Passeri

  • Titolo originale: Sparrows
  • Regia: Runar Runarsson
  • Cast: Atli Óskar Fjalarsson, Ingvar Eggert Sigurdsson, Rakel Björk Björnsdóttir, Rade Serbedzija
  • Genere: Drammatico, colore
  • Durata: 99 minuti
  • Produzione: MP Film, Nimbus Film Productions, Nimbus Iceland
  • Luogo di produzione: Islanda, Danimarca, Croazia, 2015
  • Distribuzione: Lab 80 film
  • Data di uscita: 2 marzo 2017

"Passeri": la locandina del film"Passeri" è la seconda pellicola da regista per Runar Runarsson, emergente cineasta islandese, noto per il lungometraggio "Volcano" ( 2011) e la nomination all'Oscar per il miglior cortometraggio nel 2006 con "The Last Farm".

Con la sua nuova pellicola, Runarsson porta sul grande schermo un 'romanzo di formazione' incentrato su un ragazzo, il sedicenne Ari. Quando sua madre decide di partire per una missione umanitaria in Uganda con il suo nuovo compagno, il protagonista di "Passeri" si vede a trasferirsi dalla capitale Reykjavik nello sperduto villaggio dove aveva vissuto nella propria infanzia.

In questo luogo 'antico' e quasi sacro, rinnova la conoscenza di chi è stato parte della propria vita: una nonna ricolma d'affetto e molto presente, un padre goffo, disoccupato e semi-alcolista, espressione di una comunità in cui violenza e bruttezza sono volentieri legate all'alcool.

Gli amici d'infanzia, oramai ragazzi e giovanotti, non lo riconoscono più. Ari fa molta fatica ad inserirsi di nuovo nel gruppo. Nella 'psichedelica' estate islandese, squarciata dalla luce di giorno e di notte, il ragazzo dovrà forzatamente iniziare a crescere e di conseguenza fare una scelta: cogliere e vivificare i minuti segnali di bellezza e 'altro', che gli si mostrano dinnanzi, grazie anche alla presenza della dolce e giovane Làra, o lasciarsi inghiottire dalla realtà che lo circonda. Alzare la testa o abbassarla, cambiare o ripercorrere una tradizione negativa, nella totale rassegnazione.

Passeri: da film di formazione a pellicola pluritematica

"Passeri" certo s'incentra su quella delicatissima fase della crescita di un ragazzo, ovvero il passaggio all'età adulta, ma va a trattare anche di tutto un ventaglio di tematiche ad essa connesse: relazione padre-figlio, integrazione, ritorno alle origini, mascolinità, amore, perdita e perdono. Alcune scene scioccanti e forti, piene di pathos, non servono l'impressione, bensì vogliono essere esperienza di riflessione e bellezza che ne seguono per gli spettatori.

A metà tra 'inferno' e 'paradiso', il film vuole lanciare un messaggio di 'vita': nessuna delle due possibilità è corretta, valida di per sé, perché nella vita, quando si cade, ci si rialza e il sole splende di nuovo. Il paradigma della felicità. C’è sempre speranza, non bisogna mai perderla, ma neanche esserne dipendente.

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