Anna Bonaiuto – Biografia
Anna Bonaiuto (Latisana, 28 gennaio 1950) è uno dei pochi ultimi volti rimasti del buon cinema italiano
Nata a Latisana, in Friuli da genitori napoletani, già da piccolissima Anna Bonaiuto è determinata riguardo al suo futuro, la sua crescente passione per la recitazione la porta a ventidue anni a diplomarsi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica.
Riesce da subito a dare prova della sua bravura lavorando sia in teatro che al cinema. Alcuni tra i più grandi registi da palcoscenico la scelgono per le loro rappresentazioni, Mario Missiroli, Luca Ronconi, Mario Martone, Carlo Cecchi, e il collega Toni Servillo.
Nel 1973 esordisce al cinema con il film “Teresa la ladra” di Carlo Di Palma, con la magistrale Monica Vitti e un giovanissimo Michele Placido, seguono: “Film d'amore e d'anarchia, ovvero stamattina alle 10 in Via dei Fiori nella nota casa di tolleranza” (1973) di Lina Wertmüller, “Virilità” (1974) di Paolo Cavara, “Squadra Antifurto” (1976) di Bruno Corbucci e “Una spirale di nebbia” (1977) di Eriprando Visconti.
Nel 1989 Pupi Avati la sceglie per il ruolo di Amelia nella commedia “Storia di ragazzi e ragazze”, successivamente nel 1992 la dirige ancora per un suo film, “Fratelli e sorelle”, questa volta con il ruolo da protagonista. Nella pellicola compare per la prima volta il talentuoso e giovanissimo Stefano Accorsi. Ma il successo arriva quando partecipa alla pellicola di Mario Martone (che diventerà il compagno di vita dell’attrice), “Morte di un matematico napoletano” (1992). Nel 1993, questa bravissima e genuina commediante, fa parte del cast del film della rivoluzionaria regista Liliana Cavani, il suo ruolo per la pellicola “Dove siete?Io sono qui”, le vale la Coppa Volpi alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia come Miglior Attrice non Protagonista.
Gli Anni novanta sono all’insegna dell’autoaffermazione per Anna: infatti nel 1993 interpreta Francesca, la moglie del giudice Giovanni Falcone, morto nella strage di Capaci, per il lungometraggio intitolato al giudice e diretto da Giuseppe Ferrara. A così poca distanza dall’accaduto (23 maggio dell’anno precedente), il film risulta essere molto comunicativo ed emotivo. A questo punto Anna è un’attrice affermata, tant’è che nel 1994 è affianco allo straordinario e compianto Massimo Troisi, (che verrà a mancare soltanto dodici ore dopo la fine delle riprese), e la bella Maria Grazia Cucinotta nel capolavoro pluripremiato di Michael Radford “Il postino”. Altri riconoscimenti arrivano con una nuova regia di Martone intitolata “L’Amore molesto” del 1995, per cui la Bonaiuto riceve il Nastro d’Argento e Il Premio David di Donatello, come Miglior Attrice. Successivamente sempre con Martone gira “I vesuviani” (1997) e,“Teatro di guerra” (1998).
Tra un film e l’altro la brava attrice trova il tempo di cimentarsi anche in teatro, infatti nel 2003 riceve il Premio Ube come Miglior Attrice italiana per la sua interpretazione di Donna Rosa Priore nella piecé teatrale “Sabato, domenica, lunedì” di Eduardo De Filippo, con la regia di Toni Servillo. Nel nuovo millennio si dedica alla pellicola diretta da Elisabetta Sgarbi (sorella di Vittorio), intitolata “Notte senza fine – Amore tradimento incesto” (2004). Nel 2005 è diretta da Pasquale Scimeca in “La passione di Giosuè l’ebreo”, mentre nel 2006 il controverso e geniale Nanni Moretti la sceglie per il cast del politico “Il Caimano”, dove la Bonaiuto veste i panni di un pubblico ministero.
Nel 2006 la brava attrice di sangue napoletano affianca il collega e regista Toni Servillo nell’acclamato “La ragazza del Lago” di Andrea Molaioli, partecipa poi a “Mio fratello è figlio unico” (2007) di Daniele Luchetti, e a “L’uomo di vetro” (2007) di Stefano Incerti, incentrato sulla storia del primo pentito di Cosa Nostra Leonardo Vitale, in cui Anna è la mamma di quest’ultimo. Negli ultimi anni per questa instancabile e matura artista c’è spazio anche per delle commedie, gira infatti il simpatico “Bianco e nero” (2007) di Cristina Comencini, che affronta i problemi razziali con ironia e leggerezza con Fabio Volo e Ambra Angiolini.
Anna è l’agitata madre della ragazza di “Non è la Rai”, che cerca di aiutare la figlia a superare i suoi problemi coniugali, con il risultato di essere decisamente ingombrante. Torna alla serietà per girare “Il divo” (2008) di Paolo Sorrentino, di nuovo affianco al poliedrico Toni Servillo, qui il senatore a vita Giulio Andreotti. Possiamo inoltre godere della simpatia e della maestria con cui sa muoversi tra un personaggio e l’altro in “Io, loro e Lara”, ultima fatica cinematografia del commediografo per eccezione Carlo Verdone, dove è la sorella di Verdone, padre missionario che torna dall’Africa stanco e con una crisi di fede. Nello stesso anno recita nel film storico di Mario Martone "Noi credevamo".
In questo ruolo si riscopre tutta la potenza comica dell’attrice, con un cast vario ed omogeneo che riesce sia a far ridere che a far riflettere. Come nella migliore tradizione italiana.
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