Sanremo (2022)

  • Regia: Miroslav Mandić
  • Cast: Bruno Sandi Pavlin, Duša Silva Čušin, Dare Boris Cavazza, Špela Mojka Funkl, Lara Lara Komar, Nataša Barbara Vidovič, Safet Safet Mujčić, Aja Barbara Cerar, Safija Jasna Diklić, Djino Vladimir Jurc
  • Genere: drammatico, colore
  • Durata: 85 minuti
  • Produzione: Slovenia, 2020
  • Data di uscita: 21 luglio 2022

Sanremo poster"Sanremo" è un film sloveno che racconta l’amore attraverso una relazione tra una coppia di anziani affetti dal morbo di Alzheimer.

“Sanremo” è un film scritto e diretto da Miroslav Mandić che pone al centro della narrazione la perdita di memoria dovuta all'Alzheimer, le emozioni istintive e lo stupore infantile causato da una condizione di assopimento dalla realtà e dal passato, dove l’età non conta in rapporto ai sentimenti e in cui il primo incontro con l’amore, nella sua casualità, innocenza ed impressione sensitiva, può ripetersi all’infinito.

Sanremo: la trama

Bruno è un anziano affetto da Alzheimer, che vive in una casa di riposo, dove ogni giorno si innamora di Duša, dimenticandosene la sera. Anche Duša è affetta da Alzheimer, ed è una gentile signora a volte un po’ ambigua e maliziosa. I due si incontrano alternano momenti in cui durante le attività flirtano ad altri dove non si riconoscono nemmeno. Quando Bruno è insieme a Duša, si sente sollevato alleviando la sua confusione e nostalgia per il passato. Quando invece è solo tutta la sua vita riaffiora e lo spinge a fuggire dalla struttura. L'uomo vorrebbe ritornare a casa sua, da sua moglie e dal suo cane, che però purtroppo non ci sono più.

Note di regia

Alcuni anni fa, quando mio zio era ancora vivo, andavo spesso a trovarlo nella casa di riposo che lo ospitava. Non era demente, ma comunque faceva difficoltà a ricordare i fatti più recenti. Se per contro gli ricordavo qualcosa del passato, mi raccontava di eventi accaduti venti o addirittura trent’anni prima con tanto di dettagli.

Nella sua stessa stanza, il letto accanto era occupato da un altro vecchietto in stato di incoscienza. Mi sono commosso per l’impotenza di quelle persone, per i loro sporadici sorrisi e per l’infantilità con cui percepivano le cose, nonché per la loro vulnerabilità ed empatia.

Quindi ho immaginato un’eventuale storia d’amore tra un’anziana signora e per esempio mio zio. In alcuni momenti avrebbero potuto chiacchierare senza alcun problema, ma subito dopo perdere tutte le energie l’uno per l’altra, o interrompere la comunicazione per un improvviso dolore o semplicemente per dimenticanza.

E se si volessero davvero bene? Si può forse sconfiggere la vecchiaia con le emozioni, soprattutto se accompagnata da una diagnosi grave? Com’è possibile che dopo una bella conversazione, il giorno seguente lei si sia avvicinata di nuovo proprio a lui?

Come mai lui desidera conoscere proprio lei, sebbene lì ci siano tante altre donne? Mi interessa l’atmosfera insolita di questa casa di riposo che oscilla tra la poesia e una conoscenza superiore, collegata all’età, ma anche all’infantilità che fa ritorno nella vita di una persona, quando non è più in grado di prendersi cura di se stessa.

 

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.