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Suburbicon

Recensione

Suburbicon: George Clooney alla regia di un noir ambientato negli anni ’50

Suburbicon recensione

Negli anni 50, subito dopo la Seconda guerra mondiale, iniziarono a sorgere, negli Stati Uniti, dei bei quartieri periferici tutti rose e fiori. Il cosiddetto sogno americano si realizzava anche così: attraverso la possibilità di avere una bella casa, un bel giardino, una moglie adorabile e dei figli obbedienti. La ciliegina sulla torta era rappresentata dall’inserimento della propria famiglia in una piccola comunità felice della propria certezza di vivere nella corretta interpretazione dei principi morali dettati dallo stato a stelle e strisce.

In questo profumato contesto c’è qualcosa però che emana uno strano odore nauseabondo che non tutti riescono a percepire. “Suburbicon” racconta di questo effluvio che contamina il quartiere e si nasconde dietro le mura domestiche.

 

Suburbicon

Suburbicon: una piacevole black comedy in salsa “Coen”

Commedia nera dai risvolti sociali, “Suburbicon” di George Clooney, forte della sceneggiatura dei fratelli Coen, si fa spazio nella critica all’America ben pensante con modi alla “Fargo” dove, simpatici mascalzoni, prendono decisioni pessime.

Le strade percorse sono due: quella principale è “indoor” e narra le vicende della famiglia Lodge alle prese con un strano omicidio mentre quella secondaria è “outdoor” e dipinge la triste intolleranza nei confronti dei neri, i nuovi arrivati a “Suburbicon” e vicini di casa dei Lodge. L’intreccio dei due casi anima la pellicola con piccoli e macabri colpi di scena dal retrogusto ironico.

Cupo e leggero, tetro e dissacrante, nello suo svolgersi, il film forse risente un po’ dell’età della sceneggiatura, scritta nel ‘99: molte dinamiche Coeniane le abbiamo già apprezzate e giustamente lodate in altri lavori. Ma, come si dice in questi casi: ce ne fossero di plot così; “Suburbicon” è una piacevole black comedy che ammicca al thriller ma affonda sul piano sociale. Si fa beffa della patina coprente la stupidità umana e irride quei sorrisi al sapor di plastica dietro i quali si nasconde sempre qualcosa di pericoloso.

Riccardo Muzi

Trama

  • Regia: George Clooney
  • Cast: Oscar Isaac, Matt Damon, Josh Brolin, Woody Harrelson, Julianne Moore, Glenn Fleshler, Noah Jupe, Michael D. Cohen, Lauren Burns, Steve Monroe
  • Genere: Commedia, colore
  • Durata: 105 minuti
  • Produzione: USA, 2017
  • Distribuzione: 01 Distribution
  • Data di uscita: 6 Dicembre 2017

Suburbicon locandina ita“Suburbicon” è una commedia noir ambientata negli anni ’50 e diretta da George Clooney, in cui le musiche di Alexander Desplat contribuiscono a dare un’aria hitchcockiana.

“Suburbicon” si propone come una satira sui lati peggiori e migliori della natura umana, mostrati attraverso le vicende di una perfetta famiglia dei sobborghi californiani, composta dal padre Gardner Lodge (Matt Damon), la moglie Rose (rimasta paralizzata a causa di un incidente), il figlio Nicky e la sorella gemella di Rose; mentre la loro comunità è sconvolta dall’arrivo di una famiglia di colore, la tranquilla vita di Gardner Lodge e dei suoi cari viene devastata da un’irruzione domestica, che degenera nella morte di Rose.

Questo episodio porterà Lodge a decidere di farsi giustizia da solo, dando vita a una serie di ricatti, tradimenti e adulteri.

George Clooney porta alla luce una vecchia sceneggiatura dei fratelli Cohen, vecchia si, ma molto attuale. Basti pensare che l’inizio delle riprese coincise con le dichiarazioni del neo presidente Trump sulla costruzione di un muro contro le minoranze, e di muri se ne vedono anche nella pellicola, quelli che gli abitanti di Suburbicon costruiscono intorno alle loro casa per non poter vedere i nuovi arrivati.

Suburbicon: George Clooney di nuovo regista

George Clooney torna, per la sesta volta dietro la macchina da presa con “Suburbicon”, un progetto interessante, dato il coinvolgimento di Joel ed Ethan Coen come sceneggiatori, si potrebbe dire un team vincente visti i film realizzati insieme: “Fratello, dove sei”, “Prima ti sposo poi ti rovino”, “Burn After Reading – A prova di spia” e “Ave, Cesare!”, commedie di grande successo diventate cult. Una pellicola intrigante  che unisce in sé il mistero, la satira, il noir e la commedia.

Il film è prodotto da Joel Silver con la sua Silver Pictures, da George Clooney e Grant Heslov, attraverso la loro Smokehouse Pictures label, e Teddy Scharwarzman con Black Bear Pictures.

Trailer

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