Vittorio De Sica

Vittorio De Sica, attore brillante di commedie leggere e regista dallo sguardo unico di capolavori, è stato l'immagine del cinema italiano per più di quaranta anni.

Vittorio De Sica dal teatro al cinema: "Ieri, oggi e domani" il padre del neorealismo

(Sora, 7 luglio 1901 – Neuilly-sur-Seine, 13 novembre 1974)

Vittorio De Sica baffiVittorio De Sica, nato a Sora (FR) il 7 luglio 1901, oltre a essere un acclamato attore, è considerato insieme a Visconti e Rossellini uno dei padri del neorealismo italiano.

Nato in una famiglia della piccola borghesia meridionale, il padre faceva l’assicuratore, De Sica si trasferisce a Napoli, dove comincia giovanissimo ad esibirsi come attore teatrale. Ben presto è scritturato per alcune particine nella nascente industria cinematografica italiana, ma preferisce comunque il teatro. Dalla gavetta, nel 1930 raggiunge il ruolo di primo attore nella compagnia di Mario Mattoli.

Acquisita ormai una fama di livello nazionale fonda una propria compagnia nel 1933, insieme a Sergio Tofano e Giuditta Rissone. In questi anni non trascura di lavorare per la radio, con divertenti sketch comici, oltre che per il cinema. Il regista Mario Camerini, uno dei più importanti autori della cinematografia di quegli anni, ne fa il suo attore-simbolo. Per Camerini, De Sica interpreta numerosissime commedie brillanti nelle quali dimostra le sue eccezionali doti di humour e recitazione.

Fra i più grandi successi dell’epoca si ricorda “Gli uomini, che mascalzoni” (1932) che lancia la famosissima canzone “Parlami d’amore Mariù” e “Il signor Max” (1937), commedia degli equivoci nella quale interpreta il ruolo di un giornalaio scambiato per un ricco aristocratico. Il trionfo di questa serie di film è enorme e De Sica si sente ormai pronto per seguire le orme del suo maestro, Camerini.

Il 'miracolo': la rapida consacrazione da regista

Nel 1940 Vittorio De Sica gira il suo primo lavoro da regista “Rose scarlatte”. Dopo alcune commedie, realizza inaspettatamente "I bambini ci guardano" (1944), malinconica descrizione di una tragedia familiare vista dalla prospettiva di un bambino. Il lungometraggio si distacca nettamente dalla media della produzione del periodo ed è attualmente considerato un abbozzo di quella che diventerà la poetica del neorealismo.

Intanto l’Italia è travolta fatalmente dalla guerra che causa il crollo del regime fascista e la feroce occupazione nazista di Roma. Insieme allo sceneggiatore Cesare Zavattini, De Sica cerca di descrivere la misera situazione dei bambini coinvolti nel conflitto nel commovente “Sciuscià” (1946). La pellicola descrive le avventure di due scugnizzi napoletani che cercano di sopravvivere fra duro lavoro, furtarelli e riformatorio. Il film, ignorato in patria, ha un impatto durissimo sull’opinione pubblica internazionale. A Hollywood gli conferiscono un premio Oscar speciale, in mancanza di un’apposita categoria per film stranieri.

Con “Ladri di biciclette” (1948), sceneggiato da Zavattini e interpretato da attori non professionisti, il linguaggio del neorealismo giunge a una piena maturazione. La storia dell’attacchino Antonio, derubato della sua bicicletta, che vagabonda per Roma insieme al figlioletto cercando di recuperarla, resta una pietra miliare nella cinematografia di tutti i tempi. Ancora una volta è il successo internazionale a salvare Vittorio De Sica dalla bancarotta, dato che aveva investito tutti i suoi risparmi nel film. Nonostante le critiche del giovane Giulio Andreotti, che dichiara che “i panni sporchi” della povertà italiana vanno lavati in famiglia, il film è accolto trionfalmente in Francia e negli USA, dove vince un altro premio Oscar.

Insieme al fantasioso “Miracolo a Milano” (1951) e al drammatico “Umberto D” (1952) queste pellicole del dopoguerra sono unanimemente considerate i capolavori del regista. Per finanziare i suoi lavori, De Sica non abbandona l’attività di attore brillante, protagonista di film molto amati come “Pane, amore e fantasia” (1953), “Pane, amore e gelosia”(1954) di Luigi Comecini, in coppia con Gina Lollobrigida, “Pane, amore e…” (1955) di Dino Risi con Sophia Loren, o “Il conte Max” (1957), remake del precedente lavoro di Camerini, dove duetta col giovane Alberto Sordi.

Uno sguardo al 'domani': l'abbandono del neorealismo

Negli anni ’60 Vittorio De Sica abbandona la stretta osservanza neorealista confezionando pellicole di grande successo come “La ciociara” (1960) con Sofia Loren o “Ieri, oggi e domani” (1963) con la coppia Loren-Mastroianni, film che gli frutta il terzo Oscar della sua carriera. Intanto continua a mietere successi come attore ne “I due marescialli”(1961) in coppia con Totò o “Un italiano in America” (1967) ancora con Sordi. In questi anni è anche attivissimo in TV, insieme a Mina, Corrado e Delia Scala.

Il suo ultimo successo registico risale al 1970 quando gira una riduzione del romanzo di Giorgio Bassani “Il giardino dei Finzi-Contini”, storia di una famiglia ebrea sterminata dalle persecuzioni nazi-fasciste. Il film vince un Oscar e l’Orso d’Oro al Festival di Berlino. Dopo aver realizzato una riduzione da Pirandello, “Il viaggio” (1974) con Sofia Loren, si sottopone a una delicata operazione ai polmoni, morendo per le conseguenze dell’intervento il 13 novembre 1974, a Neuilly-sur-Seine, vicino Parigi.

Fabio Benincasa

Vittorio De Sica Filmografia - Attore

Vittorio De Sica con Gina Lollobrigida

Vittorio De Sica è il maresciallo Antonio Carotenuto in "Pane, amore e fantasia" (1953), pellicola di Lugi Comencini con Gina Lollobrigida.

  • Il processo Clemenceau, regia di Edoardo Bencivenga (1917)
  • La bellezza del mondo, regia di Mario Almirante (1927)
  • La compagnia dei matti, regia di Mario Almirante (1928)
  • La vecchia signora, regia di Amleto Palermi (1931)
  • Due cuori felici, regia di Baldassarre Negroni (1932)
  • Gli uomini, che mascalzoni..., regia di Mario Camerini (1932)
  • La segretaria per tutti, regia di Amleto Palermi (1932)
  • Un cattivo soggetto, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1933)
  • La canzone del sole, regia di Max Neufeld (1933)
  • Il signore desidera?, regia di Gennaro Righelli (1933)
  • Lisetta, regia di Carl Boese (1934)
  • Tempo massimo, regia di Mario Mattoli (1934)
  • Paprika, regia di Carl Boese (1934)
  • Amo te sola, regia di Mario Mattoli (1935)
  • Darò un milione, regia di Mario Camerini (1935)
  • Lohengrin, regia di Nunzio Malasomma (1935)
  • Non ti conosco più, regia di Nunzio Malasomma (1936)
  • Ma non è una cosa seria, regia di Mario Camerini (1936)
  • L'uomo che sorride, regia di Mario Mattoli (1936)
  • Questi ragazzi, regia di Mario Mattoli (1937)
  • Il signor Max, regia di Mario Camerini (1937)
  • Napoli d'altri tempi, regia di Amleto Palermi (1937)
  • La mazurka di papà, regia di Oreste Biancoli (1938)
  • Partire, regia di Amleto Palermi (1938)
  • Hanno rapito un uomo, regia di Gennaro Righelli (1938)
  • L'orologio a cucù, regia di Camillo Mastrocinque (1938)
  • Le due madri, regia di Amleto Palermi (1938)
  • Castelli in aria, regia di Augusto Genina (1939)
  • Ai vostri ordini, signora, regia di Mario Mattoli (1939)
  • I grandi magazzini, regia di Mario Camerini (1939)
  • Finisce sempre così, regia di Enrique T. Susini (1939)
  • Rose scarlatte, regia di Giuseppe Amato e Vittorio De Sica (1939)
  • Manon Lescaut, regia di Carmine Gallone (1940)
  • Pazza di gioia, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1940)
  • Maddalena: zero in condotta, regia di Vittorio De Sica (1940)
  • La peccatrice, regia di Amleto Palermi (1940)
  • L'avventuriera del piano di sopra, regia di Raffaello Matarazzo (1941)
  • Teresa Venerdì, regia di Vittorio De Sica (1941)
  • Un garibaldino al convento, regia di Vittorio De Sica (1942)
  • La guardia del corpo, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1942)
  • Se io fossi onesto, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1942)
  • I nostri sogni, regia di Vittorio Cottafavi (1943)
  • Nessuno torna indietro, regia di Alessandro Blasetti (1943)
  • L'ippocampo, regia di Gian Paolo Rosmino (1943)
  • Non sono superstizioso... ma!, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1943)
  • Lo sbaglio di essere vivo, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1945)
  • Il mondo vuole così, regia di Giorgio Bianchi (1946)
  • Roma città libera, regia di Marcello Pagliero (1946)
  • Abbasso la ricchezza!, regia di Gennaro Righelli (1946)
  • Lo sconosciuto di San Marino, regia di Michal Waszynski e Vittorio Cottafavi (1947)
  • Cuore, regia di Duilio Coletti (1947)
  • Natale al campo 119, regia di Pietro Francisci (1947)
  • Sperduti nel buio, regia di Camillo Mastrocinque (1947)
  • Domani è troppo tardi, regia di Léonide Moguy (1949)
  • Buongiorno, elefante!, regia di Gianni Franciolini (1951)
  • Cameriera bella presenza offresi..., regia di Giorgio Pàstina (1951)
  • Altri tempi (Episodio Il processo di Frine), regia di Alessandro Blasetti (1952)
  • L'orso (Episodio de Il matrimonio), regia di Antonio Petrucci (1953)
  • Incidente a Villa Borghese (Episodio di Villa Borghese), regia di Gianni Franciolini (1953)
  • Pendolin (Episodio di Cento anni d'amore), regia di Lionello De Felice (1953)
  • I gioielli di madame de..., regia di Max Ophüls (1953)
  • Pane, amore e fantasia, regia di Luigi Comencini (1953)
  • Gran varietà (Episodio Il fine dicitore), regia di Domenico Paolella (1954)
  • Peccato che sia una canaglia, regia di Alessandro Blasetti (1954)
  • Pane, amore e gelosia, regia di Luigi Comencini (1954)
  • Il divorzio (Episodio de Il letto), regia di Gianni Franciolini (1954)
  • Allegro squadrone, regia di Paolo Moffa (1954)
  • Vergine moderna, regia di Marcello Pagliero (1954)
  • Scena all'aperto (Episodio di Tempi ostri - Zibaldone n. 2), regia di Alessandro Blasetti (1954)
  • Don Corradino, regia di Alessandro Blasetti (1954)
  • I giocatori (Episodio de L'oro di Napoli), regia di Vittorio De Sica (1954)
  • La bella mugnaia, regia di Mario Camerii (1955)
  • Gli ultimi cinque minuti, regia di Giuseppe Amato (1955)
  • Il segno di Venere, regia di Dino Risi (1955)
  • Pane, amore e..., regia di Dino Risi (1955)
  • Racconti romani, regia di Gianni Franciolini (1955)
  • Il bigamo, regia di Luciano Emmer (1955)
  • I giorni più belli, regia di Mario Mattoli (1955)
  • Mio figlio Nerone, regia di Steno (1956)
  • I colpevoli, regia di Turi Vasile (1956)
  • Noi siamo le colonne, regia di Luigi Filippo D'Amico (1956)
  • Tempo di villeggiatura, regia di Antonio Racioppi (1956)
  • Montecarlo, regia di Sam Taylor e Giulio Macchi (1956)
  • Souvenir d'Italie, regia di Antonio Pietrangeli (1957)
  • Padri e figli, regia di Mario Monicelli (1957)
  • Casinò de Paris, regia di André Hunebelle (1957)
  • Pane, amore e Andalusia, regia di Javier Setó (1957)
  • Il conte Max, regia di Giorgio Bianchi (1957)
  • La donna che venne dal mare, regia di Francesco De Robertis (1957)
  • Il medico e lo stregone, regia di Mario Monicelli (1957)
  • Vacanze a Ischia, regia di Mario Camerini (1957)
  • Totò, Vittorio e la dottoressa, regia di Camillo Mastrocinque (1957)
  • Addio alle armi, regia di Charles Vidor (1957)
  • Amore e chiacchiere, regia di Alessandro Blasetti (1957)
  • Ballerina e Buon Dio, regia di Antonio Leonviola (1958)
  • Gli zitelloni, regia di Giorgio Bianchi (1958)
  • Pezzo, capopezzo e capitano, regia di Wolfgang Staudte (1958)
  • Anna di Brooklyn, regia di Reginald Denham e Carlo Lastricati (1958)
  • Domenica è sempre domenica, regia di Camillo Mastrocinque (1958)
  • Uomini e nobiluomini, regia di Giorgio Bianchi (1958)
  • La ragazza di piazza San Pietro, regia di Piero Costa (1958)
  • Nel blu dipinto di blu, regia di Piero Tellini (1958)
  • Policarpo, ufficiale di scrittura, regia di Mario Soldati (1958)
  • La prima notte, regia di Alberto Cavalcanti (1958)
  • Fernando I, re di Napoli, regia di Gianni Franciolini (1959)
  • Gastone, regia di Mario Bonnard (1959)
  • Il generale Della Rovere, regia di Roberto Rossellini (1959)
  • Il mondo dei miracoli, regia di Luigi Capuano (1959)
  • Il moralista, regia di Giorgio Bianchi (1959)
  • Il nemico di mia moglie, regia di Gianni Puccini (1959)
  • Vacanze d'inverno, regia di Camillo Mastrocinque (1959)
  • Napoleone ad Austerlitz, regia di Abel Gance (1960)
  • La sposa bella, regia di Nunnally Johnson e Mario Russo (1960)
  • Le tre eccetera del colonnello, regia di Claude Boissol (1960)
  • Le pillole di Ercole, regia di Luciano Salce (1960)
  • Un amore a Roma, regia di Dino Risi (1960)
  • Il vigile, regia di Luigi Zampa (1960)
  • La baia di Napoli, regia di Melville Shavelson (1960)
  • La miliardaria, regia di Anthony Asquith (1960)
  • Gli attendenti, regia di Giorgio Bianchi (1961)
  • L'onorata società, regia di Riccardo Pazzaglia (1961)
  • Il giudizio universale, regia di Vittorio De Sica (1961)
  • Le meraviglie di Aladino, regia di Mario Bava ed Henry Levin (1961)
  • I celebri amori di Enrico IV, regia di Claude Autant-Lara (1961)
  • La Fayette, una spada per due bandiere, regia di Jean Dréville (1961)
  • I due marescialli, regia di Sergio Corbucci (1961)
  • Gli incensurati, regia di Francesco Giaculli (1961)
  • Eva, regia di Joseph Losey e Guidarino Guidi (1962)
  • Le avventure e gli amori di Moll Flanders, regia di Terence Young (1965)
  • Io, io, io... e gli altri, regia di Alessandro Blasetti (1966)
  • Gli altri, gli altri e noi, regia di Maurizio Arena (1966)
  • Un italiano in America, regia di Alberto Sordi (1967)
  • Colpo grosso alla napoletana, regia di Ken Annakin (1968)
  • Caroline chérie, regia di Denys de La Patellière (1968)
  • L'uomo venuto dal Kremlino, regia di Michael Anderson (1968)
  • Se è martedì deve essere il Belgio, regia di Mel Stuart (1969)
  • Una su 13, regia di Nicholas Gessner e Luciano Lucignani (1969)
  • Cose di Cosa Nostra, regia di Steno (1970)
  • Trastevere, regia di Fausto Tozzi (1971)
  • Io non vedo, tu non parli, lui non sente, regia di Mario Camerini (1971)
  • L'odore delle belve, regia di Richard Balducci (1972)
  • Siamo tutti in libertà provvisoria, regia di Manlio Scarpelli (1972)
  • Grande slalom per una rapina, regia di George Englund (1972)
  • Le avventure di Pinocchio, regia di Luigi Comencini (1972)
  • Ettore lo fusto, regia di Enzo G. Castellari (1972)
  • Piccoli miracoli, regia di Jeannot Szwarc, (Film TV) (1973)
  • Storia de fratelli e de cortelli, regia di Mario Amendola (1973)
  • Il delitto Matteotti, regia di Florestano Vancini (1973)
  • Viaggia, ragazza, viaggia, hai la musica nelle vene, regia di Pasquale Squitieri (1974)
  • Dracula cerca sangue di vergine...e morì di sete!!!, regia di Paul Morrissey e Antonio Margheriti (1974)
  • C'eravamo tanto amati, regia di Ettore Scola (1974)
  • Intorno, regia di Manuel De Sica, (Cortometraggio) (1974)
  • L'eroe, regia di Manuel De Sica, (Film TV) (1974)

Vittorio De Sica Filmografia - Regista

  • Rose scarlatte, co-regìa con Giuseppe Amato (1939)
  • Maddalena... zero in condotta (1940)
  • Teresa Venerdì (1941)
  • Un garibaldino al convento (1942)
  • I bambini ci guardano (1943)
  • La porta del cielo (1944)
  • Sciuscià (1946)
  • Natale al campo 119 di Pietro Francisci (1947)
  • Ladri di biciclette (1948)
  • Miracolo a Milano (1950)
  • Umberto D. (1952)
  • Stazione Termini (1953)
  • L'oro di Napoli (1954)
  • Il tetto (1955)
  • La ciociara (1960)
  • Il giudizio universale (1961)
  • Boccaccio '70 (Episodio La riffa) (1962)
  • I sequestrati di Altona (1962)
  • Il boom (1963)
  • Ieri, oggi, domani (1963)
  • Matrimonio all'italiana (1964)
  • Un mondo nuovo (1965)
  • Caccia alla volpe (1966)
  • Le streghe (Episodio Una sera come le altre) (1967)
  • Sette volte donna (1967)
  • Amanti (1968)
  • I girasoli (1970)
  • Il giardino dei Finzi-Contini (1970)
  • Le coppie (Episodio Il leone) (1970)
  • Dal referendum alla Costituzione, ovvero il 2 giugno - Nascita della Repubblica (Documentario TV) (1971)
  • I cavalieri di Malta (Documentario TV) (1971)
  • Lo chiameremo Andrea (1972)
  • Una breve vacanza (1973)
  • Il viaggio (1974)

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