The Book of Vision (2020)

The Book of Vision: un’opera monumentale di Carlo Hintermann

The Book of Vision recensione

Sembra un gioco di scatole cinesi “The Book of Vision”, film girato da un regista assolutamente indie e prodotto da Terence Malik. Carlo Hintermann porta al Lido di Venezia la storia di una donna medico che scopre in un antico libro l’antica filosofia della medicina.

Eva è anche una persona che combatte con una malattia e una gravidanza non prevista. L’inizio è piuttosto lineare, con l’incontro della protagonista con un giovane ricercatore. Dalla comparsa del libro, tuttavia, inizia un viaggio nel tempo in un palazzo nobiliare del 700 abitato da una nobildonna e dai suoi due figli. In attesa di un terzo figlio, è inizialmente assistita da un medico amorevole, lo stesso che ha scritto il manoscritto scoperto da Eva.

La struttura narrativa del lavoro non è lineare, al contrario, eppure si riesce a seguire la storia senza problemi anche grazie alla bellezza delle immagini e alle interazioni dei personaggi con Madre Natura. É lei, in fondo, la grande regina di questa vicenda. Si anima in boschi in cui gli alberi prendono vita. La vita e la morte s’incrociano continuamente evocate da una sorta di strega, domestica del medico autore del libro.

Un’opera interessante anche se non perfetta di forte impatto visivo

The Book of Vision Film review

Era da tempo che Hintermann lavorava a questo progetto. Le precedenti collaborazioni con un maestro come Terence Malik emergono tutte in “The Book of Vision”, che è una gioia per gli occhi e una malia per lo spettatore. Il cast è di gran classe e vede in primo piano Charles Dance, attore presente in “Game of Thrones”. Incantevole anche la protagonista femminile Lotte Verbeek, intensa e bellissima nella sua fragilità. Notevole la fotografia firmata Jorg Widmer, che ha spesso lavorato con Malik.

Completano il quadro, le scenografie di David Crank e i costumi meravigliosi di Mariano Tufano. L’unico appunto da fare a “The Book of Vision” è forse un voler mischiare troppi linguaggi. La chiave filosofica, centrale nella storia, è quasi impoverita da un contesto visivo imponente, che finisce per ridurne l’importanza. Resta, tuttavia, un film notevole che rende prezioso un Festival di Venezia coraggioso visti i tempi.

Ivana Faranda

  • Regia: Carlo Shalom Hintermann
  • Cast: Charles Dance, Lotte Verbeek, Sverrir Gudnason, Isolda Dychauk, Filippo Nigro, Vera Graziadei, Marco Quaglia, Douglas Dean, Justin Korovkin, Rocco Gottlieb
  • Genere: Drammatico, colore
  • Produzione: Italia, Gran Bretagna, Belgio, Germania, 2020

The Book of Vision poster ITA“The Book of Vision” è il film d’apertura della Settimana Internazionale della Critica della 77° Mostra Internazionale del Cinema ed è prodotto da Terence Malick con cui collabora da sempre il regista Carlo Shalom Hintermann.

The Book of Vision: la trama

Eva, una dottoressa e ricercatrice di Storia della Medicina, scopre un manoscritto di Johan Anmuth, un medico del XVIII secolo. Questa scoperta la porta in un mondo lontano raccontato dal libro scritto dall’autore “The Book of Vision”, un diario del medico sui suoi pazienti. Eva si trova a rimettere in discussione tutte le sue certezze relative alla medicina moderna e alla sua stessa vita.

Il regista Carlo Shalom Hintermann

Carlo S. Hintermann (1974) è regista e produttore, scrittore e musicista italo - svizzero. Collabora con Terrence Malik, e nel 2002 ha diretto e prodotto il film ”Rosy-fingered Dawn: un film su Terrence Malick” presentato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

Successivamente realizza “Chatzer: Inside Jewish Venice” (2004), Nel 2011 dirige l’unità italiana del film di Terrence Malick "The Tree of Life”. Alla Festa del Cinema di Roma presenta nel 2011 “The Dark Side of the Sun”. Nel 2013 firma lo spot per la Giornata Mondiale delle Malattie Rare (Rare Disease Day) in collaborazione con Annie Lennox degli Eurythmics, cui segue lo spot per la campagna del 2015, entrambi con lo studio di animazione Moonchausen. Hintermann è anche produttore e ha prodotto con la Citrullo International diversi film negli ultimi anni. Ha scritto diversi libri sul cinema. L’ultimo “Terrence Malick: Rehearsing the Unexpected” è stato pubblicato dalla casa editrice inglese Faber&Faber nel 2017.

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