Cosa fai a Capodanno? (2018)

Cosa fai a Capodanno? – Recensione: cinepanettone alternativo che non convince

Cosa fai a Capodanno? recensione

Filippo Bologna, scrittore e sceneggiatore, per il suo passaggio dietro alla macchina da presa, strada intrapresa da molti suoi colleghi, decide di cimentarsi direttamente in un lungometraggio, una sorta di film corale ambientato il 31 dicembre, da cui il titolo “Cosa fai a Capodanno?”.

In uno chalet tra i boschi innevati, i padroni di casa decidono di salutare il vecchio anno organizzando una serata tra scambisti, che assicuri a tutti un po’ di trasgressione: questo l’incipit di un film dalle tante promesse che non decolla mai, annoiando oltremodo lo spettatore.

Quello che stupisce è che le falle del film non risiedono nella regia, come ci si potrebbe aspettare da un’opera prima di chi alle spalle non ha come bagaglio neppure un corto, perché la regia è di maniera ma ineccepibile, i problemi risiedono in quello che dovrebbe essere il punto forte del Bologna: la sceneggiatura. A voler mettere troppa carne al fuoco si rischia spesso di bruciare tutto, ed è quello che accade in “Cosa fai a Capodanno?”.

Cosa fai a Capodanno?: Filippo Bologna scrive e dirige un film mediocre

Il film nell’intenzione del regista doveva essere una black comedy con un tocco western, che rimandasse alle commedie all’italiana di Monicelli e Ferreri, e portasse con sé il sapore di Tarantino e dei Coen, risulta invece uno sterile susseguirsi di sequenze che non conducono da nessuna parte. Ma veramente Filippo Bologna, che ha co-sceneggiato “Perfetti sconosciuti” e “L’ultima ruota del carro”, lo stesso Bologna che ha ideato e scritto (assieme al regista Alessandro Celli) quel gioiellino di corto che è “La pagella”, può pensare che sia credibile che in un incontro di scambisti ci si trattenga a disquisire di immigrati e razzismo? A volte, per quanto prolifica, occorrerebbe porre un freno alla propria fantasia, per evitare di scadere nel ridicolo. Alcuni momenti sono davvero imbarazzanti, e ci si chiede come un cast di volti popolari, come questo che divide il set di “Cosa fai a Capodanno?”, possa essere arrivato a tanto.

Non basta muovere bene la macchina da presa e coinvolgere fior di professionisti per fare un buon film, alla base ci sono sempre le idee, e quelle buone latitano in tutto il narrato. Comprendiamo la voglia di stupire che potrà magari aver accompagnato questa prima prova dietro la macchina da presa, ma per quanto si fatichi non si riesce a dare un senso al tutto. Veramente dovrebbe ancora scatenare la risata un uomo che si sofferma su una parete in cui stanno appese le corna di un cervo?
Strappano il sorriso i rimandi al “Grande Fratello” in una battuta della Pastorelli, e i siparietti di Massimo De Lorenzo e Carlo De Ruggieri, sfortunati addetti del catering. Incantevole la colonna sonora... il resto è noia!

Maria Grazia Bosu

Cosa fai a capodanno PosterFilippo Bologna, già noto per essere stato tra gli sceneggiatori dell’acclamato successo "Perfetti Sconosciuti", scrive e dirige una frizzante commedia degli equivoci.

Cosa fai a Capodanno?: un cast d’eccezione e un irriverente piano per salutare l’anno nuovo costituiscono gli ingredienti perfetti per un’ originale commedia corale

In uno chalet sulle montagne dell’Alto Adige, tre coppie tra loro sconosciute prendono parte a una festa per passare il Capodanno. L’evento a cui partecipano prevede però un modo insolito per festeggiare il nuovo anno: allo scoccare della mezzanotte, gli invitati, invece che dedicarsi a brindisi e fuochi d’artificio, metteranno da parte i buoni propositi e si lasciano andare in un’orgia! Un progetto perfetto per gli ospiti di questo chalet, che per quanto conducano vite diverse, sono uniti dal comune denominatore dell’insoddisfazione, che scandisce i lenti ritmi di una quotidianità da cui vogliono evadere.

A stravolgere i loro piani sarà però l’inaspettato arrivo di una coppia di ladri, che vedendosi costretti ad abbandonare il loro piano di svaligiare la casa, si fingeranno i padroni per tenere salda la loro copertura. Si susseguiranno così vicende tragicomiche che non potranno fare a meno di divertire.

Da “Perfetti Sconosciuti” a “ Cosa fai a Capodanno?” Filippo Bologna continua ad analizzare le complesse dinamiche relazionali

Oltre a far divertire, lo sceneggiatore e regista senese sposta il centro dell’attenzione sui delicati rapporti personali, che per quanto possano essere difficili sono indispensabili per l’uomo. Così Filippo Bologna fonda le intere vicende sugli sviluppi sentimentali dei personaggi ed, intelligentemente, oltre a far ridere gli spettatori, offre loro uno spunto di riflessione riguardo le interazioni sociali dei nostri tempi.

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