Your Honor (2019)

Your Honor – Recensione: un ‘on the road’ simbolico

Your Honor film

È una sfida continua allo spettatore, l’ultima fatica del regista estone Andres Puustusmaa, che coinvolge lo spettatore di “Your honor” in un gioco continuo di rimandi e citazioni letterarie e cinematografiche. Il Giudice nel suo lavoro è un rigido servitore dello Stato, ma quando è lui coinvolto in un reato, entra in crisi e le sue apparenti certezze si sgretolano in un attimo.

Ma la trama è veramente secondaria in questa pellicola, la vicenda iniziale è solo uno spunto, il ‘MacGuffin’ di Hitchcockiana memoria per giustificare la fuga del protagonista, costretto dalla sua coscienza ad una catabasi interiore prima che fisica. Luogo di questa fuga sono i paesaggi incontaminati della vicina Finlandia, perennemente innevati, che diventano fondale scenico dei molteplici incontri che compie il Giudice, ognuno dei quali lo costringerà a mettere sempre più in discussione i propri principi, per poi concludere il percorso della sua fuga con l’anabasi, cioè con la risalita, e il ritorno nella sua Estonia che aveva abbandonato tanto precipitosamente.

Your Honor: citazioni cinematografiche e letterarie compongono il racconto

Your Honor pellicola

Il protagonista è interpretato da un misurato Mait Malmsten, che ha il suo Doppelgänger (ebbene si, non ci facciamo mancare proprio niente) in Märt Avandi. I due attori ingaggiano una gara di bravura nell’interpretare le due anime del Giudice, aiutati da un insieme di comprimari che animano i molteplici ‘quadretti’ in cui è coinvolto il protagonista.

Questi incontri offrono lo spunto al regista per disseminare la pellicola di citazioni: se il viaggio di discesa agli inferi e di risalita attraverso il purgatorio, (quest’ultimo rappresentato come un aereo/casinò) è di ispirazione dantesca, la maniera di raccontarlo attinge a piene mani all’estetica ‘nordica’ del primo Ingmar Bergman, mentre contrappunti simbolici quali la discesa delle scale o l’infilarsi in un tunnel del treno che lo porta via da casa per significare la discesa agli inferi e l’inizio di un viaggio oscuro sono presi a piene mani dalle opere del già citato sir Alfred.

Your Honor: un film per appassionati della settima arte

Your Honor scena

Si tratta di un film per cinefili insomma, non di grande appeal per il grande pubblico, ma da mostrare nelle scuole di cinematografia, magari da usare come test sulla conoscenza dei film del passato. Il film è girato in un raffinato bianco e nero, mai patinato, con una sapiente alternanza di primissimi piani e campi lunghi.

Lasciamo allo spettatore il gioco del riconoscimento delle scene a cui il regista si è ispirato e ha esplicitamente omaggiato, ricordiamo con piacere solo l’ultima, ispirata ad Al Pacino davanti al tribunale di Baltimora nella scena finale di “…e giustizia per tutti”, film del 1979 di Norman Jewison, replicata da Puustusmaa con il Giudice, come l’avvocato Kirkland di quarant’anni fa, seduto sulla scalinata del tribunale, finalmente libero dai suoi demoni.

Daniele Battistoni

  • Titolo originale: Kohtunik
  • Regia: Andres Puustusmaa
  • Cast: Märt Avandi, Sakari Kuosmanen, Sakarias Liukko, Mait Malmsten, Anssi Pöyhönen, Mette Seppälä, Lee Trei
  • Genere: Commedia, bianco e nero
  • Durata: 95 minuti
  • Produzione: Estonia, Russia, 2019
  • Distribuzione: n/d
  • Data di uscita: n/d

Your Honor poster“Your Honor” è una commedia del regista Andres Puustusmaa presentata in Selezione Ufficiale alla Festa del Cinema di Roma 2019.

Your Honor: il peso delle proprie decisioni

La figura del giudice è da sempre considerata inamovibile, quasi marmorea nella propria dimensione di assolutezza, ma il protagonista di questa pellicola sembra invece essere un completo disastro per quel che riguarda la sua vita privata.

Tutto si complica ulteriormente il giorno in cui delibera una durissima condanna per una donna: il fratello di lei è determinato a non accettare la decisione e si trasforma in una specie di stalker del giudice, intimandogli continuamente di tornare sui suoi passi fino a una drammatica escalation che sfocia in un terribile crimine.

Essendosi macchiato di un’azione efferata, il giudice decide di fuggire in Finlandia, dove avverrà il suo viaggio di pentimento e redenzione.



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