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Separati ma non troppo (2018)

Recensione

Separati ma non troppo – Recensione: una commedia leggera sulla coppia in crisi

Delphine e Yvan si stanno separando, tuttavia, per ragioni pratiche devono vivere nella stessa casa. In “Separati ma non troppo” il tema romantico si mischia con quello sociale della crisi economica, dando vita a una storia attuale, con un tocco d’ironia maliziosa alla francese.

Separati ma non troppo (2018)

Dominique Farrugia riprende i personaggi di un suo vecchio film con nuovi interpreti. In “Delphine 1, Yvan 0” del 1996, infatti, il rapporto tra due giovani era raccontato sullo stile di una telecronaca di calcio; adesso, dopo diversi anni, i due si sono sposati, hanno avuto due figli e si stanno separando. A causa della crisi economica, si ritrovano a convivere sotto lo stesso tetto con una serie di siparietti intuibili tra una coppia che è ancora molto legata nonostante tutto.

La storia è raccontata dal punto di vista di uno dei due figli: il piccolo Lucas al matrimonio dei best friends dei separati. Delphine/Louise Bourgoin è diventata infermiera e non stacca mai la spina, al contrario Yvan/Gilles Lellouche è rimasto un eterno Peter Pan, che si butta in tante cose, ma si perde strada facendo.

Separati ma non troppo: Una pellicola gradevole con un cast molto ben costruito

L’inizio del film è brillante e nel corso della narrazione vengono utilizzate una serie di trovate irresistibili, come la festa di divorzio con l’abito da sposa fatto a pezzi dalle amiche di Delphine. Vengono affrontate con toni leggeri anche le difficoltà economiche di Yvan che deve per cause di forza maggiore tornare a casa. Dal rientro in famiglia dell’uomo si sviluppa la parte centrale del film, decisamente più ovvia dell’incipit riuscito. Siamo in pieno clima di guerra tra sessi, con una lei centrata e con i piedi per terra e un lui che fa solo danni e, forse, si casca un po’ troppo in meccanismi mentali che ricordano vecchi stereotipi.

Il cast di “Separati ma non troppo” è ben costruito. É incantevole Louise Bourgoin e ha una perfetta faccia da schiaffi Gilles Lellouche che conosce bene il suo mestiere. Abbiamo già visto lei in “Famiglia allargata” di Emanuel Gilibert, in cui era una madre separata alle prese con un play boy con cui divideva casa. Lui invece è un vero simbolo della commedia francese: tra le varie cose che ha fatto non si può non citare “Piccole bugie tra amici” di Guillaume Canet.

Sono bravi anche i due ragazzini: Violette/Adéle Castillon e Lucas/Kolia Abiteboul. Nel complesso, “Separati ma non troppo” funziona, grazie anche a un montaggio veloce e la perfetta sintonia tra la coppia scoppiata. Peccato per la storia che non ha in fondo nulla di nuovo, ma va bene così.

Giulia Sessich

Trama

  • Titolo originale: Sous Le Même Toit
  • Regia: Dominique Farrugia
  • Cast: Gilles Lellouche, Louise Bourgoin, Manu Payet, Marilou Berry, Julien Boisselier, Nicole Calfan, Marie-Anne Chazel
  • Genere: Commedia, Colore
  • Durata: 97 minuti
  • Produzione: Francia, 2017
  • Distribuzione: Europictures
  • Data di uscita: 13 settembre 2018

Il regista Dominique Farrugia, torna dietro la macchina da ripresa per realizzare una nuova commedia dal titolo “Sous le même toit” in italiano “Separati ma non troppo”, un’odissea dolce amara sul divorzio vissuto ai giorni nostri.

Separati ma non troppo nuova commedia francese

Dominique Farrugia riprende in mano i personaggi già conosciuti di Delphine e Yvan perché protagonisti di una sua precedente pellicola, e si interroga su come sarebbero potuti diventare a vent’anni di distanza: lei, Delphine, infermiera, mentre lui, Yvan, senza un posto fisso, due figli e sul punto di divorziare.

La sua nuova commedia “Separati ma non troppo” racconta con intelligente umorismo, attraverso i due protagonisti Yvan (Gilles Lellouche) e Delphine (Louise Bourgoin), una comune storia, molto attuale, di tantissime coppie divorziate che sono obbligate, per diversi motivi tra cui la mancanza di fondi, a vivere sotto lo stesso tetto.

Questa situazione assurda non è per niente facile, ma per il bene dei figli, tra battute pungenti, scherzi e ripicche la coppia cerca di stabilire un nuovo equilibrio famigliare, tanto  da capire che forse non è tutto perduto. Durante questa convivenza forzata, infatti, i due ex-coniugi ripenseranno ai piccoli momenti di felicità passati insieme.

A collaborare a questo nuovo lungometraggio insieme a Dominique Farrugia, come responsabile della sceneggiatura figura Laurent Turner, lo stesso sceneggiatore di film come “Per sfortuna che ci sei” e “Un tirchio quasi perfetto“. Mentre è nel progetto come produttore esecutivo Dominique Brunner, già conosciuto per il film d’azione fantasy “Immortal Ad Vitam” del 2010 e la commedia “Bis – Ritorno al passato” (2015) diretta sempre da Dominique Farrugia.

Trailer

 

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