Paolo Villaggio – Biografia Paolo Villaggio: grande attore comico memorabile anche in prove drammatiche
(Genova, 31 Dicembre 1932)
Nella finzione lo conosciamo attraverso i volti dei personaggi da lui stesso creati ed interpretati: Fracchia e lo sventurato ragionier Ugo Fantozzi che con voce sommessa, a tratti sfiatata, pronuncia la celebre battuta “Come è umano lei”, incurante dell’ingenua moglie Pina e spaventato alla vista della “scimmiesca” figlia Mariangela. Nella realtà è Paolo Villaggio, grande attore comico italiano e non solo. Inventore di una satira sociale pungente, esordisce come cabarettista e poi come conduttore di trasmissioni televisive con monologhi caratterizzati da una comicità profonda, fisica e dissacrante, mirante ad evidenziare i gravi problemi della nostra Italia.
Nato a Genova il 31 dicembre del 1932, trascorre un’infanzia in povertà a causa dalla Seconda Guerra Mondiale. Dapprima cameriere poi speaker alla BBC, è intrattenitore sulle navi da crociera con l’amico Fabrizio De Andrè per il quale scrive le canzoni “Il Fannullone” e “Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers”. Quando poi entra a far parte della compagnia goliardica Mario Baistrocchi, il suo talento è inevitabilmente notato da Maurizio Costanzo che nel 1967 lo invita ad esibirsi in un cabaret a Roma. Fondamentale per il suo successo è il lavoro da impiegato all’Italsider durante il quale si ispira, tramite un suo collega, alla creazione di Fantozzi, personaggio esasperatamente grottesco che lo rende popolarissimo. Precedente al suo successo cinematografico, un’intensa e continua attività televisiva e giornalistica: il suo primo programma da conduttore è “Quelli della domenica” (1968), nel quale veste i panni dell’aggressivo Professor Kranz. In seguito assume la conduzione di “È domenica, ma senza impegno” (1969) con la partecipazione di Cochi e Renato, il Quartetto Cetra, Ombretta Colli e Gianni Agus. Qui l’artista genovese dà vita al suo primo personaggio sottomesso, Fracchia, poi ripreso in una serie televisiva di 4 episodi.
Nel frattempo, dal 1968, l’Europeo e L’Espresso pubblicano i suoi racconti tratti dai monologhi televisivi, nei quali vanno definendosi i tratti più caratteristici del personaggio fantozziano: il ragioniere umile e dal carattere debole, perseguitato dal direttore della ditta in cui lavora e completamente assorbito dal servilismo del sistema aziendale. Il primo libro di “Fantozzi”, pubblicato nel 1971, diventa un best-seller a tal punto da spingere Villaggio a scriverne il seguito, “Il secondo tragico libro di Fantozzi” (1974). Dal mestiere di scrittore a quello di attore il passo è breve. Già nel 1968 ha esordito al cinema con “Eat It”, mostrando la sua bravura sia da attore solista, sia in coppia con Vittorio Gassman, suo collega anche in teatro. Nel 1970 interpreta nel film di Mario Monicelli, “Brancaleone alle crociate”, il soldato alemanno Torz; mentre risale al 1974 l’inizio del sodalizio con il regista Luciano Salce, che porterà Fantozzi sul grande schermo tramite un film omonimo, interpretato dallo stesso Villaggio. “Fantozzi” raggiunge così un grandissimo successo, tale da allontanare sempre di più l’artista genovese dall’immagine del conduttore cattivo e pungente degli esordi, collocandolo in una sfera esclusivamente comica. È ancora Salce a dirigere “Il secondo tragico Fantozzi” (1976) e acoinvolgere l’attore in altri progetti (“Il… Belpaese”, 1977) fino a “Rag. Arturo De Fanti, bancario precario” (1980).
Nel frattempo è “Il signor Robinson, mostruosa storia d’amore e d’avventure” (1976) di Sergio Corbucci, versione fantozziana di Robinson Crusoe, e la parodia del famoso romanzo di Stevenson, “Dottor Jekyll e gentile signora” (1979). Continua l’attività di scrittore con: “Le lettere di Fantozzi” (1976) e “Fantozzi contro tutti” (1979). Quest’ultimo è reso un film da Villaggio con l’aiuto di Neri Parenti, la cui stretta collaborazione inizia a partire da “Fracchia la belva umana” (1981) e continua per tutta la serie fantozziana, fino al penultimo episodio, “Fantozzi – Il ritorno” (1996). Dà la voce a Mikey, il piccolo protagonista di “Senti chi parla” (1989) e “Senti chi parla 2” (1990). Nel 1990, inoltre, vive una grande svolta professionale: con la partecipazione a “La voce della Luna”, opera di Federico Fellini, Villaggio vince il David di Donatello. Da qui viene rivalutato come attore, nonostante la saga di Fantozzi continui fino a “Fantozzi 2000 – La clonazione” (1999).
Tra altri premi di grande rilevanza: il Leone d’Oro alla carriera (1992), il Pardo d’onore alla carriera (2000) e il David di Donatello alla carriera (2009). Nello stesso anno lo vediamo in "Questione di cuore" e in "Generazione 1000 euro". Il tutto accompagnato dalla regolare pubblicazione di libri: “Fantozzi saluta e se ne va: le ultime lettere del rag Ugo Fantozzi” (1994), “Vita morte e miracoli di un pezzo di merda” (2002), opera autobiografica in cui l’autore parla della famiglia, “Storia della libertà di pensiero” (2008) e “Storie di donne straordinarie” (2009). Negli anni ’90 torna a lavorare in teatro in opere di Checov, Moliere e Pirandello. Più recentemente il simpatico artista ha infine condotto il tg satirico “Striscia la notizia” al fianco di Massimo Boldi, partecipato alla fiction “Carabinieri”.
Elisa Cuozzo
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