Revenir (2019)

Revenir - Recensione: una famiglia divisa dalla sofferenza

Su uno sfondo rurale in abbandono, dove il bestiame viene venduto e le campagne sono vuote, sia di alberi che di persone, si muove questa famiglia divisa dalla sofferenza e dalle perdite, dove ogni componente sembra un essere a sé stante che orbita intorno a una casa nella speranza di ritrovare l’unione e la felicità perduta.

La regista si muove con confidenza e con la macchina da presa è molto vicina ai corpi, scegliendo quindi una ricerca delle emozioni attraverso le immagini, lasciando a uno scarno uso dei dialoghi le comprensioni dei conflitti. Utilizza molto la camera a mano, lasciando nel montaggio finale anche inquadrature a volte mosse e sporche, donando all’immagine quell’instabilità che rispecchia le vicende dei suoi protagonisti. La fotografia è buona, forse rovinata leggermente da una color correction massiccia per rendere ancora più torrido il clima estivo già manifesto dal sudore sempre presente sulla pelle dei protagonisti.

Adèle Exarchopoulos ("La Vita di Adele") e Niels Schneider ("Les amours imaginaires") portano a casa una prova attoriale di tutto rispetto, riuscendo a trasmettere nell’animo di chi guarda le difficoltà di chi resta e di chi invece sceglie di tornare dopo aver abbandonato le sue radici.
Una nota di merito va fatta anche al piccolo Roman Coustère Hachez nel ruolo del piccolo Alex, forse il personaggio con più battute all’interno del film. Un bambino che non ha mai letto il copione e che ripeteva con estrema precisione tutto ciò che la regista gli diceva di fare o dire, e il risultato è davvero molto convincente.

Per aspera…

"Revenir", che nella sezione Orizzonti al 76esimo Festival del Cinema di Venezia 2019 ha ricevuto il premio per la Miglior Sceneggiatura, è davvero un piccolo gioiello da vedere. Con il passare dei minuti ci si accorge, che la mancanza di emozioni che traspare nella prima parte del film, è solo l’elemento fondamentale per la crescita di nuovi sentimenti, come quel campo incolto e pieno di acqua stagnante di fronte alla fattoria può essere la sorgente di una nuova ripresa per la famiglia.
Ed è proprio questa analisi delle difficoltà il cuore del film, e sarà la stessa Palud, infatti, a dire “Credo che la disperazione abbellisca la gioia, che il dolore acuisca la tenerezza, che il rimpianto esalti l’amore. La speranza non è mai così viva come all’interno dei grandi drammi”.

Federico de Sivo

  • Titolo originale: Revenir
  • Regia: Jessica Palud
  • Cast: Niels Schneider, Adèle Exarchopoulos, Roman Coustère Hachez, Patrick d'Assumçao, Hélène Vincent
  • Genere Drammatico
  • Durata: 76 minuti
  •  Produzione: Francia, 2019

Revenir film

"Revenir" è il primo lungometraggio di Jessica Palud, premiato per la Miglior Sceneggiatura nella sezione Orizzonti al Festival di Venezia 2019.

Revenir: la storia

"È la mia famiglia, ed è la fattoria dove sono nato. Mio fratello non c’è più, mia madre lo raggiungerà a breve, e mio padre, un uomo con cui nulla è mai stato possibile. Sono fuggito da tutto questo molto tempo fa":

Sono le parole di Thomas (Niels Schneider), il protagonista del primo lungometraggio di Jessica Palud, dopo il suo ritorno nella fattoria di famiglia dopo dodici di assenza. Il fratello maggiore è morto cinque anni prima e al suo arrivo ad accoglierlo ci sono il suo nipotino di sei anni, Alex, con la mamma del bimbo, Mona (Adèle Exarchopoulos). Il padre di Thomas (Patrick d’Assumçao) è invece all’ospedale, al capezzale di sua moglie che non vuole mai abbandonare nei suoi ultimi giorni di vita.
Tra padre e figlio non corre buon sangue, ed è Thomas che prova in ogni modo a ricucire un rapporto che il padre sembra voler lasciare così.

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