Questi giorni

Questi giorni - Recensione: un road movie al femminile con un quartetto di giovanissime interpreti

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Quattro amiche accompagnano quella più coraggiosa tra loro verso la sua nuova vita a Belgrado. Durante il viaggio in macchina si scoprono reciprocamente e da ragazzine diventano donne, ognuna a modo proprio.
Con "Questi giorni",  presentato a Venezia 73 in Concorso, Piccioni realizza una storia di formazione sulla sensibilità femminile che non riesce a decollare più di tanto nonostante le buone intenzioni.

Sin dalle prima inquadrature di “Questi giorni” è palese che la tempesta sta arrivando nella vita di Liliana, Caterina, Angela e Anna. La annuncia, anche se con la dovuta ironia, il professor Mariani/Filippo Timi, di cui Liliana è palesemente innamorata.
Piccioni inquadra velocemente i quattro personaggi che prenderanno posto sulla macchina di Caterina/Marta Gastini la più cazzuta del gruppo. Lei è tenera solo con Liliana/Maria Roveran, figlia di una parrucchiera che non riesce a capirla, interpretata da Margherita Buy. Resta la delicata Angela/Laura Adriano, sensitiva che indovina il futuro sulle candele e Anna/Caterina Le Caselle incinta del suo fidanzatino.

Questi giorni, un film riuscito solo a tratti

Non ci sono grandi sorprese nel plot del film di Piccioni. I giochi sono chiari subito, la narrazione scorre lenta tra immagini al rallenti, enfatizzate da una colonna sonora quasi invasiva. Anche l’interpretazione di Margherita Buy sa di già visto, con gli occhi blu persi nel vuotodi molti suoi personaggi.

Quello che convince di più in “Questi giorni” è tuttavia la sintonia tra le quattro protagoniste, unite in fondo da una profonda paura. Durante il viaggio verso Belgrado ci saranno incontri importanti per tutte loro, per lo più maschili. Si va dal fratello sacerdote di Caterina al giovane Milos che si innamorerà della bella Liliana.

Ci sono tanti spunti, troppi in verità nella trama dove al centro di tutto resta il non detto. Buono il cast, Timi in primis imbranato e ironico al giusto, Intense Liliana/Maria Roveran e Angela/Laura Adriani entrambe bellissime nel loro pallore botticelliano. Carina Anna/Caterina Le Caselle, quella sempre fuori posto. Convince meno Caterina/Marta Gastini, che non cambia mai espressione al pari di Margherita Buy che recita irrimediabilmente se stessa. Fa una breve apparizione nel cast anche Sergio Rubini, il cui personaggio è tuttavia totalmente irrilevante.

Ivana Faranda

  • Regia: Giuseppe Piccioni
  • Cast: Margherita Buy, Maria Roveran, Marta Gastini, Caterina Le Caselle, Laura Adriani, Filippo Timi, Alessandro Averone, Mina Djukic, Sergio Rubini
  • Genere: Drammatico, colore
  • Durata: 120 minuti
  • Produzione: Italia 2016
  • Distribuzione: Bim Distribuzione
  • Data di uscita: 15 Settembre 2016

Questi giorniTorna dietro la macchina da presa, dopo la pellicola "Il rosso e il blu", del 2012, Giuseppe Piccioni, regista italiano pluripremiato, con il film dal titolo "Questi giorni".

Il film è ambientato in una città di provincia e racconta la storia di un gruppo di ragazze in età universitaria. Una città di provincia. Tra le vecchie mura, la loro vita scorre tra scorribande notturne sul lungomare e riti quotidiani.

L'amicizia di queste quattro ragazze non nasce da passioni travolgenti, interessi comuni o grandi ideali. Ad unirle non sono le affinità ma le abitudini, gli entusiasmi occasionali, i contrasti inoffensivi, i sentimenti coltivati in segreto. Il loro legame è tuttavia unico e irripetibile. Arriva, però, il momento per il gruppo di amiche di affrontare il futuro.

Le ragazze si trovano davanti a scelte decisive, non semplici, che non possono essere più rinviate: scelte imposte dal confonto con le aspettative sul domani. Per chiarire le idee sarà d'aiuto un viaggio che le ragazze faranno per accompagnare una di loro a Belgrado -attese da una misteriosa amica e un improbabile occasione di lavoro - metterà in luce la vera natura del proprio essere, facendo crollare le loro certezze e mettendo alla prova i veri affetti.

Tra gli attori del cast c'è anche Marta Gastini, Nastro d'Argento nel 2011 come migliore attrice non protagonista per la pellicola "Il rito" di Mikael Hafstrom.

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