Wolfgang Petersen

Wolfgang Petersen è un regista e sceneggiatore tedesco che ha trovato il successo oltreoceano come molti dei suoi colleghi e connazionali, sfruttando l'amore che il pubblico e la critica gli hanno dimostrato per realizzare un successo dopo l'altro.

Wolfgang Petersen, un regista di bravura 'infinita'

(Emden – Germania, 14 marzo 1941)

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Wolfgang Petersen, nato il 14 marzo 1941 a Emden, in Germania, è uno dei tanti registi tedeschi, come Roland Emmerich o Florian Von Donnersmarck, che hanno trovato successo oltreoceano. Negli anni del boom della Germania Ovest, il giovane Wolfgang si trasferisce ad Amburgo, per studiare. Qui entra in contatto con il mondo del teatro.

Negli anni Sessanta dirige diversi spettacoli ad Amburgo e Berlino, iscrivendosi poi alla Scuola di Televisione e Cinema di Berlino, che frequenta fra il 1966 e il 1970.

Gli anni '60 e la televisione

Negli anni Settanta Wolfgang Petersen si occupa soprattutto di televisione, in particolare lavora allo sviluppo di “Tatort”, una serie poliziesca di grande successo, che gli permette di farsi conoscere a livello nazionale.

Nel 1977 dirige un lungometraggio in 16mm, “Die Konsequenz”, un’opera di rottura, impregnata di tematiche omosessuali e rivoluzionarie. Il film è uno scandalo e la televisione tedesca si rifiuta di trasmetterlo, ma grazie alla pubblicità acquisita, Petersen riesce a girare il suo primo vero film: “U-Boot 96” (1981).

Girata tutto a bordo di un sottomarino tedesco, si tratta di una claustrofobica storia di guerra che cerca di rovesciare i luoghi comuni del cinema hollywoodiano, senza rinunciare alla drammatica spettacolarità. Il film ha un grande successo di critica e ottiene sei nomination all’Oscar, inclusa quella a miglior regista.

La spettacolarità nella produzione diventa una cifra del regista che si impegna a realizzare un vero e proprio kolossal fantasy “La storia infinita” (1984), adattato dal romanzo di Michael Ende. Il film racconta la storia di due ragazzini: l’eroico Atreyu, protagonista di una fantastica fiaba, e il timido Bastian che si trova sempre più coinvolto nella trama del libro che sta leggendo.

Il film, fra i più costosi mai prodotti in Germania, esibisce effetti speciali all’avanguardia e sbanca il box office. A questo punto Petersen si sente pronto per trasferirsi a Hollywood, anche se gli inizi non sono incoraggianti. Il suo primo film americano, il fantascientifico “Il mio nemico” (1985) che racconta dell’amicizia fra un umano e un alieno, prima nemici e poi costretti a collaborare per sopravvivere sul pianeta dove si sono schiantati, non riscuote nessun successo.

Wolfgang Petersen, conscio di doversi adattare al nuovo mercato, si prende una lunga pausa.

Il successo al cinema anni '90

Nel 1991 torna con il neo-noir “Prova schiacciante” con Greta Scacchi, Tom Berenger e Bob Hoskins. Si tratta di un cupo thriller psicologico pieno di colpi di scena. Denso di citazioni hitchcockiane, il film ha assunto quasi lo status di un cult.

Nonostante le lodi della critica, al regista tedesco continua a mancare un successo di pubblico che però arriva con il successivo “Nel centro del mirino” (1993) un action che si giova della matura recitazione di Clint Eastwood, nella parte di un vecchio agente dei Servizi che deve sventare l’assassinio del presidente. Il film ottiene tre nomination all’Oscar, una a John Malkovich come miglior attore non protagonista.

Gli anni Novanta si rivelano ricchi di soddisfazioni per Wolfgang Petersen che gira con gran successo “Virus letale” (1995) con Dustin Hoffman nel ruolo di un medico che cerca di combattere l’insorgere di un’epidemia e “Air Force One” (1997) dove Harrison Ford è un eroico presidente degli Stati Uniti che combatte in prima persona contro una banda di dirottatori, capeggiati dal crudelissimo Gary Oldman.

Mentre il successivo dramma marittimo “La tempesta perfetta” (2000), pur giovandosi del carisma di George Clooney, viene accolto con freddezza, il regista tedesco sembra recuperare smalto con l’ambizioso “Troy” (2004), una costosissima rielaborazione dell’Iliade di Omero che vede Brad Pitt nel ruolo di Achille e Orlando Bloom nei panni di Paride.

Nonostante le molte polemiche e le numerose parodie, suscitate dall’eccessiva discrepanza fra il film e l’opera classica, “Troy” riesce a portare a casa incassi ragguardevoli, proporzionati agli altissimi costi.

Ancora cinema, anni 2000

Petersen rilancia su questo gigantismo con “Poseidon” (2006), remake di un noto film catastrofico degli anni Settanta. La storia si incentra sulle peripezie di alcune persone che cercano di sfuggire da un’enorme nave da crociera capovolta da un’onda anomala.

Nonostante “Poseidon” riesca a coprire i costi di produzione, è uno dei film più criticati di Petersen, accusato da più parti di vuotezza e vacuo gigantismo.Il regista ha recentemente annunciato che il suo prossimo progetto potrebbe essere un film di animazione, l’adattamento del manga giapponese “Paprika”.

Salvatore Buellis

Wolfgang Petersen Filmografia - Cinema

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Il regista Wolfgang Petersen.

 

  • Ich werde dich töten, Wolf (1971)
  • Einer von uns beiden (1973)
  • Die Konsequenz (1977)
  • U-Boot 96 (Das Boot) (1981)
  • La storia infinita (1984)
  • Il mio nemico (1985)
  • Prova schiacciante (1991)
  • Nel centro del mirino (1993)
  • Virus letale (1995)
  • Air Force One (1997)
  • La tempesta perfetta (2000)
  • Troy (2004)
  • Poseidon (2006)

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