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Recensione L’Esorcista – Il Credente, un viaggio tra incubi e nostalgia

Il film L’Esorcista – Il Credente, diretto da David Gordon Green, è stato un progetto ambizioso che si è posto l’arduo compito di seguire le orme del celebre capolavoro dell’horror del 1973, “L’Esorcista”.

La pellicola ha cercato di mantenere viva la fiamma dell’interesse per il male soprannaturale, ma è inevitabilmente stata confrontata con l’ombra del suo predecessore. Dunque ci troviamo ad analizzare un prodotto che cerca senza dubbio una sua indipendenza, ma un nome così importante non passa in sordina.

Indice

L’Esorcista – Il credente – Tutte le informazioni

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Trama

La storia di L’Esorcista – Il Credente inizia con la tragedia che ha colpito Victor Fielding (interpretato da Leslie Odom Jr.) 12 anni prima. Durante una vacanza ad Haiti, a causa di un tragico terremoto, l’uomo vede sua moglie in dolce attesa perdere la vita.

Recensione L’Esorcista – Il Credente, un viaggio tra incubi e nostalgia

Rimasto solo con sua figlia Angela, Victor si trova ad affrontare un altro dramma, quando Angela e la sua amica Katherine scompaiono misteriosamente nel bosco, per poi ritornare tre giorni dopo senza aver memoria dell’accaduto. Da qui inizia una serie di eventi terrificanti e spaventosi che costringeranno l’uomo a cercare risposte e a combattere con l’oscurità del male.

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Inoltre, per affrontare questa sfida ardua e dolorosa, Victor si rivolge ad una donna che ha già affrontato queste atroci vicende. Stiamo parlando proprio di Chris MacNeil.

Recensione

L’Esorcista – Il credente, ci porta davanti ad un orrore ed una tensione che vanno pian piano a svilupparsi gradualmente. Si evitano infatti gli infiniti Jumpscare tipici dell’horror contemporaneo, favorendo la costruzione della paura tramite la narrazione e la suspence. Questa scelta si ispira palesemente all’approccio più raffinato e graduale del film originale del 1973, consentendo alla tensione di crescere in maniera naturale e costante.

Se cercate un prodotto che strizzi l’occhio al capitolo degli anni 70, sarete sicuramente felici. Infatti il film è molto abile nel rendere omaggio alle scene iconiche dell’originale, integrandole in modo organico nella trama, senza che esse sembrino troppo forzate.

Citando il capolavoro di William Friedkin non possiamo però non far presente l’assenza di una delle principali caratteristiche, ovvero quello sporco e violento “Politicamente scorretto”. Quelle parole di Regan, dettate da Pazuzu, risultano feroci, terribili, fanno parte dell’atmosfera del film e riescono a disgustarci al punto giusto. Ad oggi però, quel tipo di blasfemia non sembra più essere ben vista e sarebbe stata considerata inaccettabile da una parte della critica.

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Insomma, è naturale che la principale sfida che il film deve affrontare è il confronto diretto con un capolavoro della storia dei film dell’orrore. La creazione di un sequel degno di un film così iconico è un compito palesemente impossibile, ma il prodotto riesce comunque a funzionare autonomamente, offrendo un’esperienza coinvolgente per gli spettatori.

Troviamo infatti che sia corretto giudicare L’esorcista – Il credente, come un prodotto a se. Abbiamo ripetuto più e più volte che su di lui incombe una grande ombra, ma è anche giusto valutare il tutto per le sue proprietà.

Parlando della sceneggiatura, non possiamo però dire che sia perfetta ed alcuni elementi, come mancanza di una giustificazione solida per la possessione dei personaggi, finiscono purtroppo per compromettere il terrore e l’atmosfera generale.

Al contrario a convincerci ci sono stati i costumi ed il make-up, che riesce a trasmettere un’atmosfera di inquietudine e spettrale. Ovviamente questi conservano un legame molto evidente con gli eventi del 1973, mostrando l’intenzione di mantenere una continuità visiva con il primo capitolo. Molti fan però si sono lamentati di questo nesso, poiché si aspettavano una reinterpretazione radicale dell’opera, ma come al solito non è possibile accontentare tutti.

Conclusione

In conclusione L’Esorcista – Il credente, è un film che, se in parte ha superato le nostre aspettative, non ci ha fatto impazzire. Offre senza dubbio un’esperienza molto coinvolgente ed a tratti molto spaventosa. Purtroppo però non sarà qualcosa che ricorderemo per sempre, come accaduto in passato per il precedente.

Se da una parte non è giusto visionare una pellicola solo in funzione del nome che porta, dall’altra risulta complesso ignorare che dietro di essa si celi un passato importante e molto pesante. Proprio questo ha portato la critica a spaccarsi a metà, tra chi lo ha apprezzato molto e chi lo ha demolito in maniera aprioristica. Noi ci troviamo un po’ nel mezzo, consapevoli dei suoi limiti e apprezzandolo per quello che è.

Trailer

Vedi anche: Recensione la Casa – il risveglio del male

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