Sono tornato (2018)

Sono tornato - Recensione: Mussolini è in città

Roma, giorni nostri, dopo ottant'anni dalla sua scomparsa, Benito Mussolini ritorna in vita ed inizia ad aggirarsi fra noi, nell'Italia di oggi. Un giovane documentarista, Andrea Canaletti, lo scopre e, pensando che si tratti di un attore particolarmente ben calato nel personaggio, decide di renderlo protagonista del suo nuovo documentario, che in breve tempo raggiunge una fama inaspettata. Questo è lo spunto da cui parte il nuovo film di Luca Miniero, nelle sale italiane a partire dal primo febbraio del 2018.

Il film è una riuscitissima commedia politicamente molto scorretta che, tra una risata e l'altra, pone molti interrogativi inquietanti sulla società nella quale viviamo.

Sono tornato: un film nel quale si ride molto, nonostante tutto

Il lato comico del film è particolarmente ben riuscito. La satira funziona, portata avanti da un Popolizio mai così bravo, e diverte davvero molto. Diverte anche se ci si sofferma a riflettere attentamente su cosa si sta guardando. E proprio quando il colpo va a segno e si capisce che gli autori, in realtà, non stanno parlando di un dittatore morto da ottant'anni, ma proprio di noi, oggi, si ride ancora di più, di un riso amaro ed, in buona parte, agghiacciante. Perché in realtà è questo l'unico aggettivo che viene in mente osservando la rappresentazione che il film dà della nostra società: agghiacciante. E si rimane di certo agghiacciati alla vista di tutti quei giovani italiani, con il volto “pixellato” per essere irriconoscibili, che fanno il saluto romano al redivivo duce quando passa in parata.

È un film che non giudica, ma mostra. Mette in luce tutti i demoni che vivono dentro di noi. Tutta la “terribile indulgenza che proviamo nei confronti di un tema, quello del fascismo, apparentemente indolore”, come dice Luca Miniero nelle sue note di regia. E lascia che sia lo spettatore a giudicare.

Sono tornato: lo stile documentaristico

Il film usa uno stile che mescola cinema e documentario in maniera originale, usando sia telecamere cinematografiche “invisibili”, sia telecamere televisive che entrano in campo e sono ben dichiarate allo spettatore. Mescola momenti recitati “da copione” a interviste in stile candid camera, dove i passanti (veri) che incontrano il duce (finto) sono ignari di far parte di un film, ed esprimono liberamente i propri pareri ed idee, parlando con lui. Utilizza anche filmati storici di repertorio, riprese fatte con cellulari, telecamere nascoste. Tutti i molteplici linguaggi impiegati aumentano l'effetto di realismo della pellicola, dando la sensazione di star guardando un documentario piuttosto che un prodotto di finzione.

Sono tornato: Popolizio interpreta il duce

Massimo Popolizio dà una grande prova d'attore in una interpretazione che non vuole essere mimetica nella forma, ma nella sostanza. Improvvisa le interviste con persone che non sanno di far parte di un film, rimanendo sempre incredibilmente coerente e provocatorio nel suo ruolo.

Assieme a lui spicca Ariella Reggio, grande attrice teatrale, nel ruolo della nonna Lea, che offre l'unica cosa in grado di salvarci dall'orrore del ritorno di una nuova dittatura: la memoria.

Efficaci tutti gli altri, tra cui si apprezza la naturalezza della giovane Eleonora Belcamino. Nessuna nota stonata in un'orchestra che fa il suo dovere con perizia.

Sono tornato: conclusioni

"Sono tornato" è un film che dividerà il pubblico, uno di quelli che o si odia o si ama, semplice ma per nulla facile. Un film necessario. Un film che non dà risposte, ma pone molte domande. Un film che richiede molto tempo, dopo la visione, per essere elaborato. Un film che vale decisamente la pena vedere.

Nicola De Santis

 

  • Regia: Luca Miniero
  • Cast: Massimo Popolizio, Frank Matano, Stefania Rocca
  • Genere: Commedia, Colore
  • Durata: 100 minuti
  • Produzione: Italia, 2018
  • Distribuzione: Vision Distribution
  • Data di uscita: 1 febbraio 2018

sono tornato posterIl film "Sono tornato" vede il riaffacciarsi di Benito Mussolini nell’epoca contemporanea. Un giovane regista amatoriale, interpretato da Frank Matano, cerca di mostrare le sue capacità, ma nessuno è disposto a dargli fiducia. Un giorno incontra per caso Benito Mussolini (Massimo Popolizio), tornato per magia in vita, e credendolo un comico satirico, inizia a seguirlo e filmarlo; i video, divenuti molto popolari, faranno si che la storia si ripeta e andranno a rafforzare un sentimento di amore e fiducia nel cuore degli italiani nei confronti di Mussolini.

"Sono tornato" e "Lui è tornato"

"Sono tornato" è diretto dal regista e sceneggiatore italiano Luca Miniero. Come già accaduto per un altro film di Miniero, "Benvenuti al Sud" (2010), remake italiano del film francese "Giù al Nord", il film "Sono tornato" è un remake di un film tedesco del 2015 diretto da David Wnendt, “Lui è tornato”, basato sul bestseller dal titolo omonimo di Timur Vermes. Al posto della figura di Benito Mussolini che anima "Sono tornato", in "Lui è tornato" il protagonista è Adolf Hitler che si risveglia da un’ibernazione nella Berlino del 2014. Scoperto da un aspirante regista che lo scambia per un attore molto dotato, Hitler riesce a riguadagnare consensi dai tedeschi grazie ai video che gira il giovane regista e che vengono diffusi su Internet; creduto da tutti un comico, la sua crescente popolarità lo porta addirittura in numerosi programmi televisivi che cercano di sfruttare la sua popolarità: allo stesso modo, in "Sono tornato", Mussolini, sebbene spaesato da una realtà che non gli appartiene, intuisce velocemente come sfruttare l’audience per riconquistare le masse moderne.

Nel cast di "Sono tornato", Massimo Popolizio, attore e doppiatore italiano, e Frank Matano, comico, doppiatore, attore e youtuber italiano.

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