Widows – Eredità criminale (2018)

Widows – Eredità criminale – Recensione: donne ad un bivio in un thriller d’autore

Widows - Eredità criminale imgSteve McQueen traspone sul grande schermo l’omonima serie britannica di Lynda La Plante, che l’aveva colpito profondamente alla sua prima visione, a soli tredici anni, per quel suo sguardo profondo rivolto alla condizione sociale delle protagoniste, giudicate solo per la loro apparenza, lo stesso sguardo che nella vita il regista ha visto posarsi anche su se stesso. Questa particolare comunanza ha portato il cineasta premio Oscar ("12 anni schiavo") a creare assieme a Gillian Flinn l’adattamento cinematografico di "Widows - Eredità criminale", la storia di quattro donne rimaste vedove, di mariti non proprio integerrimi, e di come affrontano la perdita ed i guai che ne conseguono.

Widows – Eredità criminale: un thriller multi sfaccettato con temi di sostanza

Widows - Eredità criminaleLa sceneggiatura sposta la location dalla Londra dei primi anni Ottanta alla Chicago dei nostri giorni, permettendo a McQueen di attualizzare e ampliare i messaggi trattati, partendo sempre dal vissuto delle protagoniste, vissuto che si percepisce dai brandelli di vita che vengono sparsi con attenzione lungo il tracciato narrativo principale, dando modo allo spettatore di conoscerle meglio, mostrandone poi la forzata evoluzione durante le vicende: chi si ferma è perduto!

"Widows - Eredità criminale" non è strutturato come un thriller tradizionale, all'adrenalina, soprattutto nella prima parte, viene preferita la riflessione. Con movimenti di macchina di rara eleganza veniamo avvicinati ai diversi mondi cui appartengono queste donne, e questo arricchisce l'intreccio di tematiche complesse.
McQueen parla di politica, di malaffare, di religione, della condizione femminile in una Chicago che ben rappresenta ogni dove, universalizzando il messaggio che vuole trasmettere. Quello che affiora dal girato è un mondo spietato dove chi non ha la tempra per galleggiare soccombe, un mondo senza alternative in cui a latitare è il bene. Il dolore, il lutto, la difficoltà a farsi strada quando tutto è già disegnato da altri lasciano poco spazio alla speranza.

Widows – Eredità criminale: attrici di rango a dare voce alle protagoniste

Indubbiamente è quello di Viola Davis il ruolo più corposo, è lei il motore di "Widows - Eredità criminale", la sua determinazione, la sofferenza che si porta dentro, danno spessore alla sua Veronica, che la vita ha spinto di fronte a un bivio difficile da affrontare. Accanto a lei Michelle Rodriguez, Elizabeth Debicki e Cynthia Erivo, che interpretano egregiamente figure femminili ben delineate in fase di scrittura, e Liam Neeson e Colin Farrell, che prestano il volto ad individui che non fanno fare proprio un figurone al genere maschile.

"Widows - Eredità criminale" è un thriller singolare, cui manca il piglio adrenalinico cui siamo abituati in questi film di genere, e questo appesantisce un po’ la prima parte della narrazione, cui fa da contraltare una seconda parte più dinamica, con "il colpo" risolutivo al centro. Di grande impatto la fotografia di Sean Bobbitt: l’alternanza di sequenze buie ad altre in cui è la luce abbagliante a farla da padrone degnano il ritmo del girato.

La bellezza del film del poliedrico regista sta nell’essere riuscito a coniugare movimenti di macchina da presa di gran classe con un tessuto narrativo che riesce a fondere alla struttura del thriller una denuncia aperta della corruzione e della brama di potere che regolano le nostre società. Funzionale a questo la figura di Tom Mulligan, interpretata dall’inossidabile Robert Duvall, specchio della politica che era e che è. L’unica figura maschile fuori dal coro è quella di Bash O'Reilly, cui presta cuore e volto Garret Dillahunt, già nel cast di "12 anni schiavo".

Questo non è un film dalle sparatorie interminabili e dalle corse mozzafiato, ma un film di genere che ha saputo fare un salto di qualità, una pellicola che rimane dentro, anche quando in sala si riaccendono le luci.

Maria Grazia Bosu

  • Regia: Steve McQueen
  • Cast: Elizabeth Debicki, Colin Farrell, Viola Davis, Michelle Rodriguez, Liam Neeson, Jon Bernthal, Robert Duvall, Carrie Coon, Daniel Kaluuya, Garret Dillahunt, Lukas Hass, Jackie Weaver, Brian Tyree Henry, Kevin J. O'Connor, Michael Harney, Manuel Garcia-Rulfo, Cynthia Erivo, Molly Kunz
  • Genere: Drammatico, Thriller, colore
  • Durata: 128 minuti
  • Produzione: USA, Gran Bretagna, 2018
  • Distribuzione: 20 th Century Fox Italia
  • Data di uscita: 15 Novembre 2018

Widows - Eredità Criminale - img "Widows - Eredità criminale" è un film di Steve McQueen, che si è occupato anche della sceneggiatura insieme alla scrittrice Gillian Flynn, incentrandosi sulla serie televisiva del 1983 "Le vedove", da cui già nel 2002 era stato tratto un film per la TV.

Widows - Eredità criminale: quattro donne contro il loro destino

La pellicola racconta la storia di quattro donne, tutte vedove, che apparentemente non hanno nulla in comune; a legarle è un debito lasciato loro, in eredità, dalle attività criminali dei rispettivi mariti defunti, in seguito a un colpo andato male.

"Widows - Eredità criminale" è ambientato nella Chicago dei giorni nostri, afflitta da un periodo di tumulti e tensioni.

Le protagoniste sono Veronica, Alive, Linda e Belle che decidono di prendere in mano la loro vita e le loro sorti, complottando insieme per creare un futuro basato sul volere di ognuna di loro, e non come conseguenza delle azioni criminose dei mariti.

Le quattro vedove utilizzano uno dei registri dei loro mariti, in cui sono descritti nei minimi particolari le rapine attuate e quelle in progettazione, per forgiare il proprio destino.

Tra i crediti di Steve McQueen troviamo "Shame" (2011) con Michael Fassbender, e "12 anni schiavo" (2013) che ha ottenuto il Premio Oscar come Miglior Film nel 2014.

Nel cast di "Widows - Eredità criminale" figura Viola Davis, acclamata dalla critica e dal pubblico per la sua interpretazione in "Il dubbio" (2008) e "The Help" (2011). Inoltre, dal 2014 è tra i protagonisti della serie televisiva "Le regole del delitto perfetto", grazie al quale ha ricevuto il Premio Emmy come Migliore Attrice Protagonista in una Serie Drammatica, diventando la prima attrice di colore ad aggiudicarsi il premio.

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