamet Favino

Amelio per girare quest’opera sembra essersi ispirato a Fellini, per le atmosfere oniriche e grottesche del finale drammatico. C’è anche un filino di tragedia greca nel racconto della caduta di un personaggio che ha rappresentato nel bene e nel male il nostro paese.

“Hammamet” ha dalla sua un’interpretazione da Oscar di Favino, che si cala nel personaggio a 360 gradi. La fotografia, firmata dal figlio di Amelio, è veramente notevole e rende grazie a una serie di inquadrature, una meglio dell’altra. Quello che non funziona, però è la narrazione, che non vuole mettere in evidenza il quadro politico di Tangentopoli e si perde in mille rivoli. Il regista si autocita, mettendo in mezzo il suo primo lavoro “Colpire al cuore” sul terrorismo.

In complesso si può dire che “Hammamet” è un grande film dal punto di vista tecnico ma non riesce o non vuole affrontare veramente il personaggio Craxi. Nel cast brilla, oltre a Favino, che si conferma un vero mattatore, l’attore teatrale Renato Carpentieri nei panni di un politico democristiano in visita. Monocordi, invece, Livia Rossi, nel ruolo della figlia, e Luca Filippi in quello del misterioso ospite.

Ivana Faranda

Trama

  • Regia: Gianni Amelio
  • Cast: Pierfrancesco Favino, Claudia Gerini, Livia Rossi, Luca Filippi, Silvia Cohen, Omero Antonutti, Renato Carpentieri, Giuseppe Cederna
  • Genere: Biografico, drammatico, colore
  • Durata: 126 minuti
  • Produzione: Italia 2019
  • Distribuzione: 01 Distriution
  • Data di uscita: 9 gennaio 2020

Hammamet posterDopo aver interpretato il pentito Tommaso Buscetta nel film “Il Traditore”, Pierfrancesco Favino torna nel ruolo di un uomo realmente esistito: Bettino Craxi. Il titolo del film “Hammamet” deriva dalla città tunisina in cui l’ex presidente del Consiglio italiano si trasferì in seguito allo scandalo degli anni Novanta divenuto noto come Tangentopoli. Grazie all’utilizzo di sofisticate tecniche di make up, che comportano l’ultizzo di calchi, il volto dell’attore si è trasformato perfettamente in quello del politico socialista.

Hammamet: un’opera biografica che racconta la vita privata di un uomo pubblico

In seguito a una serie di inchieste volte a smascherare corruzione e finanziamenti illeciti di alcuni partiti che governarono l’Italia alla fine del secolo scorso e che presero il nome di Mani Pulite, il segretario del Partito Socialista Bettino Craxi decise di trascorrere gli ultimi anni della sua vita in Tunisia. Il film racconta della sua caduta fino all’esilio a Hammamet.

Hammamet: cast

Il regista Gianni Amelio ha fatto il suo esordio dietro la macchina da presa negli anni Ottanta con il film “Colpire al cuore”, anch’esso incentrato su vicende reali legate alla politica italiana, relative in particolare al terrorismo degli anni di piombo. Con questa sua prima opera Amelio ha ricevuto anche il primo riconoscimento ai Nastri d’Argento per il miglior soggetto, inizio di una serie di riconoscimenti ottenuti grazie ai lavori successivi come “Il ladro di bambini” e “Così ridevano”, culminati nel 2018 con l’assegnazione del Globo d’Oro alla carriera.

Il presidente del Partito Socialista Italiano è interpretato invece da Pierfrancesco Favino, che conta una lunga carriera costellata da altrettanti riconoscimenti. Tra gli ultimi il Nastro d‘Argento come miglior attore protagonista per “Il Traditore” di Marco Bellocchio, premio già vinto nel 2012 per “Romanzo di una strage”.

Trailer

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