Planetarium

Planetarium - Recensione: un film che cerca di mescolare lo spiritismo al metacinematografico

Planetarium scena vasca
Le sorelle Barlow in una delle scene del film.

L’inizio di “Planetarium” è promettente: una sequenza, che vede una Natalie Portman imbattersi su un treno in corsa in una sua vecchia conoscenza, diventa la cornice di un flashback che si rivela essere la vera trama del film. Nella prima parte vengono presentati i due personaggi principali, le sorelle Barlow, che girano l’Europa degli anni ’30 del Novecento in cerca di fortuna, spacciandosi come sensitive; non si impiega molto, però, a individuare in Laura (Portman) la protagonista. A suggerirci che è lei su cui dovremmo concentrare la nostra maggior attenzione è il numero delle scene a lei dedicate, il volto della Portman è così presente da superare anche “Il cigno nero”.

Le due giovani donne incontrano un produttore cinematografico, Andrè Korben (Emmanuel Salinger), che, affascinato da esperienze provate durante alcune sedute spiritiche private con le Barlow, decide di ospitarle in casa e vuole assolutamente filmare il fenomeno paranormale. È da qui che “Planetarium” inizia a tentare il suo approccio tra spiritismo e cinematografia. In una delle scene iniziali, durante uno spettacolo spiritistico in un cabaret, Laura chiede al pubblico di mettere il dubbio da parte, ma sembra rivolgersi anche allo spettatore stesso, richiedendo una sospensione dell’incredulità. In effetti, entrambe le imprese commerciali si basano sulla credulità, ma ben presto scopriamo che le due sorelle non vedono o ‘sentono’ gli spiriti, sicuramente non Laura; sebbene la minore, Kate (Liy-Rose Depp), mostri sin da subito un disagio e una nevrastenia che nascondono qualcosa di più grande.

Planetarium: tanti spunti, ma pochi sviluppi

Natalie Portman planetarium
Natalie Portman in una scena de film guarda la proiezione di una pellicola a cui lei stessa ha preso parte.

Successivamente si creano diversi fili diegetici: Korben e Kate sviluppano una sorta di legame pseudo-sessuale tramite alcune sedute spiritiche, ma il produttore si lega anche a Laura, che inserisce nel mondo del cinema come attrice. Inoltre la storia è farcita dalle ripercussioni dei primi sintomi dell’antisemitismo del periodo pre-bellico, che mal si legano alla trama filmica, alimentando il caos. Peccato che tutti questi spunti narrativi non vengano portati a termine come dovrebbero.

La terza parte del film scivola verso la fine con una narrazione nebulosa e deludente, senza attesa e mistero, che lascia molta amarezza verso quel lontano ricordo dell’inizio, quando credevamo di aver davanti una visione promettente. Non c’è dubbio che la regista, Rebecca Zlotowski, abbia voluto racchiudere in “Planetarium” tanti temi e idee ottimi, ma erano forse un po’ troppi e il risultato è stato esageratamente ambizioso.

Planetarium: l'interpretazione degli attori e quel che c'è di buono

Gli interpreti scelti hanno fatto del loro meglio e sono una delle parti migliori di "Planetarium". Natalie Portman con i suoi modi così eleganti che la contraddistinguono offre un ritratto perfetto del personaggio intelligente e centrale di Laura. Quarto film per Lily-Rose Depp, che somiglia tanto a Vanessa Paradis in gioventù, ma è contraddistinta dall’espressività di papà Johnny con quella mimica facciale folle che solo la genetica può regalare. La scelta di prendere due americane è presto spiegata da una citazione dello stesso film “il cinema francese è in ritardo, […] gli americani continuano a rinnovare”, così la macchina francese ha deciso di rinnovarsi proprio con due giovani attrici d’oltreoceano.

 Planetarium scena trucco
Natalie Portman e Lily-Rose Depp in una scena del film.

Il lavoro più riuscito è sicuramente quello di Emmanuel Salinger, l’attore francese dallo sguardo che ricorda tanto Peter Lorre, soprattutto nei momenti in cui è solo con l’adolescente Kate o quando si ritrova alle strette verso la fine, il paragone con “M” scatta immediatamente. In verità, il personaggio di Korben è ispirato a qualcuno di realmente esistito, il regista e imprenditore cinematografico Bernard Natan, che condivide con il personaggio di finzione l’esperienza della guerra, il cinema per adulti, l’ebraismo e l’omosessualità, sebbene in Korben sia velata e repressa.

Gli attori non sono l’unica nota positiva del film, è brillante la fotografia (affidata a George Lechaptois), che, insieme ai costumi, dona luce e colore. Da citare è anche l’idea originale di passare dalle imagini vivida del XXI secolo, girate in digitale con la nuova e rara tecnologia della Alexa 65, alla pellicola del 1930, quando sono mostrati gli spezzoni filmici di cui Laura è protagonista. La colonna sonora, che punta molto su percussioni, che richiamano un respiro affannato, e su accordi di chitarra, rappresenta l'evoluzione della trama ed è uno strumento ben utilizzato per creare tensione nel pubblico. “Planetarium” non sarà di certo il miglior film della Zlotowski, che finora ha dimostrato grande abilità, ma solo un caso sfortunato di una regista promettente, che sicuramente non commetterà nuovamente lo stesso errore e ci stupirà ancora nei prossimi anni.

Erika Micheli

  • Regia: Rebecca Zlotowski
  • Cast: Natalie Portman, Lily-Rose Melody Depp, Emmanuel Salinger, Louis Garrel, Rosa Bursztein, Hugo Zlotowski, Audrey Quoturi, Amira Casar, Pierre Salvadori, David Bennent, Damien Chapelle
  • Genere: Drammatico, Colore
  • Durata: 106 minuti
  • Produzione: Francia, USA, 2016
  • Distribuzione: Officine Ubu
  • Data di uscita: 13 aprile 2017

Planetarium poster italianoNella Parigi degli anni '30, Kate e Laura Barlow sono due spiritiste americane impegnate in una tournée mondiale. Le loro abilità da mediatrici catturano da subito l'attenzione di un importante produttore, Andrè Korben, che coglie la palla al balzo, sfruttando le due sorelle al fine di risollevare le sorti della sua casa cinematografica.

 Korben, visionario e controverso, produce i suoi film utilizzando costose tecniche americane all'avanguardia, senza badare a spese, nonostante il tremendo periodo storico della Depressione. Il regista si sottoporrà privatamente, in maniera piuttosto scettica, a una seduta spiritica con le due sorelle Barlow.

Rimanendo molto scioccato di fronte a quello spettacolo, l’uomo decide di stipulare con il duo un accordo annuale per la realizzazione del primo film che prevede la presenza di veri fantasmi. Ma le intenzioni di Korben sono altre e Laura inizierà a nutrire i primi sospetti che la porteranno a svelerà la verità.

"Planetarium": una co-produzione tra Francia e Belgio

"Planetarium" è diretto da Rebecca Zlotowski, regista e sceneggiatrice francese vincitrice di numerosi premi prestigiosi, che ne ha curato anche la sceneggiatura insieme a Robin Campillo. La produzione è invece affidata a Frederic Jouve attraverso la propria casa di produzione "Les Films Velvet". La pellicola, presentata al Festival del Cinema di Venezia nel 2016, vanta una co-produzione franco-belga ed un cast stellare, che vede Natalie Portman e Lily-Rose Depp, figlia promettente del più noto Johnny, nei ruoli delle due protagoniste. Alcune scene del film sono state girate proprio a Parigi, città che vedremo 'antichizzata' agli anni '30.

 

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