The Whale (2022)

The Whale: la messa in scena cinematografica di una piecè teatrale

THe Whale review

É tratto dal testo di Samuel D. Hunter "The Whale" di Darren Aronofsky con un irriconoscibile Brendan Fraser nei panni di un professore gay obeso isolato dal mondo che si sta letteralmente suicidando con il cibo. Accanto a lui solo un'amica infermiera e negli ultimi giorni di vita, quelli raccontati nel film, la figlia Ellie (Sadie Sink) di diciassette anni con cui non ha mai avuto alcun rapporto. A dire il vero, qualcun altro c’è ed è un giovane predicatore della New Life (Ty Simpkins) capitato per caso davanti alla sua porta.

La genesi di prosa c’è tutta nel film, dal momento che il palco è sostituito da una stanza dove avviene tutta la narrazione. É cosa, del resto, abbastanza logica, visto che Brendan Fraser indossa una incredibile tuta protesica che lo ha trasformato in un vero supersize incapace di muoversi o quasi.

Una storia surreale che parla di dolore e di speranza

Darren Aronofsky ha vinto il Festiva di Venezia nel 2008 con “The Wrestler” con un personaggio, quello interpretato da Mickey Rourke, in caduta libera con una figlia mai conosciuta veramente perché abbandonata da piccola. É il caso anche di “The Whale”, che fa evidentemente riferimento alla stazza del professore ma anche al “Moby Dick” di Melville, testo amatissimo da Charlie. Lui non appare mai, per ovvie ragioni, ai suoi studenti che segue da remoto, se non nel finale catartico.

La religione, una vera ossessione per l’autore teatrale e la sua omosessualità, sono il topic della sua opera da sempre. Lo stesso dicasi per l’obesità, di cui lui stesso ha sofferto da giovane.

Il film, presentato al 79° Festival di Venezia in Concorso, è estremamente fedele allo spettacolo portato in scena nei teatri off. Ovviamente, il linguaggio filmico permette di poter giocare non solo con il testo ma anche con le immagini. Poco o nulla succede fuori dalla casa del professore, ma il contesto e le visite dei pochi personaggi della storia consentono allo spettatore di capire il suo malessere interiore, che lo porta a morire consapevolmente per il troppo cibo spazzatura, contrariamente al suo ex compagno scomparso per anoressia.

I personaggi, pochi ma buoni, sono tutti estremamente ben tratteggiati. Ellie, la figlia perduta, è anche lei un’anima persa che combatte per il suo tormento interiore come il giovane Ty Simpkins predicatore che sarà salvato proprio dalla ragazza. Per quanto paradossale sia, questo non è solo un film sulla solitudine degli americani e sull’uso massivo di tanti di cibo spazzatura, ma è anche un potente veicolo di un messaggio di speranza. Ottimi tutti gli attori da Brendan Fraser a Sadie Sink e Hong Chau nei panni dell’infermiera, nonché sorella dell’ex compagno di Charlie.

“The Whale” è un’opera che mischia efficacemente il linguaggio teatrale e quello filmico, ineccepibile nel rigore della sua regia.

Ivana Faranda

  • Regia: Darren Aronofsky
  • Cast: Brendan Fraser, Sadie Sink, Chau Hong, Samantha Morton, Ty Simpkins, Sathya Sridharan
  • Genere: Drammatico
  • Durata: 117 minuti
  • Produzione: USA, 2022
  • I Wonder Pictures

The Whale scheda"The Whale" è un film diretto da Darren Aronofsky, presentato in Concorso al Festival di Venezia 2022., dove la pellicola è stata accolta dal pubblico con sei minuti di standing ovation. Protagonista della pellicola è Brendan Fraser, che per l'occasione è arrivato a pesare  ben 270 chili, allo scopo di interpretare un professore obeso. Prodotto da A24 e dallo stesso Aronofsky con la sua Protozoa Pictures, "The Whale" vanta inoltre la presenza di Sadie Sink (amatissima nel ruolo di Max in "Stranger Things"), la due volte candidata all’Oscar Samantha Morton, Ty Simpkins (protagonista della saga horror Insidious), e la candidata al Golden Globe Hong Chau.

The Whale: la trama del film

Charlie è un professore d'inglese che soffre di obesità. L'uomo cerca di trovare un'ultima possibilità di redenzione cercando di riallacciare i rapporti con la figlia adolescente, con la quale ha perso i contatti.

Note di regia

Il cinema può metterci in contatto con gli altri, indipendentemente da quanto possano apparirci diversi in superficie. Le persone che lottano con l’obesità sono spesso giudicate, respinte ed etichettate. Quando otto anni fa ho visto lo spettacolo di Sam Hunter, mi sono meravigliato della profondità dei suoi personaggi, soprattutto di Charlie, e mi è venuta l’ispirazione di usare il grande schermo per mettere il pubblico nei panni di Charlie, per immergermi nei suoi pensieri più profondi, nei suoi rimpianti e nelle sue speranze. Ma dove avrei trovato il mio Charlie? Avevo bisogno di un grande talento che potesse risplendere attraverso il trucco, un attore con un cuore immenso e un’anima pura. Non appena incontrai Brendan, capii immediatamente che avevo trovato il mio protagonista. In lui vi è qualcosa di ineffabile che dà vita al personaggio e ci trasporta – mente e cuore – in ciò che avrebbe potuto essere inconoscibile.

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