Il segreto del suo volto – Recensione

Un film capace di far riflettere su cosa significhi veramente “sopravvivere”

(Phoenix) Regia di: Christian Petzold – Cast: Nina Hoss, Ronald Zehrfeld, Nina Kunzendorf, Michael Maertens, Imogen Kogge – Genere: Drammatico, colore, 98 minuti – Produzione: Germania, 2014 – Distribuzione: Bim – Data di uscita: 19 febbraio 2015.

segretodelsuovolto-locChi è Nelly? Un tempo era senza dubbio una cantante ebrea che, accompagnata al piano dal suo amatissimo marito Johnny, si esibiva ne locali di Berlino. Ora, dopo essere sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti, di lei rimane solo un corpo senza identità; la guerra e la persecuzione le hanno portato via tutto ciò che, costituendo la stragrande maggioranza degli aspetti di quella che chiamiamo vita, poteva essere a lei ricondotto identificandola come persona: tutti i parenti sono stati uccisi, gli amici sopravvissuti sono quelli che hanno tradito lei e il suo popolo, la sua casa è stata distrutta dai bombardamenti, persino i tratti originali del suo volto sono persi per sempre; una brutta ferita da arma da fuoco l’ha costretta ad un operazione di chirurgia plastica.

Vagando per una Berlino ‘anno zero’ Nelly andrà in cerca di suo marito nella speranza di essere da lui riconosciuta e di scoprirsi, attraverso quel riconoscimento, ancora esistente. Quando finalmente lo troverà, l’uomo non la riconoscerà, limitandosi ad individuare qualche sottile somiglianza con quella che lui pensa essere la sua defunta moglie. Queste somiglianze, dal punto di vista di Johnny, fanno buon gioco a una strategia che ha in mente per iniziare una nuova vita, ereditando il patrimonio dei familiari di Nelly, di conseguenza chiederà a quest’ultima di interpretare se stessa in cambio di una parte di eredita; la donna si presterà alla recita nella speranza che man mano Johnny possa rendersi conto che lei è veramente sua moglie.

Il regista Christian Petzold attraverso la vicenda di Nelly, che nel suo evolversi si sporge costantemente verso l’assurdo, riesce a cogliere una situazione storico emotiva nient’affatto semplice da afferrare: quella degli ebrei sopravvissuti, scampati alla morte ma distaccati dalla vita. Quello della protagonista di questo film è un episodio perfetto per entrare in contatto con le atmosfere del nulla che devono aver caratterizzato la non vita delle persone nella sua stessa condizione.

Riuscirà alla fine Nelly a ritornare una persona? E quindi, è possibile per il popolo ebraico rifondarsi ricostituendo la propria identità, oppure la eco dell’asserto categorico nazista “gli ebrei non sono uomini!” continuerà per sempre a stordire questo popolo, costringendolo a vagare al confine tra esistenza e non esistenza? E in ultimo, può essere Israele la soluzione?

Queste le domande che probabilmente opprimevano gli animi degli ebrei sopravvissuti e che Petzold riesce a far affiorare in maniera molto efficace nella storia che ha voluto raccontare con il suo lavoro.

Claudio Di Paola

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