Tre Volti (2018)

  • Titolo originale: Three Faces
  • Regia: Jafar Panahi
  • Cast:  Jafar Panahi, Behnaz Jafari, Marziyeh Rezaei
  • Genere: Drammatico, colore
  • Durata: 84 minuti
  • Produzione: Iran, 2018
  • Distribuzione: Cinema Distribuzione
  • Data di uscita: 29 novembre 2018

tre volti locandina italiana"Tre volti" è un film drammatico dell'iraniano Jafar Panahi, protagonista della stessa pellicola. Miglior sceneggiatura a Nader Saeivar al Festival del Cinema di Cannes 2018, il film non è stato estraneo alle controversie che da anni tengono il regista e sceneggiatore nell'occhio del ciclone. In uscita nelle sale il 29 novembre 2018, "Tre volti" porta sullo schermo tematiche scottanti proprie della cultura conservatrice iraniana.

Tre Volti: la trama

La famosa attrice iraniana Behnaz Jafari riceve un video da una giovane ragazza di nome Marziyeh che chiede di essere aiutata a sfuggire alle rigide regole di una famiglia conservatrice. L'attrice decide così di abbandonare le riprese del suo film per rivolgersi al regista Jafar Panahi in cerca di aiuto. Egli, oramai, si guadagna da vivere come conducente, non gli è più permesso di esercitare la sua professione.

Così i due lasciano la città e si mettono in viaggio verso le montagne del nord ovest dell'Iran, dove si trova il villaggio della ragazza. Si tratta di un paesino in cui vigono remote tradizioni, fondamento della vita locale. Fare l'attrice è il sogno di Marziyeh: la ragazza è disposta a tutto pur di realizzarlo, anche a suicidarsi, se necessario. La ragazza è allieva del conservatorio di Teheran, è cresciuta sotto le rigide norme della tradizione, con un fratello autoritario e violento che la costringe a sottostare alle regole.

Tre Volti: le controversie

Jafar Panahi presenta una nuova variante della riflessione sulla società iraniana. Accanto al regista, Behnaz Jafari interpreta se stessa, decidendo di non ricevere compenso per questo film e mostrare così solidarietà a Panahi. Egli riporta campioni umani della sua società al fine di restituire un'immagine realistica e onesta, senza giudicare e senza arrendersi al potere.

La pellicola dell'iraniano, come molte altre prima, è stata considerata illegale. Panahi è stato condannato diverse volte a scontare pene carcerarie, a non poter lasciare il paese e a non poter più realizzare film. Ma il regista, nonostante continui a essere nel mirino, non si ferma, continua a firmare clandestinamente opere dalla portata considerevole e ad aggiudicarsi premi nei più importanti festival cinematografici.

 

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