The Quake – Il terremoto del secolo (2018)

The Quake - Il terremoto del secolo - Recensione: dopo l'onda, la scossa

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Dimenticatevi di Dwayne “The Rock” Johnson che saltando da palazzi in fiamme salva la pellaccia e l’onore (americano). Questo “The Quake - Il terremoto del secolo”, sequel diretto del film inedito in Italia “The Wave” è quanto di più lontano si possa immaginare rispetto alla classica produzione di un disaster movie.

Senza considerare gli aspetti produttivi, che comunque svolgono egregiamente il loro mestiere mascherando un budget di gran lunga inferiore alle classiche produzioni hollywoodiane, quello che differenzia questa pellicola dalle sue compagne di genere è l’attenzione, tutta scandinava, verso l’uomo. E ancora una volta ci teniamo a sottolineare le differenze,  non stiamo parlando della classica ossessione tutta stelle e strisce dell’uomo solo contro la tragedia. Perché in questo film, tanto strano e particolare quanto non sempre riuscito, l’uomo è la tragedia. La porta con sé, ne è vittima.

Ambientato tre anni dopo il film precedente, questo sequel sposta la sua attenzione sulla capitale norvegese, Oslo. Il protagonista, un geologo afflitto da mostruosi sensi di colpa, nonostante l’opinione pubblica lo reputi un eroe nazionale per aver salvato centinaia di vite dopo che una parete di roccia era crollata in un fiordo e aveva causato uno tsunami ( l’onda del titolo originale del primo capitolo di questa annunciata trilogia) che aveva raso al suolo un piccolo paese, non riesce a dimenticare quello che ha visto e vissuto.

Le conseguenze della tragedia, naturali ma anche umane, lo perseguitano come i suoi sensi di colpa e, come un sasso lanciato in un lago genera delle onde che a loro volta possono avere effetti devastanti su un ecosistema così delicato, la gigantesca onda ha avuto, oltre che alle palesi macro conseguenze, infinite ripercussioni anche nella vita privata del protagonista, separato dalla moglie e dai suoi figli anaffettivi.

The Quake - Il terremoto del secolo: Un disaster movie "glaciale"

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Sarà la morte di un collega a mettere la pulce nell'orecchio al nostro eroe (?) sull'arrivo a Oslo di una potente scossa tellurica in grado di radere al suolo la città. Sarà tutto suo, ancora,  il compito di proteggere la sua famiglia.

La pellicola funziona, nella sua stranezza, proprio per la voglia di concentrarsi sulle relazioni interpersonali e sul senso di inadeguatezza dell’uomo di fronte alla potenza della natura. Svantaggiato da una durata eccessiva, quasi due ore, il film procede a passo lento ma stabile e sicuro di sé costruendo un crescendo affidato alla parole e esplodendo, letteralmente, nella fase conclusiva. Dopo aver assistito al climax finale la sensazione è che niente sarà come prima, non tanto per Oslo, quanto per la famiglia del nostro geologo.

Rimaniamo in attesa del terzo capitolo che chiuderà questa trilogia di disaster movie dell’anima.

Federico Renis

  • Titolo originale: Skjelvet
  • Regia: John Andreas Andersen
  • Cast: Kristoffer Joner, Jonas Hoff Oftebro, Edith Haagenrud-Sande, Hang Tran, Ane Dahl Torp
  • Genere Azione, Drammatico, Thriller, colore 
  • Durata: 106 minuti
  • Produzione: Norvegia, 2018
  • Distribuzione: Altre Storie e Minerva Pictures
  • Data di uscita : 8 agosto 2019

"The Quake - Il terremoto del secolo" è un film di John Andreas Andersen, che segue la vicenda personale di Kristian e della città dove vive, Oslo, sia durante il preallarme per il terremoto, che nei momenti successivi.

Oslo colpita da un violento sciame sismico

Kristian Elkiord è un appassionato e stimato geologo, i suoi studi sono concentrati soprattutto sul terremoto del 1904: un terremoto di magnitudo 5.4 sulla scala Richter, che  ha colpito Oslo.

Kristian intuisce che la storia, probabilmente, si sta  per ripetere: un catastrofico terremoto potrebbe colpire nuovamente l'area intorno a Oslo con conseguenze tragiche sia per la città sia per la popolazione.

Il regista Andreas Andersen, con le vicende di Kristian, interpretato da Kristoffer Joner, ci parla di un uomo  appassionato del suo lavoro, a volte ossessionato.

L'amore per la professione è andata a discapito della vita privata del protagonista, infatti il  matrimonio di Kristian con la mogle Idun è finito e i suoi figli, Sondre (Jonas Hoff Oftebro) e la piccola Giulia (Edith Haagenrud-Sande) sono stati  trascurati.

Nonostante la stima di cui Kristian gode, grazie alla sua grande esperienza da geologo, il suo allarme viene sottovalutato e le sue allerte ignorate. 

Oltre al dramma per l'imminente catastrofe, Kristian ha un'ulteriore preoccupazione quando apprende che la sua famiglia è intrappolata in un grattacielo. Diventa quindi una priorità tentare di salvare Sondre e Julia.

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