Parlami di te (2018)

Parlami di te – Recensione: caduta e rinascita di un uomo in cerca di se stesso

Parlami di te still

Alain è un manager affermato di un’importante casa automobilistica, divide il mondo tra perdenti e vincenti, categoria quest’ultima nella quale è un primatista assoluto. Per rimanere ai vertici, sostiene ritmi di vita forsennati: niente spazio per i rapporti umani, né per la famiglia. Le sue certezze crollano come un castello di carte, quando un ictus lo lascia incapace di articolare un discorso di senso compiuto, le parole e le sillabe si confondono nella sua testa. L’eloquenza, la sua arma principale, sfoderata e brandita mille volte in riunioni di lavoro, conferenze stampa, lezioni universitarie, viene improvvisamente meno. Alain è costretto ad affidarsi a Jeanne, una giovane ortofonista, a sua volta alla ricerca delle sue radici, di quella donna che, partorendola, la aveva abbandonata tanti anni prima.

Parlami di te: un grande Fabrice Luchini in una grande prova attoriale

Parlami di te scena film

Questo il plot iniziale di “Parlami di te”, un film godibile, ben diretto da Hervé Mimran, già co-regista assieme a Géraldine Nakache nel 2010 di “Tout ce qui brille” e di “Nous York” nel 2012. Filo rosso che lega le pellicole è la presenza in tutte e tre della bella e brava Leïla Bekhti che, a questo punto, possiamo a ragione definire attrice-feticcio del regista, qui nel ruolo della dottoressa Jeanne, che ingaggia col suo recalcitrante paziente un duello verbale senza esclusione di colpi. Vero mattattore della pellicola è però un Fabrice Luchini in gran forma - già vincitore della coppa Volpi come Migliore Attore a Venezia nel 2015 per “La corte” - qui alle prese con un ruolo ‘destrutturato’, in cui è costretto, dopo un inizio scoppiettante come spietato manager senza cuore, a ripartire da zero, tradito proprio dalla facoltà che maggiormente utilizzava nelle sue moltplici attività: la parola.

Luchini tiene sulle spalle l’intera vicenda, attingendo risorse alla sua incredibile mimica, facciale e corporea, da navigato interprete teatrale qual è, per entrare in un ruolo non facile, con una performance mai sopra le righe. Il suo è un Alain scontroso, antipatico, che a un certo punto è costretto ad vedere la vita dal basso, dal punto di vista dei tanto disprezzati ‘perdenti’: memorabile a tal proposito il suo ‘colloquio’ in un centro di collocamento.

Parlami di te: un film ben fatto, ispirato a una storia vera

“Parlami di te” trae la sua ispirazione dall’autobiografia di Christian Streiff, ex CEO di Airbus e di PSA Peugeot Citroën, autore nel 2014 del libro “J'étais un homme pressé”, in cui narra le vicissitudini patite in seguito a un ictus subito nel 2009.
Il film insegna che dopo una caduta ci si può sempre rialzare, anche e soprattutto grazie all’aiuto delle persone che ti vogliono bene. Interrompere bruscamente una corsa può comportare, per i più fortunati, la necessità di reimparare a camminare, e Alain ne farà di strada, in un lungo il viaggio in cui, magari, riscoprire se stessi.

Daniele Battistoni

  • Titolo originale: Un Homme Presse
  • Regia: Hervè Mimran
  • Cast: Leïla Bekhti, Fabrice Luchini, Rebecca Marder, Igor Gotesman, Yves Jacques, Clémence Massart, Micha Lescot, Frederique Tirmont, Evelyne Didi, Eric Wapler
  • Genere: commedia, colore
  • Durata: 100 minuti
  • Produzione: Francia, 2018
  • Distribuzione: BIM Distribuzione
  • Data di uscita: 21 Febbraio 2019

Parlami di te locandina Alain, un impegnato uomo d’affari, è colpito dalla tragedia di perdere l’uso della parola, ma imparerà ad ascoltare le persone che rischiava di lasciar andare via dalla sua vita.

Parlami di te: un bizzarro incidente per dare una svolta alla propria vita

Alain è un uomo d’affari impegnato 24 ore su 24 nel proprio lavoro, senza mai dedicarsi né a svaghi personali né alla propria famiglia. Le sue giornate sono scandite da tabelle di marcia severe e imprescindibili, tutto sembra essere sotto il suo controllo, quando in seguito a un brutto scherzo del destino si ritrova a perdere il corretto uso della parola.

Dopo aver ricevuto un colpo alla testa, Alain comincia così a utilizzare una parola per un’altra, perdendo la capacità di farsi comprendere da chiunque altro. Ad aiutarlo interverrà Jeanne, una giovane logopedista, che oltre a fargli riprendere il giusto utilizzo del linguaggio, gli insegnerà soprattutto la virtù della pazienza.

La vita di Alain viene così del tutto sconvolta, ma la disperazione iniziale verrà sostituita da un grande impeto d’entusiasmo, quando l’uomo d’affari ricomincerà a scoprire tutte le gioie della vita e tenterà di riallacciare i rapporti con sua figlia.

Parlami di te: il silenzio che cambia una vita

“Parlami di te” è una commedia che conferma il fatto che non sempre tutte le tragedie vengono per nuocere. In un mondo in continua evoluzione, che sembra non fermarsi davanti a nulla, il regista Hervè Mimran ci invita a prendere una pausa dagli insostenibili ritmi frenetici della quotidianità, così da ritrovare il tempo per riflettere e riconoscere ciò che è davvero importante.

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *