Gérard Depardieu

Gérard Depardieu è uno tra gli attori più influenti del cinema moderno che vanta una filmografia immensa e piena di successi, noto anche per le controverse scelte di vita nel privato.

Gérard Depardieu, lo spadaccino dal naso grosso

(Châteauroux, 27 dicembre 1948)

Gérard Depardieu BiografiaGérard Xavier Marcel Depardieu nasce a Châteauroux, nel cuore della Francia, il 27 dicembre 1948. L’infanzia è caratterizzata da una difficile fase di povertà; il padre è un fabbro e lo stipendio non basta a risolvere i numerosi problemi. I primi anni sono dunque molto turbolenti, infatti Gérard lascia anche la scuola appena dodicenne e parte per l’Europa alla ricerca di avventura e una nuova vita, cacciandosi anche in qualche guaio. Durante il suo continuo vagabondare, a Parigi incontra un caro amico che studia alla Scuola d’Arte drammatica. Quel posto cattura immediatamente la sua attenzione tant’è che decide di iscriversi al Theatre National Populaire e studiare recitazione (qui incontra Patrick Deware e Miou-Miou). Quel talento tenuto nascosto fino a quel momento, si sprigiona come un potentissimo flusso magnetico guadagnandosi le attenzioni e l’ammirazione di colleghi e degli stessi maestri.

Così dopo qualche apparizione televisiva, appena diciassettenne Gérard Depardieu debutta nella pellicola del regista francese Roger Leenhardt “Le Beatnik et le Minet”. Nel 1970 sposa Elizabeth Guignot (dalla quale poi divorzierà nel 1996) e dalla loro unione nascono i figli Guillaume e Julie. Ha una terza figlia, Roxanne, nata, a quanto pare, da una relazione con l'attrice e modella Karine Sallas.

L'immenso ed immediato successo al cinema di Gérard Depardieu

Gérard Depardieu Bio

Nel solo decennio degli anni Settanta gira così quasi quaranta film tra cui: “Un po’ di sole nell’acqua gelida” (1971) di Jacques Deray; “Il vitalizio” (1972) di Pierre Tchernia; “Il clan dei marsigliesi” (1972) di José Giovanni; ”Il difetto di essere moglie” (1974) di Claude Goretta; “I santissimi” (1974) di Bertrand Blier; “Tre amici, le mogli e (affettuosamente) le altre” (1974) di Claude Sautet; “Stavisky il grande truffatore” (1974) di Alain Resnais; “I baroni della medicina” (1975) di Jacques Rouffio; “Je t’aime moi non plus” (1976) di Serge Gainsbourg; “L’ultima donna” (1976) di Marco Ferreri; “Novecento” (1976) di Bernardo Bertolucci in cui recita al fianco di Robert De Niro, Donald Sutherland, Burt Lancaster, Dominique Sanda e Sterling Hayden; “Tre simpatiche carogne… e vissero insieme felici, imbrogliando etruffando” (1977) di Francis Girod; “Ciao maschio” (1978) ancora di Marco Ferreri; “L’ingorgo – Una storia impossibile” (1979) di Luigi Comencini e “Temporale Rosy” (1979) di Mario Monicelli, in cui tira fuori il meglio di se e da grande prova del suo strabiliante talento. Sono proprio questi anni a consacrarlo al successo, a farlo conoscere al pubblico, a farlo apprezzare dai più grandi registi del mondo ed anche a cucirgli addosso ruoli che interpreterà in molti altri film e che passeranno alla storia.

Anche gli anni Ottanta risultano molto proficui dal punto di vista lavorativo e Gérard Depardieu ha occasione di misurarsi con grandi attori e grandi registi, calandosi nei ruoli più vari e impensabili. Per citare qualche film dell’epoca basta pensare a: “L’ultimo metrò” (1980) di François Truffaut; “Codice d’onore” (1981) di Alain Corneau; “La capra” (1981) di Francis Veber; il bellissimo “La signora della porta accanto! (1981), sempre di Truffaut; ”Il ritorno di Martin Guerre” (1982) di Daniel Vigne; “Danton” (1983) di Andrzej Wajda (per questi ultimi due film vince il National Society of Film Critic Awards come Migliore Attore),“Lui portava i tacchi a spillo” (1986) di Bertrand Blier; l’ampiamente criticato “Sotto il sole di Satana” (1987) di Maurice Pialat; “Camille Claudel” (1988) di Bruno Nuytten e “Il ritorno dei tre moschettieri” (1989) di Richard Lester. Tra un film e l’altro nel 1985 ottiene la Coppa Volpi al Festival del Cinema di Venezia per la sua brillante performance in “Police” di Maurice Pialat. Il 1990 si apre con il debutto a Hollywood, mentre nel 1991 vince un Golden Globe con “Green Card – Matrimonio di convenienza” (1990) di Peter Weir.

Gérard Depardieu, la discussa vita privata e gli altri successi

Gérard Depardieu storiaSi dice che Gérard Depardieu non abbia mai avuto successo in America come nel resto del mondo poiché una volta durante un’intervista al Time, ha dichiarato che durante la tormentata adolescenza aveva preso parte ad uno stupro. Molti ritengono che questa faccenda sia solo il risultato di una traduzione errata della registrazione e che in verità sia stato solo testimone dell’accaduto. Soldi, donne, feste e successo possono nuocere alla salute infatti nel 1990 gli viene ritirata la patente per guida in stato d’ebbrezza e, non contento, nel corso degli anni si schianterà due volte con la sua macchina e con la moto portandolo a un passo dalla morte.

Solo dopo un infarto e un pericoloso intervento a cuore aperto in cui gli viene anche impiantato un bypass, decide di smetterla una volta per tutte con l’alcol. Comunque sia, con “Cyrano de Bergerac” (1990) lascia per sempre nel mondo del cinema, l’impronta di una straordinaria interpretazione che riceve la candidatura all’Oscar, un premio César e la Palma d’Oro a Cannes. Ormai è conosciuto in tutto il mondo e i registi quasi si mettono in fila per averlo nei loro film. Ridley Scott infatti nel 1992 gli affida il ruolo di Cristoforo Colombo in “1942 – La scoperta del Paradiso”, uno dei migliori film di tutta la sua lunga carriera. Seguono “Ma dov’è andata la mia bambina?” (1994) di Steve Miner; “Una pura formalità” (1994) di Giuseppe Tornatore; “Una donna molto speciale” (1996) di Nick Cassavetes ed “Hamlet” (1996) di Kenneth Branagh. Nel 1996 viene insignito con la Legione d'Onore e nel 1997 il Festival del Cinema di Venezia gli assegna il Leone d'Oro alla carriera per il suo contributo al mondo del cinema anche se in realtà nel corso degli anni ha girato dozzine di film destinati alla televisione. Nel 1998 gira due film di discreto successo: per la TV “Il Conte di Montecristo” con Sergio Rubini e Ornella Muti e per il cinema “La maschera di ferro” con Leonardo DiCaprio sotto la regia di Randall Wallace. L’anno dopo senza battere ciglio Gérard Depardieu interpreta coraggiosamente Obelix in “Asterix & Obelix contro Cesare” (1999) diretto da Claude Zidi insieme a Roberto Benigni e Laetitia Casta.

Il 2000 per Gérard Depardieu si apre con “Tutto l’amore che c’è” di Sergio Rubini; con la splendida interpretazione resa in “Vatel” di Roland Joffé e con l‘esilarante commedia “La Carica dei 102” che si candida agli Oscar 2001 per i Migliori Costumi. Nel 2002, dopo il poco riuscito “Vidocq – La maschera senza volto” (2001), gira il secondo episodio di “Asterix e Obelix: Missione Cleopatra” di Alain Chabat con Christian Clavier e Monica Bellucci e “City of Ghosts” di Matt Dillon in cui è molto apprezzato.

L'ascesa di Gérard Depardieu Nel frattempo il suo cuore batte per Carole Bouquet e decide di produrre e dirigere parecchi film (inediti in Italia) e cortometraggi attraverso la casa di produzione da lui fondata, la DD Productions. Nel 2002 recita accanto alla bellissima Sophia Loren in “Cuori Estranei” di Edoardo Ponti. Nonostante i ripetuti tentativi di ritiro dalle scene lo ritroviamo in pellicole come “Sta Zitto... Non rompere” (2003) di Francis Veber; “RRRrrrr!!!” (2004) di Alain Chabat; con Catherine Deneuve in “I tempi che cambiano” (2004) e “36 - Quai Des Orfèvres” (2004) di Olivier Marchal. Poi ha lavorato alla pellicola "Per Sesso o per Amore?" (2006) di Bertrand Blier. La relazione conCarole termina e insieme a Queen Latifah gira “L’ultima vacanza” (2006). Lo troviamo poi ne “La vie en rose” (2007), grazie al quale Marion Cotillard vince l’Oscar e “L’abbuffata” di Mimmo Calopresti.

Ancora una volta veste i panni di Obelix in “Asterix alle Olimpiadi” (2008), diretto però da Frederic Forestier e Thomas Langmann, e successivamente si cimenta in “Babylon A.D.” (2008) di Mathieu Kassovitz; “Nemico pubblico N. 1 – L’istinto di morte” (2008) di Jean-François Richet; “Bellamy” (2009) di Claude Chabrol e “À l’origine” (2009) di Xavier Giannoli. Nel 2010 lo vediamo in "Mammuth" di Benoit Delépine e in "Potiche - La bella statuina" diretto da François Ozon con protagonista Catherine Deneuve.

"La grande passione" di Gérard Depardieu

L’attore veste i panni del buffo Obelix in “Asterix & Obelix al servizio di Sua Maestà”, per la regia di Laurent Tirard  nel 2012 e nello stesso periodo è nel cast del vincitore di 4 Oscar “Vita di Pi” di Ang Lee. Nel 2013 invece recita in un film italiano di Luigi Cecinelli, “Niente può fermarci”, la storia di quattro ragazzi affetti da diverse patologie che decidono di scappare, l’anno seguente è invece nel cast del drammatico “Welcome to New York” e di “La grande passione”.

Mentre la carriera continua ad andare a gonfie vele conosce, s’innamora e convive tuttora con Clementine Igou, una scrittrice franco americana, responsabile del marketing di un’azienda vinicola toscana. Con più di centocinquanta film e performance di ogni genere, Gérard Depardieu si conferma uno dei migliori e talentuosi attori del panorama cinematografico, non sempre compreso ma comunque apprezzato.

Giusy Del Salvatore

Gérard Depardieu Filmografia - Cinema

Gérard Depardieu Filmografia

  • Le beatnik et le minet, regia di Roger Leenhardt (1967)
  • Le cri du cormoran, le soir au-dessus des jonques, regia di Michel Audiard (1970)
  • La vie sentimentale de Georges Le Tueur, regia di Daniel Berger (1971)
  • Un po’ di sole nell’acqua gelida, regia di Jacques Deray (1971)
  • Il vitalizio, regia di Pierre Tchernia (1972)
  • Il commissario Le Guen e il caso Gassot, regia di Denys de La Patellière (1972)
  • Nathalie Granger, regia di Marguerite Duras (1972)
  • Il clan dei marsigliesi, regia di José Giovanni (1972)
  • Au rendez-vous de la mort joyeuse, regia di Juan Luis Buñuel (1973)
  • L’an 01, regia di Jacques Doillon, Alain Resnais e Jean Rouch (1973)
  • L’affare Dominici, regia di Claude Bernard-Aubert (1973)
  • Due contro la città, regia di José Giovanni (1973)
  • Una giornata amara, regia di René Allio (1973)
  • Il difetto di essere moglie, regia di Claude Goretta (1974)
  • Cari amici miei…, regia di Pierre Tchernia (1974)
  • I santissimi, regia di Bertrand Blier (1974)
  • La femme du Gange, regia di Marguerite Duras (1974)
  • Stavisky il grande truffatore, regia di Alain Resnais (1974)
  • Tre amici, le mogli e (affettuosamente) le altre, regia di Claude Sautet (1974)
  • I baroni della medicina, regia di Jacques Rouffio (1975)
  • Je t’aime moi non plus, regia di Serge Gainsbourg (1976)
  • L’ultima donna, regia di Marco Ferreri (1976)
  • Novecento, regia di Bernardo Bertolucci (1976)
  • Maitresse, regia di Barbet Schroeder (1976)
  • Barocco, regia di André Téchiné (1976)
  • Violanta, regia di Daniel Schmid (1977)
  • Tre simpatiche carogne, regia di Francis Girod (1977)
  • Le camion, regia di Marguerite Duras (1977)
  • Baxter, Vera Baxter, regia di Marguerite Duras (1977)
  • Gli aquiloni non muoiono in cielo, regia di Claude Miller (1977)
  • La nuit, tous les chats sont gris, regia di Gérard Zingg (1977)
  • Preparate i fazzoletti, regia di Bertrand Blier (1978)
  • Ciao maschio, regia di Marco Ferreri (1978)
  • La donna mancina, regia di Peter Handke (1978)
  • Zucchero, regia di Jacques Rouffio (1978)
  • L’ingorgo – Una storia impossibile, regia di Luigi Comencini (1979)
  • Dogs man, regia di Alain Jessua (1979)
  • Buffet freddo, regia di Bertrand Blier (1979)
  • Temporale Rosy, regia di Mario Monicelli (1980)
  • Mon oncle d’Amérique, regia di Alain Resnais (1980)
  • Loulou, regia di Maurice Pialat (1980)
  • L’ultimo metrò, regia di François Truffaut (1980)
  • Un commissario al di sotto di ogni sospetto, regia di Claude Zidi (1980)
  • Je vous aime, regia di Claude Berri (1980)
  • Codice d’onore, regia di Alain Corneau (1981)
  • La signora della porta accanto, regia di François Truffaut (1981)
  • La capra, regia di Francis Veber (1981)
  • Il ritorno di Martin Guerre, regia di Daniel Vigne (1982)
  • Il grande fratello, regia di Francis Girod (1982)
  • Danton, regia di Andrzej Wajda (1983)
  • Lo specchio del desiderio, regia di Jean-Jacques Beineix (1983)
  • Les compères – Noi siamo tuo padre, regia di Francis Veber (1983)
  • Fort Saganne, regia di Alain Corneau (1984)
  • Le Tartuffe, regia di Gérard Depardieu (1984)
  • Il desiderio e la corruzione, regia di Philippe Labro (1984)
  • Police, regia di Maurice Pialat (1985)
  • Une femme ou deux, regia di Daniel Vigne (1985)
  • Lui portava i tacchi a spillo, regia di Bertrand Blier (1986)
  • Jean de Florette, regia di Claude Berri (1986)
  • Io odio gli attori, non accreditato, regia di Gérard Krawczyk (1986)
  • La ragazza senza fissa dimora, regia di Tony Gatlif (1986)
  • Due fuggitivi e mezzo, regia di Francis Veber (1986)
  • Sotto il sole di Satana, regia di Maurice Pialat (1987)
  • Drôle d’endroit pour une rencontre, regia di François Dupeyron (1988)
  • Camille Claudel, regia di Bruno Nuytten (1988)
  • Due, regia di Claude Zidi (1989)
  • Il ritorno dei tre moschettieri, regia di Richard Lester (1989)
  • Troppo bella per te!, regia di Bertrand Blier (1989)
  • Voglio tornare a casa!, regia di Alain Resnais (1989)
  • Cyrano de Bergerac, regia di Jean-Paul Rappeneau (1990)
  • Uranus, regia di Claude Berri (1990)
  • Green Card – Matrimonio di convenienza, regia di Peter Weir (1990)
  • Merci la vie, grazie alla vita, regia di Bertrand Blier (1991)
  • Mio padre, che eroe!, regia di Gérard Lauzier (1991)
  • Tutte le mattine del mondo, regia di Alain Corneau (1991)
  • From Time to Time, regia di Jeff Blyth (1992)
  • 1492: la conquista del paradiso, regia di Ridley Scott (1992)
  • Ahimè!, regia non accreditata di Jean-Luc Godard (1993)
  • Germinal, regia di Claude Berri (1993)
  • Ma dov’è andata la mia bambina?, regia di Steve Miner (1994)
  • Una pura formalità, regia di Giuseppe Tornatore (1994)
  • Il colonnello Chabert, regia di Yves Angelo (1994)
  • La machine – Un corpo in prestito, regia di François Dupeyron (1994)
  • Les cent et une nuits de Simon Cinéma, regia di Agnès Varda (1995)
  • Élisa, regia di Jean Becker (1995)
  • L’ussaro sul tetto, regia di Jean-Paul Rappeneau (1995)
  • Soldi proibiti, regia di Jean-Marie Poiré (1995)
  • Le garçu, regia di Maurice Pialat (1995)
  • Una donna molto speciale, regia di Nick Cassavetes (1996)
  • Bogus – L’amico immaginario, regia di Norman Jewison (1996)
  • L’agente segreto, regia di Christopher Hampton (1996)
  • Le plus beau métier du monde, regia di Gérard Lauzier (1996)
  • Hamlet, regia di Kenneth Branagh (1996)
  • XXL, regia di Ariel Zeitoun (1997)
  • La maschera di ferro, regia di Randall Wallace (1998)
  • Il conte di Montecristo, regia di Josée Dayan, (miniserie TV) (1998)
  • La parola amore esiste, regia di Mimmo Calopresti (1998)
  • Bimboland, regia di Ariel Zeitoun (1998)
  • Asterix e Obelix contro Cesare, regia di Claude Zidi (1999)
  • Un pont entre deux rives, regia di Frédéric Auburtin e Gérard Depardieu (1999)
  • Mirka, regia di Rachid Benhadj (2000)
  • Vatel, regia di Roland Joffé (2000)
  • Actors, regia di Bertrand Blier (2000)
  • Tutto l’amore che c’è, regia di Sergio Rubini (2000)
  • Zavist bogov, regia di Vladimir Menshov (2000)
  • La carica dei 102, regia di Kevin Lima (2000)
  • L’apparenza inganna, regia di Francis Veber (2000)
  • Concorrenza sleale, regia di Ettore Scola (2001)
  • CQ, regia di Roman Coppola (2001)
  • Vidocq – La maschera senza volto, regia di Pitof (2001)
  • Streghe verso nord, regia di Giovanni Veronesi (2001)
  • Asterix e Obelix – Missione Cleopatra, regia di Alain Chabat (2002)
  • I Am Dina, regia di Ole Bornedal (2002)
  • Aime ton père, regia di Jacob Berger (2002)
  • Cuori estranei, regia di Edoardo Ponti (2002)
  • City of Ghosts, regia di Matt Dillon (2002)
  • Blanche, regia di Bernie Bonvoisin (2002)
  • Napoléon, regia di Yves Simoneau, (Miniserie TV) (2002)
  • Il patto del silenzio, regia di Graham Guit (2003)
  • Crime Spree – In fuga da Chicago, regia di Brad Mirman (2003)
  • Bon voyage, regia di Jean-Paul Rappeneau (2003)
  • Nathalie…, regia di Anne Fontaine (2003)
  • Sta’ zitto…non rompere, regia di Francis Veber (2003)
  • Les clefs de bagnole, regia di Laurent Baffie (2003)
  • RRRrrrr!!!, regia di Alain Chabat (2004)
  • Spy Zone, regia di Frédéric Auburtin e Laurent Touil-Tartour (2004)
  • I nuovi eroi, regia di Jean Beaudin (2004)
  • 36 Quai des Orfèvres, regia di Olivier Marchal (2004)
  • I tempi che cambiano, regia di André Téchiné (2004)
  • La vie de Michel Muller est plus belle que la vôtre, regia di Michel Muller (2005)
  • Je préfère qu’on reste amis, regia di Olivier Nakache e Eric Toledano (2005)
  • Boudu, regia di Gérard Jugnot (2005)
  • Per sesso o per amore?, regia di Bertrand Blier (2005)
  • Olé!, regia di Florence Quentin (2005)
  • L’ultima vacanza, regia di Wayne Wang (2006)
  • Paris, je t’aime (Episodio Quartier Latin), regia di Gérard Depardieu (2006)
  • Quand j’étais chanteur, regia di Xavier Giannoli (2006)
  • La vie en rose, regia di Olivier Dahan (2007)
  • Michou d’Auber, regia di Thomas Gilou (2007)
  • L’abbuffata, regia di Mimmo Calopresti (2007)
  • Asterix alle Olimpiadi, regia di Frédéric Forestier e Thomas Langmann (2008)
  • Vsyo mogut koroli, regia di Aleksandr Chernyaev (2008)
  • Disco, regia di Fabien Onteniente (2008)
  • Sans arme, ni haine, ni violence, regia di Jean-Paul Rouve (2008)
  • Babylon A.D., regia di Mathieu Kassovitz (2008)
  • Nemico pubblico N. 1 – L’istinto di morte, regia di Jean-François Richet (2008)
  • Nemico pubblico N. 1 – L’ora della fuga, regia di Jean-Francois Richet (2008)
  • Bouquet final, regia di Michel Delgado (2008)
  • Hello Goodbye, regia di Graham Guit (2008)
  • Les enfants de Timpelbach, regia di Nicolas Bary (2008)
  • Diamond 13, regia di Gilles Béhat (2009)
  • Bellamy, regia di Claude Chabrol (2009)
  • À l’origine, regia di Xavier Giannoli (2009)
  • L’autre Dumas, regia di Safy Nebbou (2010)
  • Le grand restaurant, regia di Gérard Pullicino, (Film TV) (2010)
  • La tête en friche, regia di Jean Becker (2010)
  • Glenn, the Flying Robot, regia di Marc Goldstein (2010)
  • Mammuth, regia di Gustave de Kervern e Benoît Delépine (2010)
  • Potiche – La bella statuina, regia di François Ozon (2010)
  • Small World, regia di Bruno Chiche (2010)
  • Asterix e Obelix al servizio di sua maestà, regia di Laurent Tirard (2012)
  • Vita di Pi, regia di Ang Lee (2012)
  • Niente può fermarci, regia di Luigi Cecinelli (2013)
  • La marque des anges – Miserere, regia di Sylvain White (2013)
  • Rasputin, regia di Josée Dayan e Irakli Kvirikadze (2013)
  • Les Invincibles, regia di Frédéric Berthe (2013)
  • Cadences obstinées, regia di Fanny Ardant (2013)
  • Welcome to New York, regia di Abel Ferrara (2014)
  • Le Voyage, regia di Frank Dobrin (2014)
  • La grande passione, regia di Frederic Auburtin (2014)
  • Viktor, regia di Philippe Martinez (2014)
  • Valley of Love, regia di Guillaume Nicloux (2015)
  • Saint Amour, regia di Benoit Délépine e Gustave Kervern (2016)
  • Una squadra da sogno (La Dream Team), regia di Thomas Sorriaux (2016)

Gérard Depardieu Filmografia  - Televisione

  • Il conte di Montecristo (Le Comte de Monte Cristo), regia di Josée Dayan (1999) - miniserie TV
  • I miserabili (Les Misérables), regia di Josée Dayan - miniserie TV (2000)
  • Napoléon, regia di Yves Simoneau - miniserie TV (2002)
  • La maledizione dei Templari, regia di Josée Dayan - miniserie TV (2005)
  • Le grand restaurant, regia di Gérard Pullicino - film TV (2010) - cameo
  • Il caso Rasputin (Raspoutine), regia di Josée Dayan - film TV
  • Marseille - serie TV, 8 episodi (2016-in corso)

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