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Recensione “La sirenetta”: il live action di uno dei capolavori Disney

“La sirenetta”, diretto da Rob Marshall, con un ottimo cast, ripropone, fedelmente, la vicenda dell’amata sirenetta Ariel, raccontando non solo una storia d’amore e di ricerca di se stessi, ma puntando l’attenzione anche sulle tematiche ambientali, sottolineando il problema dell’inquinamento dei mari, riflettendo sul senso di libertà, connessione umana e scoperta. 

Indice

“La sirenetta” – Tutte le informazioni

Trama

La sirenetta - locandina

Ariel, ultima di sette sorelle, figlie del Re Tritone e orfane di madre, uccisa dagli umani, è una giovane sirena da sempre affascinata da ciò che risiede in superficie, sopra il livello del mare, dove vivono le stesse persone che l’hanno privata di sua madre. È però severamente proibito esplorare quel mondo, così come lo è addentrarsi nelle profondità dell’oceano dove sono conservati relitti di navi affondate e oggetti abbandonati, che Ariel colleziona. Il desiderio di scoperta di un universo nuovo e la sua, a volte ingenua, determinazione, la portano, una notte, durante un naufragio, a salvare un giovane principe, Eric, di cui si innamora e che riporta in vita grazie al noto e ammaliatore canto delle sirene. Eric sarà quindi deciso, riprese le forze, a ritrovare quella ragazza che gli ha salvato la vita. Ad Ariel, intanto, da tempo osservata dall’invidiosa e perfida strega del mare, Ursula, viene offerto un accordo proprio dalla strega: potrà salire in superficie da umana e, se entro 3 giorni, riuscirà a ricevere il bacio del vero amore da Eric, potrà rimanere con lui nel mondo degli umani, altrimenti sarà per sempre proprietà di Ursula. Ariel, tra l’incertezza nei confronti di Ursula e la possibilità di realizzare il proprio sogno, raggiunge quel mondo tanto sognato. Ma Ursula aveva un’importante condizione: voleva la sua voce, quella stessa che aveva salvato Eric e che il principe è deciso a ritrovare.

Recensione “La sirenetta”: il live action di uno dei capolavori Disney

Crediti

  • Regia: Rob Marshall
  • Cast: Halle Bailey, Melissa McCarthy, Javier Bardem, Jonah Hauer-King, Noma Dumezweni, Art Malik, Simone Ashley, Nathalie Sorrell, Sienna King, Kajsa Mohammar, Karolina Conchet, Lorena Andrea, Martina Laird, Emily Coates, John Dagleish, Russell Balogh, Adrian Christopher
  • Genere: fantastico, musicale
  • Durata: 135 min
  • Produzione: Stati Uniti, 2022
  • Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures
  • Data d’uscita: 24 maggio 2023

La recensione

“La sirenetta”: con elementi che richiamano l’oggi la storia di Ariel viene fedelmente riportata 

La sirenetta

L’ennesimo live action della Disney “La sirenetta” rimane fedele al racconto narrato nel film del 1989 diretto da Ron Clements e John Musker, a sua volta basato sulla fiaba di Hans Christian Andersen. Mantenendo ambientazioni, personaggi ed eventi, aggiungendo però dei temi attuali. Il film di Rob Marshall esplora la tematica dell’inquinamento, e quindi dell’ambiente, dell’adolescenza, della connessione tra uomo e natura e di quanto negli anni l’essere umano abbia contribuito a distruggere paesaggi naturali, causando innumerevoli problemi. E mentre si alternano riflessioni sulla scoperta di sé, sull’importanza delle seconde possibilità, la voglia e il bisogno di crescere, e di dover rinunciare a qualcosa per essere se stessi, la pellicola poteva considerarsi un film per tutti. Ma “La sirenetta”, soprattuto nella parte iniziale si dichiara destinato esclusivamente a un pubblico di giovanissimi, apparendo particolarmente didascalico , nel tentativo di spiegare, senza pathos, alcuni avvenimenti.

La ricerca di rendere gli eventi, forse quelli apparentemente più complessi, chiari e lineari anche per i più piccoli. Soprattutto le parti che coinvolgono la villain interpretata da Melissa McCarthy che prima di agire, spiega allo spettatore più volte cosa intende fare e i motivi che la spingono a quelle azioni. Si tratta di scene e dialoghi che stonano con molte altre sequenze, da quelle musicali a quelle d’azione, in particolare i momenti romantici, molto ben realizzati, sia dal punto di vista della regia che dell’interpretazione. Le polemiche attorno al film, già di per sé inutili, potranno finalmente essere messe a tacere considerando l’ottima performance di Halle Bailey, adolescente sognatrice e curiosa che crede nelle seconda possibilità.

Un musical riuscito

La sirenetta

L’attesa pellicola di Rob Marshall si colora di scene musical eccezionalmente costruite, in particolare la sequenza del brano “In fondo al mar”, “Under the Sea” nella versione originale, cantata dal personaggio del granchio Sebastian, doppiato da Mahmood. Si tratta di una scena ricca di effetti speciali che vede la fauna marina, popolata da numerose specie di pesci, estremamente colorata e vivace, esibirsi in coreografie perfettamente calibrate e sincronizzate. Meduse, molluschi e piante marine danzano insieme all’unisono, al ritmo di una canzone carica di energia e vitalità e che celebra la bellezza di una natura meravigliosa e incontaminata che vive nelle profondità dei mari.

Altro elemento degno di nota di “La sirenetta” sono i personaggi di contorno, gli animali parlanti come appunto Sebastian e Scuttle, sule bassana, un uccello marino, doppiato da Alessia Amendola, e che, originariamente era un gabbiano, cambiato in una sule per poter permettere al personaggio di essere presente sia sotto che sopra la superficie dell’acqua. Il film alterna così ottime scene musicali a sequenze romantiche dolci e spesso anch’esse accompagnate dalla colonna sonora e dove una fotografia dalle tinte nitide e brillanti regala all’intera pellicola un grande impatto visivo. L’interpretazione, senza picchi di recitazione, a parte Halle Bailey e Jonah Hauer-King, è piuttosto semplice ed elementare, come la storia, che riprende abbastanza fedelmente il classico Disney basato sulla fiaba di Hans Christian Andersen.

“La sirenetta” è una pellicola divisa in due parti ben distinte

La sirenetta

La seconda parte di “La sirenetta” alza notevolmente il livello del film, diventando oltre che più dinamica, anche più tenera e spontanea nella scoperta di un mondo sconosciuto da parte della protagonista. Un fattore forse nuovo del live action è l’attenzione alla tematica ambientale, dall’inquinamento alla salvaguardia dell’ecosistema di tutte le specie e piante marine. Un occhio di riguardo anche al periodo dell’adolescenza, vissuto dai due giovani protagonisti, entrambi imprigionati in doveri e regole da seguire che non rendono possibile il capire e guardare dentro se stessi, costruire la propria identità e crescere. Il senso di scoperta che lega i due giovani personaggi li porta a voler scoprire non solo gli altri. In quel mondo, rispettivamente umano per Ariel e marino per Eric, vedono entrambi una diversità da accogliere e sempre un valore aggiunto.

“La sirenetta”: Giudizio e conclusione

“La sirenetta” unisce le vicende e il senso più profondo narrato nel film prodotto dalla Walt Disney Feature Animation, ad elementi che richiamano l’attualità, a cui oggi si fa più attenzione, arricchendo il film anche della possibilità di sensibilizzare le nuove generazioni. Il target primario della pellicola di Rob Marshall è proprio questo, quello dei giovanissimi, in particolare nella prima metà. Tra straordinarie scene musical, con effetti speciali sorprendenti e una trama estremamente semplice e lineare. Il film aveva un grande potenziale, dato dalla fotografia, regia, colonna sonora e anche dalle interpretazione dei giovani protagonisti, ma si perde più volte in una sceneggiatura didascalica. Insieme inoltre a risoluzioni troppo frettolose e che appaiono forzate.

Trailer

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