Rapina a Stoccolma (2018)

  • Titolo originale: Stockholm
  • Regia: Robert Budreau
  • Cast: Noomi Rapace, Ethan Hawke, Mark Strong, Christopher Heyerdahl, Bea Santos, Thorbjørn Harr, John Ralston, Mark Rendall, Gustaf Hammarsten, Hanneke Talbot
  • Genere: Biografico, colore
  • Durata: 92 minuti
  • Produzione: USA, 2018
  • Distribuzione: M2 Pictures
  • Data di uscita: 20 giugno 2019

Rapina a Stoccolma locandinaM2 Pictures distribuisce un’irriverente commedia firmata da Robert Budreau sulla genesi della Sindrome di Stoccolma, con Ethan Hawke e Noomi Rapace.

Rapina a Stoccolma: una surreale storia d’amore

É il 1973 quando Lars Nystrom decide di portare avanti una rapina alla Banca Centrale di Svezia per ottenere la scarcerazione del caro amico Gunnar. Per assicurarsi il buon esito del colpo Lars prende in ostaggio i malcapitati dipendenti e clienti che si trovano all’interno dell’ufficio. Tuttavia quella che doveva essere un colpo veloce, si tramuta presto in un’assurda guerra di trincea tra il ladro Nystrom e la polizia svedese. Lars sembra però non essere un sadico rapitore, tanto da mostrare senza remore le sue insicurezze agli ostaggi, con i quali stringe un insolito e fraterno legame. Nystrom infatti si aggiudica in poco tempo la fiducia degli ostaggi, tanto da decidere di sostenerlo nella sua battaglia contro la polizia che, non riuscendo a credere a questo paradossale cameratismo, giudica gli ostaggi come vittime di un perverso gioco del rapinatore. In particolare l’amicizia si trasforma presto in amore: Bianca, moglie e madre di due figli, sembra infatti stringere con Lars una complicata relazione sentimentale. Questo evento è notoriamente conosciuto come la nascita della Sindrome di Stoccolma.

Rapina a Stoccolma: la Sindrome

Con Sindrome di Stoccolma si indica una particolare condizione psicologica che si verifica nelle vittime di violenze fisiche, verbali o psicologiche, che nutrono inspiegabilmente sentimenti positivi nei confronti del loro aggressore. La sindrome non è riconosciuta da nessun manuale di psichiatria o psicologia, che la identificano come un sintomo di un malessere più profondo, ma è citata e studiata solo in resoconti giornalistici o in romanzi. Il fenomeno è tuttavia ancora oggetto di diversi studi sperimentali.

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