The Crusade (2021)

The Crusade: tra il serio e il faceto una riflessione sulle sorti di un pianeta in pericolo

The Crusade recensione

"Interi ecosistemi stanno crollando e siamo di fronte ad un'estinzione di massa".

"The Crusade" di Louis Garrel si apre con una dedica, al compianto co-sceneggiatore Jean-Claude Carrière, che Garrel ha definito commosso, “il mio miglior amico”, uno dei più grandi autori del cinema mondiale, scomparso l’8 febbraio 2021.
La pellicola ha i contorni della favola, perchè ispirata dalle favole che proprio Le Carriere aveva scritto nel 2015, prima della rivoluzione Greta Thunberg, ma girando attorno ad un problema serio e attuale: le sorti di un pianeta che sta scomparendo e una generazione di adulti che si comporta come un bambino capriccioso.

Abel e Marianne sono una coppia di parigini che scopre, all'improvviso, che il loro figlioletto ha venduto, a loro insaputa, i loro oggetti più preziosi, tra cui un vestito di Dior, una collezione di orologi inestimabile e una serie di stampe antiche e introvabili. Il ragazzino è un giovane militante che ha deciso di sacrificare oggetti inutilizzati per salvare il pianeta.
In fondo cosa potrebbe accadere se i bambini cominciassero a ribellarsi all'inedia dei loro genitori, troppo presi da loro stessi e incapaci di fermare il crollo del mondo che li ospita?

Proprio quello che accade nella divertentissima commedia di Garrel, che riecheggia tracce del cinema rivoluzionario di Truffaut, dall'insofferenza romantica e dai protagonisti che osservano il mondo con disillusione e un vago senso di disadattamento.

Quel cinema è straordinario, perchè miglioramento della vita, come nella commedia breve "The Crusade", dove gli adulti sono posti davanti alla loro rassegnazione, ragione che li rende sacrificabili, perchè la terra si può salvare solo se vengono eliminati milioni di abitanti, scelti non tra i vecchi, ma proprio tra gli adulti, insignificanti e in minaccioso sovrannumero.

Un fantasioso scenario dalle mille sfumature

"Non si potrà più respirare e diventeremo tutti come voi: abitudinari paralizzati".

Un piano globale, favorito dai social e dal "Ministero", vuole portare l'acqua nel deserto africano, creando fiumi e laghi. Il progetto può essere finanziato solo in un modo: vendendo rifiuti dei genitori, che da inutili vengono ritenuti indispensabili, o perchè non se ne vuole fare a meno per se stessi o per un ideale più grande.

SI tratta di una vera e propria guerra fredda per garantirsi quel futuro che sembra disinteressare la generazione degli adulti, adagiata solo sul presente.

"The Crusade" è un lungometraggio girato con ironia e leggerezza ma dal nucleo essenziale e con una messa in scena dominata dall'alchimia tra Garrel e la Casta, compagni anche nella vita.

Il film si sofferma e gioca molto con questa preponderante maturità dei ragazzini, sempre più svegli e precoci, anche nella sfera sessuale e forti di questa straordinaria capacità di non arrendersi, che riescono a prendere il sopravvento sugli adulti, costringendoli alla resa dei conti con la loro immobilità.

Il finale di riscatto e utopistico, rappresenta la degna conclusione per i temi affrontati. Un monito ad abbandonare il superfluo, concentrandosi sull'essenziale, perchè come scriveva Ernest Hemigway "La terra è un bel posto e per essa vale la pena di lottare."

Chiaretta Migliani Cavina

The Crusade posterCon "The Crusade" Louis Garrel porta in scena una commedia, nata e covata per anni da un progetto con lo sceneggiatore Jean-Claude Carrière. "The Crusade" è una favola morale che ci mette di fronte alle nostre responsabilità in merito all'estinzione del pianeta.

The Crusade: un pianeta da salvare e una generazione da scuotere

Abel, Marianne e il figlio tredicenne Joseph vivono a Parigi. La loro esistenza quotidiana viene sconvolta il giorno in cui i genitori scoprono che Joseph ha, a loro insaputa, venduto alcuni oggetti di valore al fine di finanziare un misterioso progetto ecologico che con molti amici sparsi per l'intero globo e uniti in un organizzazione, porta avanti per ridare l'acqua all'Africa con lo scopo di salvare il pianeta.

Le parole di Garrel:

"Sebbene l'idea del film sia venuta al mio produttore ancor prima che esplodesse il fenomeno Greta Thunberg, "The Crusade" ha visto la luce qualche tempo dopo. A volte penso che se fosse uscito prima tutti avrebbero trovato assurda l'idea di un gruppo di giovani che si mobilitavano in difesa dell'ambiente. Tuttavia, non ho voluto farne un film sull'attivismo ma qualcosa di più dialettico. Ricorrendo alla commedia, spero di arrivare al numero maggior di persone da sensibilizzare sull'argomento."

Il manifesto ecologista del cinema di Garrel

Il regista ha presentato il film tra le proiezioni speciali del Festival di Cannes 2021: “Quando l’ho iniziato, non l’ho fatto per militanza, al contrario, osservavo quei ragazzi perché mi erano estranei. La mia posizione di regista e il mio ruolo di padre nel film mi hanno aiutato a mantenere un certo distacco. Questa posizione critica mi ha permesso di realizzare il film”. L’umorismo che attraversa il film si distacca dalla seriosità tipica di un film militante: “il problema con i film militanti è che non lasciano nessun margine allo spettatore”. Garrel ha dichiarato che nonostante l’idea sia fantasiosa, non è del tutto irrealizzabile: “si spediscono su Marte dei veicoli spaziali, perché non si può spostare un mare? Se Elon Musk prendesse in considerazione questo caso, sono convinto che diventerebbe fattibile”.

Una storia messa in scena con la sua compagna nella vita, Laetitia Casta, a significare che il vero rifugio è costituito dalla famiglia, intesa come risorsa e come luogo dell'abbandono, dove trovare comprensione e dialogo. Nella pellicola non potevano non mancare i riferimenti a Greta Thunberg, evocata negli intenti e mostrata in un filmato di monito sulla fine imminente e l'irresponsabilità.

L'opera viene distribuita nelle sale italiane da Movies Inspired.

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