Spira Mirabilis

  • Regia: Massimo D'Anolfi, Martina Parenti
  • Cast: Marina Vlady, Leola One Feather, Felix Rohner & Sabina Schärer, Shin Kubota, Joe, Coco, Seth, Brett Brings Plenty, Friederike Haslbeck, Moses Brings Plenty
  • Genere: Documentario, colore
  • Durata: 121 minuti
  • Produzione: Italia, Svizzera, 2016
  • Distribuzione: I Wonder Pictures
  • Data di uscita: 22 Settembre 2016

spira-mirabilisLa Spira Mirabilis, cosi come definita dal matematico seicentesco Jackob Bernoulli, è una spirale logaritmica che appare come una spirale che si avvolge su se stessa, senza chiudersi mai al centro. Simbolo di perfezione e d’infinito, la Spira Mirabilis si presta bene come metafore di questo documentario che tenta di ragionare sull'immortalità, o per lo meno sulla resistenza al passaggio del tempo. Per farlo si serve di cinque storie legate ai cinque elementi della natura: fuoco, terra, aria, acqua, etere.

La terra: le statue del Duomo di Milano sottoposte a una continua rigenerazione da parte di restauratori che si applicano costantemente a dare nuova vita a questi importanti simboli di spiritualità cristiana, che permangono da secoli. L’acqua: Shin Kubota, uno scienziato e cantante giapponese che studia la Turritopsis, comunemente nota come medusa immortale proprio per la sua capacità di rigenerarsi. L’aria: Felix Rohner e Sabina Schärer, una coppia di musicisti inventori di strumenti/scultura in metallo che ricordano delle navicelle. Il fuoco: Leola One Feather e Moses Brings Plenty, una donna sacra e un capo spirituale, appartenenti alla piccola comunità indiana lakota, da secoli resistenti a una società che li vuole annientare. L’etere: Marina Vlady, che dentro un cinema fantasma, ci accompagna nel viaggio narrando L’Immortale di Borges.

Una 'sinfonia visiva' girata in tutto il mondo, che nel corso delle 73esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia si è aggiudicata il premio Green Drop Award, ex aequo con “Voyage of Time: Life’s Journey” di Terrence Malick, importante riconoscimento assegnato a quelle pellicole che meglio hanno interpretato i valori dell’ecologia e dello sviluppo sostenibile.

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