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Parigi a piedi nudi (2016)

Recensione

Parigi a piedi nudi: un omaggio a Jacques Tati

Parigi a piedi nudi review

I due registi Dominique Abel e Fiona Gordon realizzano una commedia in pieno stile slapstick e volutamente burlesque che rende omaggio ad uno dei maestri del genere Jacques Tati e strizza l’occhio al cinema di Wes Anderson.

Parigi a piedi nudi (2016)

Ed è partendo da questi presupposti che si trova la chiave di volta dell’intero film, che altrimenti risulterebbe assurdo e incomprensibile. Infatti l’intenzione della coppia – insieme anche nella vita reale – è quella di riportare sul grande schermo quella comicità elementare (la slapstick comedy appunto) basata sul linguaggio del corpo, di gag danzanti e al limite dell’assurdo, che rese famosi Stanlio e Ollio, Buster Keaton, Charlie Chaplin.

I personaggi del film ricordano il Monsier Hulot di Tati, quell’uomo vestito con impermeabile e cappello, sempre con l’ombrello e la pipa in bocca che, con la sua comicità visiva, fatta di brevi dialoghi, rendeva a sua volta omaggio ai comici che lo hanno preceduto. Abel e Gordon conoscono molto bene l’arte di Tati, e la ripropongono in questo piccolo, intimo e personale film ambientato nei giorni nostri, affrontando temi esistenziali quali la morte, la libertà, la solitudine e la solidarietà.

Parigi a piedi nudi: “Abel e Gordon sono un unico corpo”

“Parigi a piedi nudi” riprende le ricostruzioni cittadine e paesaggistiche del cinema di Wes Anderson: volutamente ricostruite in stop motion attraverso un modellino, che restituiscono allo spettatore un senso di irrealtà, che colloca i personaggi in uno spazio indefinito che può essere un teatrino animato o un mondo altro. Tale espediente, utilizzato all’inizio del film, lascia spazio alla realtà di Parigi che si presenta in una magnificenza ultra colorata, come lo è il film sia a livello visivo che emotivo.

Abel e Gordon non parlano dei giorni nostri puntando il dito sulla crudeltà e il cinismo anzi attraverso l’uso del corpo mostrano il lato divertente, poetico, patetico ed eroico degli esseri umani, sottolineando così i pericoli della vita e i capricci che noi tutti assecondiamo. Abel e Gordon sono un unico corpo: uniti dall’amore per l’una per l’altro e per ciò che stanno rappresentando: la vita e il cinema. I due fanno proprio lo spazio, rendendolo un estensione del loro essere e un mero strumento per i loro scopi.

“Parigi a piedi nudi” regala anche al pubblico l’ultima interpretazione di Emmanuelle Riva, vista l’ultima volta nell’ “Amour” di Michael Haneke. L’attrice che interpreta la zia Martha, alla cui ricerca si mette la nipote Fiona una volta scomparsa, mostra la lotta per libertà di cui la donna non vuole essere privata venendo rinchiusa in un ospizio. E così pur di manetnere la propria indipendenza fugge dagli agi di una vita normale.

Parigi a piedi nudi: un film intimo e personale

parigi a piedi nudi

E come il Monsier Hulot anche il personaggio di Fiona si mostra a noi con degli elementi caratteristici che l’accompagneranno per tutto il film; lo stesso vale per la sua controparte maschile e clochard interpretata da Dominique. Entrambi li vediamo scorrazzare da una parte all’altra, tra un balletto e un “tuffo in acqua”, allontanarsi e piano piano avvicinarsi in una scoperta uno dell’altra. Quindi non solo una lotta per la libertà ma anche per superare la solitudine dell’anima che accompagna i due personaggi.

Dominique Abel e Fiona Gordon realizzano un film che, nella sua bizzarria, saprà scaldare il cuore a coloro che ne sapranno apprezzare le varie sfumature, i rimandi e le citazioni e in cui potranno intravedere balletti alla “La La Land” in versione slapstick e che ne rimarca l’amore per il cinema e la sua storia.

Una commedia intima, tenera e personale che mostra tutte le qualità dei due comici-registi.

Riccardo Careddu

Trama

  • Titolo Originale: Paris Pieds Nus
  • Regia: Dominique Abel, Fiona Gordon
  • Cast: Dominique Abel, Fiona Gordon, Emmanuelle Riva, Pierre Richard, Emmy Boissard Paumelle, Céline Laurentie, Charlotte Dubery, David Palatino, Frédéric Meert, Guillaume Delvingt
  • Genere: Commedia, colore
  • Durata: 84 minuti
  • Produzione: Francia, Belgio, 2016
  • Distribuzione: Academy Two
  • Data di uscita: 17 Maggio 2018

 

Parigi a piedi nudi loc“Parigi a piedi nudi” segue le vicenda di Fiona, una libraia che lavora in una piccola cittadina canadese. Un giorno riceve una lettera di richiesta d’aiuto da parte della zia novantatreenne Martha, che vive a Parigi. La libraia si fionda così sul primo volo per la capitale francese per poi scoprire amaramente che l’anziana è scomparsa. A seguito di una serie di spettacolari catastrofi, incontra Dom, un senzatetto egoista e seducente che non la lascerà più sola.

“Parigi a piedi nudi” è il nuovo film dell’inossidabile duo composto da Dominique AbelFiona Gordon, che riportano qui il loro stile stravagante. Siamo di fronte ad una commedia in stile slapstick su due persone molto particolari che trovano l’amore nella magnifica Parigi.

Parigi a piedi nudi: l’umorismo per raccontare temi importanti

I due registi hanno volutamente restituire al loro lavoro uno stile burlesque, come affermato in un’intervista: “Come tutti gli altri nostri film, “Parigi a piedi nudi” è una commedia assurda. La storia è semplice e gira intorno a un’indagine dal sapore amatoriale. Tutti gli eventi si svolgono nell’arco di due giorni e due notti. Un tempo in cui i personaggi sono in costante stato di emergenza, corrono e si scontrano l’uno con l’altra. Martha, Fiona e Dom, sono essenzialmente tre persone sole che, private di ogni comfort, necessitano di aiuto.

In definitiva, “Parigi a piedi nudi” non fa altro che servirsi dell’umorismo per porre l’attenzione su temi essenziali come la morte, la libertà di scelta, la solitudine e la solidarietà. Seppur ancorato nella contemporaneità, “Parigi a piedi nudi” non ne sottolinea la crudeltà ricorrendo al cinismo o alla parodia. Lo fa semmai convogliandone i pericoli e i capricci attraverso sensazioni fisiche immediatamente riconoscibili. Ecco perché il corpo diventa il testo divertente, poetico, patetico o eroico degli esseri umani in scena”.

La direzione della fotografia è stata affidata a Claire Childeric e Jean-Christophe Leforestier, le scenografie sono di Nicolas Girault e a Claire Dubien sono stati affidati i costumi. I due registi sono anche i protagonisti della storia insieme all’attrice Emmanuelle Riva che interpreta la zia Martha.

Trailer

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