In viaggio con Adele (2018)

In viaggio con Adele – Recensione: uno sguardo intenso e al contempo spensierato sulla diversità

Recensione In viaggio con adeleAlessandro Capitani per "In viaggio con Adele" sceglie di parlare di diversità, quella emotiva e psichica, che rende chi ne è affetto all’apparenza uguale a tutti i ‘normali’, seppur profondamente differente nella mente, che sembra spaziare in ambienti sconfinati e irraggiungibili dai più.

Il regista, seguendo il canovaccio narrativo tessuto a più mani da Nicola Guaglianone, Tonino ZangardiAlessandro Haber, quest’ultimo protagonista del film, racconta di Adele - che ama definirsi neuro diversa, e mal digerisce gli appellativi insolenti con cui viene spesso apostrofata - e del suo incontro con Aldo, un uomo lontano anni luce da lei e dalla sua vita.

La ragazza, il cui stato la priva completamente di freni inibitori, si sente a suo agio nel mondo che la circonda, afflitta forse da meno pene di chi crede di esser più stabile di lei. Un viaggio su una vecchia cabrio, dalla Puglia verso Frosinone, costringerà Aldo a fare i conti con una sconosciuta paternità e soprattutto con tutta la sua esistenza.

In viaggio con Adele: il viaggio come metafora dell’introspezione interiore

In viaggio con Adele fotoHaber porta sullo schermo un noto attore di teatro, alla ricerca di un’ultima chance cinematografica, terrorizzato dall’idea della malattia e della morte, e per questo ripiegato su una non vita, in cui fa scelte che non lo soddisfano; dal canto suo Adele sembra invece, nella sua prorompente vitalità, quasi più equilibrata di lui.
Ad interpretare Adele una bravissima Sara Serraiocco, che sa immergersi nelle fissazioni e nei disturbi della ragazza con maestria, mostrando in modo semplice la sua complessa emotività e quella continua ricerca di certezze che la porta a dare un nome a tutto, e a scriverlo su dei postit rosa, ribadendo spesso l’ovvio.

Quest’avventura on the road, se elettrizzante per la giovane, è imprevista e accettata suo malgrado dall’uomo di teatro, con importanti impegni che lo attendono oltralpe, per cui poco disposto verso questa ‘gatta da pelare’. Non abituato a stare a stretto contatto con un altro essere umano, chiuso, anaffettivo, cinico, nella convivenza automobilistica forzata avrà un’opportunità, seppur dolorosa, per riconsiderare la sua vita, giungendo a conclusioni inaspettate.

In viaggio con Adele: una commedia per trattare con tenerezza temi complessi

IMG in viaggio con Adele

Forse il film pecca un po’ d’ingenuità e di buonismo, alcune situazioni vengono risolte in modo semplicistico: il disagio mentale è cosa assai complicata da portare sullo schermo, e scegliere il registro ironico per narrarlo può far incappare in più passi falsi. Eppure “In viaggio con Adele” raggiunge la sua completezza proprio grazie all’ironia, che alleggerisce il girato ed evita picchi drammatici, portandoci a riflettere più che sulla diversità di Adele sulla nostra "normalità", o su ciò che riteniamo tale.
Haber e la Serraicco si muovono sullo schermo come una coppia rodata, l’umanità che traspare dai loro personaggi fa si che sia impossibile non ricordarli con affetto.

Maria Graazia Bosu

 

  • Regia: Alessandro Capitani
  • Cast: Sara Serraiocco, Alessandro Haber, Isabella Ferrari, Patrice Leconte
  • Genere: Commedia, Colore
  • Durata: 80 minuti
  • Produzione: Italia, 2018
  • Distribuzione: Vision Distribution
  • Data di uscita: 18 ottobre 2018

in viaggio con adele locandina film"In viaggio con Adele" è il titolo della commedia del regista e sceneggiatore italiano Alessandro Capitani vincitore del David di Donatello con il cortometraggio "Bellissima". A collaborare con il regista figurano nel cast Alessandro Haber, noto attore presente anche in "Quanto Basta" e "Youtopia"; e Isabella Ferrari vista anche nel cast di "Euforia" in uscita a ottobre 2018.

In viaggio con Adele: la sindrome di Asperger sul grande schermo

In seguito al successo della commedia "Quanto Basta" di Francesco Falaschi, che racconta al pubblico le avventure di un ragazzo afflitto dalla sindrome di Asperger con la partecipazione di Alessandro Haber, anche Alessandro Capitani ha deciso di descrivere la vita di una giovane donna afflitta dalla stessa problematica.

La pellicola infatti segue la storia di una ragazza venticinquenne, Adele, con la sindrome di Asperger, che non ha mai conosciuto suo padre e da sempre vive con Margherita, una mamma molto apprensiva. Il mondo di Adele viene completamente stravolto con l'improvvisa morte della madre.

Abbandonata da tutti i parenti, che non hanno nessuna intenzione di prendersene cura, Adele incontra un vecchio attore sessantacinquenne, Aldo, arrivato in Puglia proprio per assistere al funerale di Margherita. In quell'occasione Aldo scopre di essere il padre di Adele, ritrovandosi così costretto non solo a doverle dire la verità, ma anche ad accompagnarla dalla nonna materna, unica parente apparentemente disponibile a tenere la donna.

Inizia così un viaggio attraverso una Puglia inospitale dove due perfetti sconosciuti, molto diversi fra loro,  sviluppano piano piano un rapporto forte ed unico.

Le riprese della pellicola sono durate 5 settimane spostandosi dall'Italia, in Puglia e nel Lazio, alla Francia a Parigi. Responsabile della sceneggiatura è Nicola Guaglianone addetto ai lavori anche in "Non ci resta che il crimine" e "Benedetta Follia" di Carlo Verdone.

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