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Drive Me Home (2018)

Recensione

Drive Me Home – Recensione: la lunga strada verso casa

Drive Me Home review

Con “Drive Me Home” Simone Catania compie il suo esordio alla regia per raccontare attraverso un road movie – genere abusato, ma le cui declinazioni possono dar vita a piccole perle cinematografiche – la storia di un’amicizia profonda tra due persone, ma anche per affrontare tematiche assolutamente attuali come la diversità, l’emigrazione, i preconcetti e l’ignoranza che pone limiti alla comprensione.

Drive Me Home (2018)

Dimenticate l’Immortale di “Gomorra”, Marco D’Amore in “Drive Me Home” è completamente diverso, non solo da un punto di vista estetico, ma anche per il ruolo che interpreta.

Augusto è un uomo che ha provato a cambiare vita in un altro luogo, lontano dalla sua terra e dai suoi affetti, una persona schiva, silenziosa, le cui fragilità sono nascoste da un atteggiamento di non appartenenza né a un luogo, né a una persona. L’amico del passato, Antonio (Vinicio Marchionni), anche lui distante da casa, si presenta al suo cospetto e lo ritrova camionista, assorbito in una quotidianità fatta di routine sfiancanti, che sembra non aver nulla di idilliaco.

L’uno non conosce assolutamente niente dell’altro, entrambi sono in una condizione di straniamento da se stessi e dal prossimo. Alla diffidenza iniziale subentra l’imbarazzo, poi una nuova apertura, lo stupore e, ancora, la confidenza. Alle corse di gioventù si sostituiscono quelle del presente e il viaggio è un tornare indietro nel passato, ripercorrendo tappe più o meno significative per arrivare alla condizione di mettersi a nudo completamente, con tutti i fallimenti e gli strappi.

La stessa ricerca su strade diverse

Drive Me Home scena

“Drive Me Home” che riprende un verso della canzone “Così sbagliato” di Le Vibrazioni & Skin, è un racconto intimistico, il cui coinvolgimento emotivo è reso non solo grazie al buon lavoro di scrittura, ma anche per merito della sinergia tra i due protagonisti che riescono a raccontare con la loro intensa interpretazione sentimenti veri di persone vere, senza tralasciare le lacrime, senza perdere di vista il contatto fisico, espressione di condivisione profonda.

L’azione si svolge per la maggior parte del tempo all’aperto: alle strade e alle aree di servizio, in cui domina un cielo plumbeo, si alternano gli spazi dell’infanzia, dove una campagna fatta di duro lavoro regna sovrana, per ripresentarsi nuovamente nel presente attraverso una realtà contadina del Nord Italia in cui si ricominciano a intravedere l’idea di una natura che può restituire il senso profondo della vita. In quel luogo non c’è l’angoscia di essere il migliore, di correre per arrivare primi a tutti i costi, di considerare il prossimo un nemico, l’unica certezza è il momento vissuto pienamente, l’hic et nunc. Ma anche una realtà rurale ha i suoi limiti per l’isolamento che comporta, per la chiusura delle menti e per i continui sacrifici che spesso non pagano.

Le radici e l’amicizia prendono una nuova forma in un epilogo nel quale il film rischia di perdersi, ma che sottolinea l’unicità delle proprie scelte e la lucidità e il coraggio di decidere la strada da percorrere.

Andrea Racca

Trama

  • Regia: Simone Catania
  • Cast: Vinicio Marchioni, Marco D’Amore, Francesco Bianco, Gabriele Vinci, Chiara Muscato, Lou Castel, Jennifer Ulrich, Nicola Adobati
  • Genere: avventura, colore
  • Durata: 100 minuti
  • Produzione: Italia, Germania 2018
  • Distribuzione: Europictures
  • Data di uscita: 26 settembre 2019

Drive me home

“Drive Me Home” è il film d’esordio del torinese Simone Catania presentato nella sezione Festa Mobile del trentaseiesimo Torino Film Festival, che analizza il tema dell’emigrazione, della nostalgia e dell’amicizia in modo forte.

Drive Me Home: un on the road sulla ricerca di un posto chiamato casa, ovunque esso sia

Antonio (interpretato da Vinicio Marchioni) e Agostino (Marco D’Amore), amici per la pelle dalla loro infanzia, sono cresciuti in un piccolo villaggio incastrato tra le montagne della Sicilia rurale con il desiderio di fuggire dalla loro vita e scoprire il mondo.
Ora quasi sulla trentina, vivono entrambi all’estero ma non si vedono da anni.
Antonio abita da solo a Bruxelles, ma nel momento in cui scopre che la proprietà che ha ereditato da suo nonno, da tempo abbandonata, sta per essere venduta all’asta, decide di cercare il suo amico d’infanzia, con l’intento di coinvolgerlo per non farsi portare via quella casa alla quale anche Agostino è molto legato.
In un viaggio in camion verso la casa natia attraverso l’Europa, i due amici si trovano a confrontarsi con le loro nuove vite, sui motivi che li hanno divisi e su quali siano le loro vere origini: vecchi conflitti e nuove rivelazioni minacciano costantemente la fine di questo viaggio.

Gli interpreti protagonisti

Vinicio Marchioni è interprete di due pellicole nelle sale in autunno. Oltre che in “Drive Me Home” è presente infatti anche nel lungometraggio di Donato Carrisi “L’uomo del labirinto“.

Marco d’Amore nel 2019 ha vestito per l’ultima volta i panni di Ciro di Marzio in “L’immortale“, nelle sale dal 12 dicembre.

Trailer

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