La donna dello scrittore (2018)

  • Titolo originale: Transit
  • Regia: Christian Petzold
  • Cast: Franz Rogowski, Paula Beer, Godehard Giese, Lilien Batman, Maryam Zaree, Barbara Auer, Matthias Brandt, Sebastian Hülk, Emilie De Preissac, Antoine Oppenheim, Louison Tresallet, Alex Brendemühl, Agnès Regollo, Grégoire Monsaingeon
  • Genere: Drammatico, colore
  • Durata: 101 minuti
  • Produzione: Francia, 2018
  • Distribuzione: Academy Two
  • Data di uscita: 25 ottobre 2018

 

La donna dello scrittore poster"La donna dello scrittore" è un film drammatico (titolo originale "Transit"), diretto dal regista tedesco Christian Petzold ("Il segreto del suo volto").

Parigi, Seconda Guerra Mondiale: Georg (Frank Rogowski) è uno dei tanti rifugiati tedeschi che fuggono dall'incubo nazista passando per la Francia occupata. Possiede i documenti e gli effetti personali dello scrittore Weidel, suicidatosi nella sua stanza d'albergo temendo di essere catturato. Decide di assumere l'identità del defunto, nella speranza di raggiungere Marsiglia, ottenere un visto e imbarcarsi infine per l'America. Il suo destino incrocerà quello di Marie (Paula Beer), giovane donna alla disperata ricerca del marito scomparso: quest'ultima, si scoprirà essere proprio la moglie dell'uomo suicida.

Marie è lontana dal sospettare di essere alla ricerca di un fantasma. Georg si innamora di lei, progetta di lasciare Marsiglia in sua compagnia. Ovunque ci sono dei rifugiati; fantasmi che desiderano di poter tornare alle loro precedenti vite, lontani dall'Europa: Città del Messico, l'America o Shanghai.

La donna dello scrittore: dal romanzo omonimo di Anne Seghers

Per il suo secondo adattamento letterario, il regista tedesco Christian Petzold ha portato il passato a confrontarsi con il presente: "La donna dello scrittore" parte dall'omonimo romanzo di Anna Seghers del 1942 -  la storia di un sopravvissuto al campo di concentramento tedesco in cerca di un passaggio sicuro nel Nord America - e arriva fino ai giorni nostri. Così facendo Petzold concede al suo lungometraggio una fluidità temporale che la maggior parte dei drammi storici sono ridotti a esprimere, nel migliore dei casi, in termini metaforici.

Seppur ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, "La donna dello scrittore" traccia chiari ma potenti parallelismi con le attuali crisi dei rifugiati in Europa, così come l'incremento più inquietante del neo-nazismo.

 


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