agosto 29, 2015

Woody Allen – Biografia

Woody Allen, il regista genio della Grande Mela

(New York City, 1 Dicembre 1935)

woody-allenÈ l’incarnazione dell’intellettuale nevrotico newyorkese, al punto che è stato in analisi per più di 30 anni, ma è stato capace di trasformare il suo tallone d’Achille in un punto di forza, raccontandosi e raccontando tutto con toni agrodolci.

Woody Allen, al secolo Allan Stewart Konigsberg, nasce a New York il 1 dicembre 1935 da una famiglia modesta di origine ebraica. Cresce in un quartiere completamente israelita e, come ha detto lui stesso in un’intervista, non si è sentito mai vittima di alcuna discriminazione, contrariamente a Groucho Marx, che ci scherzava sopra e che era il suo mito.

Il primo film che l’attore regista vede a tre anni è “Biancaneve e i sette nani”, che lo colpisce al punto da far diventare il cinema la sua seconda casa.

Intelligentissimo, viene inserito in una classe molto più avanzata per la sua età ma a scuola non brilla, mentre, al contrario, si impegna molto nello sport.

A 15 anni, inizia a suonare il clarinetto, cosa che fa ancora con la sua band ogni lunedì sera al Cafè Carlyle di New York. Solo due anni dopo, preso il nome d’arte di Woody Allen, in onore al musicista jazz Woody Herman, è autore per la rete ABC di programmi come “The Ed Sullivan Show” e “The Tonight Show”.

Il suo primo matrimonio è a soli 20 anni con Harlene Rosen, da cui divorzierà in modo burrascoso solo sei anni dopo. La sua attività di autore va alla grande, arriva a incassare 1700 dollari a settimana, ma nonostante questo, decide di diventare lui stesso cabarettista.

È il 1959 quando Allen inizia ad andare dallo strizzacervelli. Dal 1960 in poi, si esibisce e con successo in molti club della Grande Mela. Il 1966 è l’anno del suo secondo matrimonio con l’attrice Louise Lasser, che parteciperà ad alcuni suoi lavori.

Tra i primi film restano memorabili: ”Che fai rubi?” (1966), “Prendi i soldi e scappa” (1969), “Il dittatore dello stato libero di Bananas” (1971) e “Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai voluto chiedere” (1972).

Le sue compagne saranno spesso protagoniste dei suoi lavori. Infatti, Diane Keaton, che prenderà il posto della Lasser, girerà con lui 8 pellicole. I due si incontrano durante i provini dello spettacolo “Provaci ancora Sam” che poi diventerà un film nel 1972. Di lei, anche dopo tanti anni, Woody dirà che è stata il suo grande amore, anche se non si sposeranno mai. Diane sarà la star di “Io e Annie” del 1977, pluripremiato con tre Oscar nel 1978 e un Golden Globe per la protagonista femminile. Questo lavoro segna anche la nascita di un nuovo genere di commedia romantica e al tempo stesso sofisticata. In precedenza, “Amore e guerra” del 1975, aveva preso a Berlino l’Orso d’Oro.

Dedicato alla sua città, che Woody non abbandonerà mai, è “Manhattan” del 1979 sempre con la Keaton. Girato in bianco e nero e con musica di Gerswin, suonata dai “The New York Philarmonic” diretti da Zubin Metha, è la storia di Isaac/Woody diviso tra la giovane Mariel Hemingway e la Keaton.

È, invece, totalmente autobiografico “Stardust Memories” del 1980, ispirato a Federico Fellini e Ingmar Bergman e non accolto bene dalla critica. Woody è un regista comico in crisi esistenziale che dice di odiare il suo pubblico.

Dopo 12 anni con Diane Keaton, il regista incontra Mia Farrow, da cui avrà l’unico figlio naturale Satchel e con cui ne adotterà due. Non si sposeranno mai e vivranno in case separate. La loro relazione finirà nel 1992 con un tremendo scandalo. Infatti, Woody intreccerà una relazione con la figlia adottiva di lei Soon-Yi, all’epoca di soli 22 anni, che sposerà nel 1997 a Venezia.

Appositamente per la Farrow scrive nel 1982 “Una commedia sexy di mezza estate”, cui seguiranno altri 12 film. Tra questi, il delizioso “La rosa purpurea del Cairo” (1985) e il vincitore di tre Oscar nel 1987 “Hanna e le sue sorelle” (1886).

Le due donne più importanti del regista (la Farrow e la Keaton) saranno nel film “Radio Days” del 1987, una sorta di Amarcod sugli anni d’oro della radio in cui Woody è la voce narrante. L’ultimo lavoro insieme alla Farrow è “Mariti e mogli” del 1992, con un cast di 42 attori dove i due interpretano una coppia che sta cadendo a pezzi.

Profondamente in crisi, in seguito alle polemiche sulla sua presunta relazione incestuosa, Allen gira nel 1993 la commedia thriller “Misterioso omicidio a Manhattan” con Diane Keaton. Negli anni seguenti, il regista sembra aver perso il suo tocco magico e la sua leggerezza. Va meglio nel 1995 con “La dea dell’amore”, che vede protagonista una bella Mira Sorvino, che si aggiudica un Oscar. Seguirà nel 1996 il primo musical “Tutti dicono I love you” ambientato tra Venezia, New York e Parigi.

Il suo grande amore per il jazz lo porta a realizzare una pellicola sugli anni ’30, “Accordi e disaccordi”, presentato a Venezia nel 1999. Il nuovo millennio è segnato da una serie di lavori accolti meglio in Europa che in patria. Tra questi, è malinconicamente autobiografico “Hollywood Ending” del 2002.

Allen è un regista in declino che deve girare un film su New York ma viene colto da una cecità psicosomatica e accetta la sfida suo malgrado. Il grande ritorno del maestro è nel 2005 a Cannes con “Match Point” con la sua nuova musa Scarlett Johansson. Ambientato a Londra, il lungometraggio realizza grandi incassi negli Usa. Segue “Scoop” nel 2006, in cui Allen recita anche, cosa che non faceva più dal 2003 con “Anything Else”.

Non è riuscitissimo “Sogni e delitti” del 2007 con Colin Farrell e Ewan Mc Gregor. Nel 2008 Allen passa allasolare Barcellona e racconta in “Vicky Cristina Barcellona” (2008) un triangolo amoroso tra la bionda Scarlett Johansson, l’intrigante Penelope Cruz e il bel Javier Bardem. L’anno seguente è impegnato in una nuova commedia, “Basta che funzioni”, con Larry David ed Evan Rachel Wood, ma lo spirito creativo di Woody Allen sembra, per fortuna, inesauribile, ed il 2010 lo vede al lavoro su due nuovi progetti: “Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni” in cui torna a recitare per lui Antonio Banderas, affiancato da attori del calibro di Josh Brolin e Anthony Hopkins.

In “Midnight in Paris” (2011), Owen Wilson grazie a lui passa indimenticabili serate con Hemingway, Scott Fitzgerald e Picasso nella Parigi degli anni Venti. Nel 2012 è la capitale per eccellenza a essere protagonista indiscussa di “To Rome with Love” con il nostro Roberto Benigni, Alec Baldwin, Penelope Cruz e lo stesso Allen nel cast. Nel 2014 la sua ultima commedia: “Magic in the Moonlight”,  con Colin Firth.

Ivana Faranda

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